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I sentieri di Cimbricus / Storie tragiche di doping e dintorni

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Venerdì 26 Luglio 2019

 

doping-19 


Può fare notizia o meno, ma – tanto per ricordare – ieri l’altro il CIO ha cancellato un’altra delle medaglie assegnate a … Londra 2012. E con questo i casi sanzionati per quei Giochi sono saliti a 129. Vetrina per un gigantesco import-export senza frontiere.

Giorgio Cimbrico

Poco più di un mese fa Madiea Ghafoor, quattrocentista olandese di radice indiana, finalista gli Europei di Berlino, è andata incontro a un inconveniente: tra Arnhem ed Elten, già in territorio tedesco, è stata fermata dalla polizia. “Può mostrarci quel che ha nel portabagagli?”. “Sto andando ad allenarmi a Düsseldorf”, ha detto prima di spalancare il baule che conteneva 50 kg di ecstasy e di crystal meth, la droga che fa furore in Germania, una super-anfetamina che allontana la fame, la sete e spazza via le inibizioni sessuali. Stima del carico, un paio di milioni.

Dal 18 giugno Ghafoor è una detenuta in attesa di giudizio. Di mezzo c’è droga vera, non doping come quello scoperto nel ’98 nel Van del massaggiatore della Festina che stava raggiungendo Dublino per la partenza di uno dei Tour più tormentati o come quello che in un frigorifero portatile teneva sempre a disposizione Marion Jones.

Ma quanto a volume d’affari, Ghafoor è una dilettante, un’artigiana rispetto a David Jenkins. Li riunisce la meccanica della loro caduta: anche lo scozzese nato nel ’52 a Trinidad, famoso per aver bruciato il quasi esordiente Marcello Fiasconaro sul traguardo dei 400 degli Europei ’71, incontrò il suo destino su una frontiera, quella di Tijuana, tra Messico e Stati Uniti, vista e rivista in un sacco di film sul narcotraffico.

Dopo aver chiuso sul giro di pista, (nella sua collezione anche l’argento olimpico della 4x400 a Monaco di Baviera ’72) e aver disinvoltamente confessato di essersi sempre “aiutato”, Roger si trasferì in California e in una delle escursioni oltreconfine a Tijuana entrò in contatto con Juan Javier Macklis, proprietario di un’industria farmaceutica che lavorava anche per il governo. Fu un incontro stile colpo di fulmine: divennero soci e diedero il via a una formidabile produzione di steroidi: nell’87, quando Roger venne fermato al posto di confine, il giro era stimato in 100 milioni di dollari. Il 70% degli anabolizzanti presente sul mercato americano erano frutto della joint venture mexico-scozzese. Un vorticare di quattrini.

Roger finì di fronte al tribunale del distretto di San Diego e venne condannato a sette anni da scontare in un penitenziario dal nome che fa capire che razza di posto fosse e da chi fosse popolato: carcere federale del deserto del Mojave. Dopo dieci mesi passati là dentro decise di collaborare, di fare dei nomi e ottenne la libertà vigilata. Da allora è tornato sulla retta via e si interessa di prodotti dietetici.

Roger, fratello di David e a sua volta quattrocentista di un certo valore, si è costruito un’altra sorte: è un uomo di punta nella finanza londinese, con proficue frequentazioni e cospicue transazioni di denaro con i paesi del Golfo, abita in un quartiere di lusso, ospita party con stelle del cinema di prima grandezza (George Clooney, Scarlett Johansson) e se c’è stata qualche ombra sul suo passato, ha saputo cancellarla con facilità e nonchalance.

 

 

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