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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

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Poste&Pedane / "Non mi svegliate, ve ne ne prego, ..."

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Giovedì 22 Agosto 2019

 

eur-usa 


Certo, il passo del resto del mondo è lungo almeno il doppio. Purtuttavia nel nostro piccolo (e provinciale) universo, almeno per questi mesi, ci stiamo sentendo importanti. A partire dagli otto selezionati per un Europa-USA dal sapore antico.

Daniele Perboni

Mettiamoci, si mettano, l’anima in pace. La piccola Italia dell’atletica sta diventando grande. Meglio, pare stia ritornando ai fasti del passato. Fatte le dovute differenze con il movimento mondiale, lo slancio impresso dalla nuova via e il drastico cambio di mentalità fortemente voluto da Antonio La Torre, ha fatto sì che nel carniere siano finiti risultati insperati sino a pochi mesi addietro. Troppo ottimisti? Forse. Probabilmente in quel di Doha saremo catapultati nel giusto alveo. Ora, però, lasciateci sognare. Un poco, qualche giorno, una settimana.

Non mi svegliate ve ne prego
ma lasciate che io dorma questo sonno,
sia tranquillo da bambino
sia che puzzi del russare da ubriaco.
Perché volete disturbarmi
se io forse sto sognando un viaggio alato
sopra un carro senza ruote
trascinato dai cavalli del maestrale,
nel maestrale... in volo.

Così cantava Francesco Di Giacomo, potente voce del gruppo rock progressive Banco del Mutuo Soccorso. Chiediamo troppo?

Perché questa inconsueta richiesta, si chiederà la folla (?) di lettori? Non è forse il nostro movimento lontano anni luce dalle gloriose imprese che fanno gridare al miracolo? Non siamo forse che una fioca luce nell’immenso universo? Ed è più che acclarato che nei momenti cruciali (Olimpiadi, Mondiali, Europei) ce ne torniamo a casa con la coda fra le gambe? Chi li vede, poi, gli atleti azzurri nei grandi meeting della Diamond League? Tutto vero, non vogliamo negare nulla.

Chi scrive è uno dei più, lasciateci passare il termine, feroci critici. Ma per una volta, ripetiamo, dimentichiamo tutto e lasciamoci cullare da una dolce notizia: otto rappresentanti di questo negletto Paese sono stati chiamati a rappresentare il Vecchio Continente nella sfida che lo vedrà opposto al gigante a stelle e strisce. Già immaginiamo alcuni commenti: “Manifestazione di serie B”, oppure: “i migliori europei hanno declinato l’invito. Stanno preparando al meglio l’appuntamento di Doha”. Ancora: “Gli Stati Uniti porteranno le terze o quarte scelte”. Vero, falso?


Che importa. L’importante è esserci e, magari, portare a casa piazzamenti e risultati notevoli che non faranno altro che mettere in luce la capacità di chi si è meritato la chiamata. Segnatevi data e luogo: Minsk (Bielorussia), 9 e 10 settembre, al “Dinamo National Olympic Stadium”. Una sfida che affonda le sue radici negli anni Sessanta/Settanta e che ha sempre rappresentato un appuntamento clou della stagione quando ancora gli incontri fra rappresentative nazionali andavano per la maggiore.

Sei ragazzi (Crippa/3000, Desalu/200, Jacobs e Tortu/100, Re/400, Zoghlami/Siepi) e due ragazze degli ostacoli (Bogliolo/100, Folorunso/400) faranno parte della folta rappresentativa composta da oltre trecento atleti (quattro per squadra in ogni specialitĂ ). E poi?

Poi tutta una discesa verso i Campionati iridati con qualche fermata in luoghi ameni come Rovereto (27 agosto), Palio Città della Quercia, il più antico meeting in pista della Penisola. Esattamente trenta giorni prima dell’apertura iridata nello stadio di Doha.

 

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