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Opinioni / “Signora Sindaca, sono molto, molto deluso!”

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Venerdì 22 Novembre 2019

 

torino-2006


Lettera indirizzato da Livio Berruti alla sindaca Chiara Appendino dopo che la stessa aveva affermato di ritenere di maggiore importanza il torneo ATP di tennis, ottenuto dalla Città di Torino per il periodo 2021/26, rispetto alle Olimpiadi Invernali passate (2006) o a una collaborazione con Milano-Cortina per quelle future (2026).


Livio Berruti

Cara sindaca Appendino, sono molto, molto deluso!
In tutto il mondo le Olimpiadi, sia estive che invernali, rappresentano l’espressione più alta e completa della cultura sportiva di una nazione, dove lo sport diventa un messaggio di dialogo e di amicizia fra i popoli di tutto il mondo con tutto il corollario di assoluta assenza di discriminazioni di tipo etnico, ideologico, confessionale o economico. Chi partecipa alle Olimpiadi – ed il sottoscritto ha avuto la fortuna di partecipare a 3 edizioni: Roma, Tokyo e Città del Messico –, si sente cittadino del mondo e trasmette a tutti quegli ideali di pace, di uguaglianza e di giustizia che sono il filo conduttore delle opere dei filosofi dell’antichità greca come Socrate, Platone e Aristotile, padri nobili della civiltà occidentale e grandi ammiratori dei campioni sportivi.

Giustamente scrive del clima di euforia che respirava Torino in occasione delle Olimpiadi del 2006. Avendo avuto il privilegio di fare il tedoforo in quell’occasione, ho notato una trasformazione radicale nei comportamenti dei torinesi, non più eccessiva riservatezza sabauda, ma partecipazione gioiosa non solo agli eventi sportivi ma in tutti i tipi di rapporto interpersonale.

Torino era diventata una città che, liberata dalla cappa di una monocultura industriale che l’aveva fino a quel momento tenuta in disparte dal mondo del turismo internazionale, aveva messo in mostra i suoi grandi valori artistici e culturali, acquisendo un posto rilevante nel panorama turistico di tutto il mondo.

Mi ricordo una confessione fattami dal sindaco di allora, Valentino Castellani: quando ti trovavi all’estero per spiegare dov’era Torino, prima delle Olimpiadi dovevi dire che era la città vicina a Milano; dopo l’evento olimpico l’immagine era ribaltata, toccava a Milano dire che era la città vicina a Torino.

E a questa trasformazione hanno contribuito in maniera rilevante gli oltre 6.000 volontari che, come il sig. Agnano, hanno partecipato con entusiasmo e tanti sorrisi al successo di quell’evento.

Ma non paragoniamo le Olimpiadi alle ATP Finals: la sproporzione tra i diversi sport olimpici invernali (dove trovi la bellezza delle competizioni del pattinaggio artistico o dell’irruenza del’hockey su ghiaccio?) e le partite di tennis è tale da non meritare altri commenti!

Chi Le scrive è un grande appassionato (anche se pessimo giocatore!) di tennis e ammiratore di Federer, Djokovich e Nadal per non parlare dei nostri splendidi azzurri.

Se ben rammento, Milano e Cortina si sono fatte avanti quando si era visto il grande momento di incertezza di Torino che, avendo praticamente tutti gli impianti già realizzati, poteva finalmente dare un esempio di gestione di una grande manifestazione a costi ridotti e privi di ombre.

Ci fu poi il ripensamento di Torino quando si fece avanti la candidatura di Milano (possibile che Torino debba sempre subire il fascino di Milano?), ma l’offerta del CONI di riservare alla nostra città due sole discipline era talmente minima che poteva probabilmente essere di molto ampliata se ci fosse stata una volontà chiara e univoca della classe dirigente locale.

Va anche ricordato che l’evento olimpico permette la realizzazione di notevoli migliorie delle strutture non solo sportive del territorio oltre ad un coinvolgimento di tutto il tessuto economico delle località coinvolte.

A questo punto, cara Sindaca, non ci resta altro che esprimere il rammarico di aver perso l’occasione di ridare uno slancio ad una città che ormai ha perso quello delle Olimpiadi 2006 e avere l’umiltà, che un vero sportivo ha sempre, di riconoscere di aver commesso un grande errore.

La saluto molto sportivamente!

 

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