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Saro' greve / Barletta ovvero la Citta' di Mennea

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Lunedì 9 Settembre 2019

 

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Cronaca di una serata a Barletta per rivivere le glorie di Pietro Paolo, ma anche occasione per avviare un percorso che porti al pieno riconoscimento cittadino per il nostro piĂą grande velocista e per l'atleta italiano piĂą presente nell'immaginario popolare.

 

Vanni LĂłriga

La città di Barletta (almeno la sua parte più genuinamente sportiva) ha voluto ricordare, con una settimana di anticipo, il record mondiale che Pietro Paolo Mennea stabilì il giorno 12 settembre 1979 sulla pista dello Stadio Olimpico Universitario in Avenida de los Insurgentes, a Città del Messico, coprendo la distanza dei 200 metri in 19 secondi e 72 centesimi. Venerdì 6 settembre siamo stati convocati da Vitantonio “Nino” Vinella per un convegno indetto presso il B&B Liddo per lanciare una iniziativa che si propone di rendere gli onori della Città al suo figliolo Pietro Paolo, spesso dimenticato se non ignorato.

Nino Vinella (giornalista ed amico di Mennea, nonché storico amante dell’atletica) si batte addirittura perché Barletta diventi ufficialmente, non solo la Città della Disfida, ma anche quella di Mennea. Sarà un iter lungo e difficoltoso e per percorrerlo si è mosso il primo passo proprio con questo Convegno, nel corso del quale è stato presentato il libro del sociologo Pippo Russo dedicato a “Pietro Mennea. Più veloce del vento”. Russo, un agrigentino docente all’Università di Firenze, ha fatto un viaggio proprio dentro l’Uomo Mennea ed ha concluso che il suo primato è il momento di svolta dalla generazione degli atleti esili ed agili rispetto a quelli che sono simbolo e frutto del potenziamento. Per questo si tratta di un record storico che separa due epoche.

 

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L'autore davanti alla casa natale di Pietro

 

Il convegno, signorilmente ospitato dalla signora Antonella Liddo (e, fra parentesi, concluso con il tocco gastronomico dello chef Sabino Del Negro, un giovane che è voluto “restare al Sud”) si è arricchito di testimonianze di persone che hanno conosciuto ed apprezzato il loro Campione. Primo fra tutti il dottor Vito Lattanzio, figlio di quel professor Ruggero che lanciò la famosa squadra dell'AVIS. Poi il cantante Michele Di Leo (in arte Max Panama) ha ricordato Pietro cantando, senza accompagnamento, cioè “a cappella”) il brano “Io sono vivo”, un successo dei Pooh.

L’attore Gianni Fimiani ha letto alcune delle frasi storiche pronunciate a suo tempo da Mennea e tratte dal libro di Russo. A proposito si cita Gianni Brera di cui si celebra in queste ore il centenario della nascita e che, a quanto io ricordo, dopo aver toccato la nuca di Mennea sentenziò: “Lo sapevo, tu di origine sei ligure ...”. Un sentito ricordo di Antonio Sanna, corrispondente storico del Corriere dello Sport e di Titti Puttilli, nipote di quel Cosimo che fu valente marciatore. E al quale è intitolato lo Stadio di Barletta, in cui anni fa fu inaugurata una pista di atletica, peraltro al momento non ancora fruibile, ... Così, gli atleti di Barletta per allenarsi debbono fare i pendolari verso città limitrofe al punto che Michele Di Pace, a suo tempo indicato come erede di Mennea, ha deciso di realizzare nella periferia di Barletta un suo stadio atletico dalle caratteristiche avveniristiche. Costerà una cifra, ...

L’instancabile Nino Vinella, per concludere la giornata “Menneiana”, mi ha poi condotto a scoprire i luoghi in cui Pietro è nato e cresciuto. In via Porta Reale 20, angolo via Magenta, c’è la vecchia sartoria di papà Salvatore ed il basso dove lui abitava. Una piccola targa lo ricorda, tutto lì, ... Poi siamo andati a Porta Marina dove partiva la salita del Vaglio, che porta alla Piazza della Pescheria e dove veniva “vagliato” il pesce. Era l'unica salita di Barletta e lì, prima di andare a Formia, Pietro si allenava, ...

Poi eccoci in Viale Giannone, dove sfidava le macchine più veloci, le Alfa 1750 e le Porsche, correndo verso la Stazione Ferroviaria. E lui vinceva. Ma Viale Giannone non c'è più, sostituito da giardini. Evviva il verde, anche se spesso cancella la memoria.

Infine l'Eracle (così a suo tempo venne ribattezzato Mennea) e soprattutto la statua dedicata ad Ettore Fieramosca. E la sua mano protesa (ad indicare ai Francesi il consiglio a ritornare ai patri lidi) che secondo il già citato Cosimo Puttilli ispirò l'indice puntato verso l’alto che accompagnava ogni vittoria di Pietro Paolo Mennea.

Un salto indietro nella sua gioventĂą: il tutto verrĂ  raccontato in un libro che sto preparando (fra i tanti) e che celebrerĂ  nel 2020 i 40 anni della vittoria olimpica di Mosca.

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PS – Come facilmente prevedibile, nel precedente Greve dedicato alle imprese atletiche settembrine, ho omesso di ricordare una gara di salto in alto che merita di passare alla storia. Il 19 settembre 1979 a Bologna, nel Trofeo Bendi, fu realizzato un “primato italiano di gruppo” nell’alto ... Superarono la misura di 2.27, nell’ordine, Massimo Di Giorgio (detentore del record con 2.26), Oscar Raise (entrambi alla seconda prova) e Bruno Bruni (alla terza). Mi segnala cortesemente il tutto proprio Di Giorgio, che in quell’anno fu campione d’Italia seguito da Marco Tamberi. Proprio il padre di Gianmarco e a sua volta figlio di Bruno, anconetano tesserato per la GIL di La Spezia, nel 1939 primatista ligure con 1.86, record migliorato nel giugno 1954 da Gianmario Roveraro. Per ammenda pubblichiamo la foto ricordo di quella serata. Aggiungo di mio che in quella stessa riunione bolognese Pietro da Barletta, appena rientrato dal Messico, corse i 100 in 10”18, all'epoca seconda prestazione italiana a livello del mare.

 

 

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