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Martedì 8 Ottobre 2019

 

doha-medals

 

Tempo di riflessioni dopo i Mondiali con alcune considerazioni su base statistica. Con qualche inatteso risultato, in un quadro che può suggerire alcune interessanti valutazioni. Anche per il futuro.

Pierluigi Fiorella

Alla vigilia c’erano non poche perplessità sulla riuscita tecnica della rassegna iridata: soprattutto per le inconsuete condizioni ambientali e per la data avanzata. A luci spente si può tranquillamente affermare che gli aspetti positivi siano stati superiori ai negativi (sebbene tra questi vada annoverato la ridotta presenza di spettatori). Alle critiche, che pure non sono mancate, Seb Coe – confermato all’unanimità per il prossimo quadriennio – ha opposto due considerazioni. Vediamole.

a) la scelta del Qatar (che sta diventando l’Eldorado dello sport: dopo l’atletica, nel 2022 ospiterà i Mondiali di Calcio e nel 2023 quelli delle Discipline acquatiche) è avvenuta sotto la presidenza di Lamine Diack, ancora per poco ai domiciliari in Francia (ma Coe ne era il vice …);

b) l’intenzione della IAAF di andare incontro alla gente, con un occhio aperto sulle generazioni più giovani, e soprattutto di portare il “circo” iridato in nuovi territori. Si parla di Nairobi per il 2025, dopo che le prossime due edizioni si terranno in città ad alta civiltà atletica: nel nuovo Hayward Field di Eugene nel 2021 e a Budapest nel 2023.

Tornando a Doha, sulle 49 gare in programma si sono registrati due nuovi record mondiali, 18 migliori prestazioni stagionali (8 per gli uomini e 10 per le donne) e un insieme di prestazioni certamente di alto livello. Non pochi gli atleti che hanno ricevuto una definitiva consacrazione che li proietta verso Tokyo 2020. Alla rinfusa: Christian Coleman, Noah Lyles, Tim Cheruiyot, Grant Holloway, Rai Benjamin, Mondo Duplantis, Salwa Eid Naser, Sifan Hassan, Nia Ali, Sydney McLaughlin, DeAnna Price, Katarina Johnson-Thompson e molti altri. Anche molte “vecchie facce” si sono confermate al vertice: nell’arco delle 49 gare del programma – con l’aggiunta non proprio convincente della 4x400 mista – in 12, 7 uomini e 5 donne, hanno confermato il titolo vinto due anni prima a Londra.

In assoluto il primo posto nel medagliere spetta agli USA con 14 ori, 11 argenti e 4 bronzi. Un dominio che si è mantenuto stabile nell’ultimo decennio, con la sola flessione del 2015, come mostra il confronto dei totali: 28 a Daegu, 26 a Mosca, 18 a Pechino, 30 a Londra e 29 a Doha. E che viene ampiamente confermato dalla classifica a punti per i finalisti:

• 310 Stati Uniti
• 122 Kenya
• 115 Giamaica
• 99 R.P. Cina
• 83 Etiopia

La stessa IAAF (che si appresta a cambiare sigla in WA, World Athletics) ha sintetizzato numericamente la 17ª edizione di questa rassegna partita nel 1983 e fortemente voluta da Primo Nebiolo (l’atletica è stato l’ultimo dei grandi sport ad inaugurare i propri Mondiali).

L’adozione da parte della federazione mondiale del Ranking apre una nuova era sulla valutazione dei risultati che sempre più – assieme all’adizione limitante dei Target numbers – deciderà sulla presenza e la partecipazione ai grandi eventi: Giochi Olimpici, Mondiali, Campionati continentali. Per inciso, nel Ranking diffuso alla vigilia di Doha, nessun atleta italiano – né tra gli uomini né tra le donne – figurava tra i primi 100 del mondo.

Anche l’utilizzo generalizzato delle tabelle di punteggio, che sono alla base del Ranking, ha avuto una rivalutazione. Tanto che la stessa IAAF ha diffuso sul suo sito un confronto numerico tra Doha e le precedenti edizioni basato proprio sui punteggi dei migliori 5 risultati di ciascuna gara. Così si legge:

• 2019 Doha – 195.869
• 2015 Pechino – 194,547
• 2017 Londra – 193.426
• 2013 Mosca – 192.664
• 2009 Berlino – 191.168

Primo posto di Doha confermato dalla media/punteggio di tutti i risultati tecnici che si presenta come segue:

• 2019 Doha – 1024,75
• 2017 Londra – 1012, 84
• 1999 Siviglia – 1007,98
• 2015 Pechino – 1994,78
• 2009 Berlino – 1004,55

Quindi, archiviata Doha, azzardiamo alcune valutazioni numeriche su quanto è accaduto, cercando di trarne qualche insegnamento. Dopo questa lunga ma necessaria premessa, possiamo trarre alcune considerazioni partendo dai risultati finali dei Mondiali n. 17. Per una maggiore comprensione si rimanda alla tabella di riepilogo in calce.

• UOMINI
In tutte le finali disputate il 74,5% degli atleti classificati tra i primi 8 figurava già nei primi 12 “Season Best” dell'anno. Sono state registrate solo 2 triplette (400 ost. e Disco), ossia la corrispondenza tra i primi 3 classificati e le prime 3 “Season Best”; in una sola gara (4x400) gli 8 finalisti figuravano tra i primi 12 SB; in ben 9 gare, 7 degli 8 finalisti figurava nei primi 12 dei “Season Best” (quindi in totale in 10 gare su 24). Quanto ai capilista stagionali, in 9 (pari al 37,5% su 24 gare) hanno confermato la loro leadership annuale vincendo la medaglia d’oro. I 40 atleti (pari al 55,6%) che hanno conquistato almeno una medaglia, figuravano nella “top 3” delle migliori prestazioni stagionali.

• DONNE
In tutte le finali disputate l’81,3% delle atlete classificate nelle prime 8 figurava nelle prime 12 “Season Best” dell'anno; anche nelle donne solo 2 triplette (Triplo e Disco). In 6 gare tutte e 8 le finaliste rientravano nelle prime 12 SB; in altre 7 gare, 7 delle 8 finaliste figuravano nelle prime 12 dell'anno (quindi in 13 su 24 gare). Infine 13 atlete (su 24, pari al 54,2%) capilista stagionali hanno confermato la loro leadership dell’anno riportando l’oro. Anche qui le 41 atlete (pari al 56,9%) che hanno conquistato una medaglia, erano nella “Top 3” delle migliori prestazioni stagionali

• ITALIANI
Quanto agli azzurri 6 atleti e 5 atlete (incluse le staffette) figuravano nei primi 12 SB nelle rispettive gare. Nei maschi solo la 4x400 ha confermato l'ingresso in finale, mentre Crippa, Stecchi, Tamberi e Tortu sono entrati in finale partendo da posizioni inferiori; Stano, Sottile, Rachik, Crippa (nei 5000) e la 4x100 non hanno invece confermato la posizione.
Tra le donne solo Giorgi e la 4x100 hanno confermato l'ingresso in finale, mentre Dossena, Folorunso e la 4x400 non hanno confermato la posizione. Nessuna atleta che partiva dalle “retrovie” delle graduatorie è riuscita ad entrare in finale.

Ultima riflessione: nella classifica per nazioni dei finalisti, se invece di considerare il punteggio a scalare delle prime 8 posizioni, si considerasse il numero dei finalisti per nazione (quindi una classifica quantitativa più che qualitativa), l'Italia passerebbe dalla 26° alla 15° posizione (con 7 atleti/gara), ottava tra le europee invece che tredicesima.

Doha 2019 – Tabella di riepilogo

Nota. Statistiche tratte da risultati ufficiali delle 24 gare dei campionati mondiali e dalle liste della IAAF con i SB (al 18 settembre 2019) dei partecipanti (quindi più “veritiere” in quanto non tengono conto degli atleti “in sovrannumero” delle varie nazioni).



 

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