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Universiadi '19 / Tutto va bene, madama la Marchesa

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Mercoledì 26 Giugno 2019

 

stadio-san-paolo

 

Un report sullo stato dell'arte a pochi giorni dall'inaugurazione dei Giochi Universitari che Napoli e la Campania hanno fortemente voluto dopo la rinuncia del Brasile. Analisi e prospettive per una manifestazione che deve soprattutto cercare nuove strade.

 

Alberto Gualtieri

 

Dal prossimo 3 al 14 luglio Napoli ospiterà la manifestazione sportiva ritenuta universalmente la più importante dopo le Olimpiadi. Per partecipanti e numero di sport, molto meno per il valore tecnico. D’altro canto dal 19”72 di Pietro Mennea del 1979 a Città del Messico sono trascorsi 40 anni e qualcosa non può non essere cambiato, specialmente nel panorama tecnico. Corroborate da un finanziamento di 270 mln di euro distribuiti 100 per la messa in discreta funzione degli impianti, 150 per l’organizzazione e 20 per la tassa che la FISU si fa pagare per assegnare i Giochi, le competizioni daranno a Napoli una ulteriore vernice di internazionalità ad una citta tra le più attraenti del Paese.

A dire il vero però affermare che la massima rassegna mondiale dello Sport Universitario avrà luogo a Napoli appare un poco approssimativo. La manifestazione infatti tra gare, allenamenti, ed eventi vari è spalmata su 35 Comuni campani. Proprio 35, neanche uno in meno.

Quando nel 1997 le ultime Universiadi estive svoltesi in Italia ebbero luogo in tre città siciliane (Palermo, Catania, Messina) la dislocazione su tre località venne giudicata, oltre che una follia organizzativa, un vero sacrilegio al quale solo il carisma di Nebiolo mise riparo. Veniva infatti considerata negativamente la perdita di quella concentrazione di anime e culture diverse che in queste occasioni dà sempre origine ad uno scambio di esperienze, conoscenze ed incontri definito, forse in maniera un tantino retorica, sicura fonte di formazione e crescita, in particolare per i giovani atleti. Nel caso di Napoli e dintorni, hai voglia a parlare di scambi diffusi tra 10.000 atleti e dirigenti provenienti da 130 Paesi se poi la dispersione sul territorio è così larga che per uno scambio di idee bisogna ogni volta prendere il treno!

Comunque le Universiadi 2019 si faranno. A Napoli come riferimento ideale, a Caserta e Salerno come sottotitoli. E poi a Ariano Irpino, Avellino, Aversa, Baronissi, Benevento, Casoria, Cava dei Tirreni, Durazzano, Eboli, Nocera Inferiore, Pagani, Pozzuoli tanto per citare almeno 15 Comuni dei 35.

La riuscita di un evento così vasto dipende da decine e decine di variabili. Non serve certamente elencarle in questa sede. Senza però il funzionamento dei settori organizzativi fondamentali l’evento non si realizza. Mi riferisco a Alloggi, Impianti, Trasporti e Volontari. E a Napoli?

Alloggi – Dei 10.000 arrivi previsti, 4000 li sistemiamo su due navi. Una di proprietà della MSC, reduce da un incidente prontamente riparato che ha permesso ai lavori di cantiere di ampliarla, e l’altra una nave della compagnia Costa. Il costo dell’affitto è di circa 24 mln per la grande MSC e di circa 18 mln per l’altra. Esiste anche una terza nave a disposizione riservata a parte degli addetti alla sicurezza di cui faremo cenno più avanti.

E gli altri 6000 dove li facciamo dormire e mangiare? Un po’ qua, un po’ là, in Campania ovviamente. Già ma dove rispetto ai campi gara? Vedremo, non disperiamo. Ad esempio sappiamo già che atleti che gareggeranno a Salerno dormiranno a Napoli, rendendosi così protagonisti del più tradizionale pendolarismo! Sistema che presumibilmente verrà adottato anche per altri e non pochi, visti i numeri.

Impianti – Il terremoto dell’Irpinia del 1980 assegnò la gestione delle varie strutture campane, deteriorate e non, ad un Commissario Governativo che cosi divenne responsabile dell’uso e della gestione anche degli impianti sportivi. I quali sono però rimasti nelle stesse condizioni di allora. Con quasi quaranta anni di disuso in più. Si farà quindi uso di altri impianti vale a dire di quelle strutture il cui titolo appartiene al Comune o che hanno un rapporto con lo stesso. Di certo gli impianti periferici che verranno usati non potranno non avere un tocco di rinnovo almeno agli spogliatoi, dove e quando esistenti.

Considerando la specificità tecnica dei lavori di ristrutturazione o di piccolo rinnovamento, si è fatto ricorso, nella maggior parte dei casi, a Ditte al di fuori della Campania le quali opereranno con le loro strutture e con la loro mano d’opera collaudata. Alla faccia dei nuovi posti di lavoro previsti e sbandierati. L’accordo contrattuale con queste Ditte prevede la fine di tutti i lavori su un qualsiasi impianto entro il 30 novembre 2019 assicurando però l’agibilità dei campi gara per la data delle Universiadi, per poi completare il tutto entro i termini fissati. Tranquilli quindi: si farà sport in modo regolamentare evitando le borse dei libri ad indicare i pali delle porte! Magari senza tribune e spogliatoi usando quelli della più vicina struttura funzionante e disponibile almeno per una doccia.

Un esempio emblematico di questa situazione è quello del vecchio Stadio del Napoli calcio, Il Collana. Dove sono stati rifatti la pista ed il campo, ma tribune e spogliatoi al momento sono inutilizzabili. Il Collana sarà a disposizione per l’allenamento di alcuni concorsi dell’Atletica Leggera. Verrà però utilizzato anche per il riscaldamento pre-gara dell’Atletica in generale. Al termine del quale gli atleti “riscaldati” verranno portati a gareggiare allo Stadio San Paolo! Ed a proposito di quest’ultimo, la annunciata ristrutturazione si è poi risolta con la sostituzione di parte dei seggiolini delle tribune, con il rifacimento della pista ed il mantenimento del campo ovviamente in ottime condizioni pena gli improperi della coppia De Laurentis/Ancellotti.

Dei rimanenti impianti negli altri Comuni non è dato di sapere. Quello che si sa riguarda in particolare, come già visto, i numerosissimi impianti di cui è dotata la Campania. La stragrande maggioranza di questi è, come già detto, in disuso o mai usati a partire dal momento della loro costruzione “elettorale” ad oggi. Di questi i Comuni, anche se volessero, non potrebbero farsene carico. In primis perché manca una assegnazione a loro carico ed a seguire, per tutte le problematiche che la gestione di un impianto comporta, dalle spese di manutenzione al personale addetto. Ci arrangeremo quindi con le palestre delle scuole, sempre se esistenti.

Trasporti – Erano previsti 500 pullman e circa 300 automobili. I numeri si sono notevolmente ridimensionati: gli autobus saranno circa 300 mentre le automobili saranno in gran parte sostituite da mini-van e non raggiungeranno numeri a 3 cifre anche considerando che la tipologia delle auto fa chiaramente intendere che l’assegnazione personalizzata (ad ogni Capo Delegazione 1 auto o 2 o persino 3 se la Delegazione ha numeri rilevanti a cui vanno aggiunte le auto per addetti ai lavori ed Autorità) non sarà certamente possibile venendo meno a precisi dettami della FISU. Una Convenzione con alcune Cooperative di taxi incrementerà la disponibilità dei mezzi di trasporto.

A differenza degli Alloggi e degli Impianti, quelle che io definisco strutture mobili, vale a dire Trasporti e Volontari, presuppongono lo studio di un sistema che, attraverso una programmazione collaudata di un modello ad hoc per il territorio interessato, va articolato con largo anticipo. Spero di sbagliare ma la finalizzazione di tale sistema, ammesso che esista, ad oggi non mi sembra che sia stata ancora realizzata.

Il che lascia interdetti. Si è molto puntato il dito sulle difficoltà del traffico di Napoli. Sarebbe monotono evidenziarle di nuovo. Esistono, e non serve a nulla parlarne ancora. Qualche parola sul danno ipotetico che questa difficoltà può portare alle gare va comunque sottolineata. Perché se il traffico di Napoli può causare ritardi per appuntamenti quotidiani di qualsiasi tipo, un ritardo ad un appuntamento-gara ha ben altro significato. Significa “riprogrammare” di volta in volta il calendario giornaliero delle gare, degli eventi collaterali, delle premiazioni. Un lavoro improbo, quasi impossibile. Vero è che i trasporti saranno scortati da Vigili Urbani dal punto di partenza (leggasi soprattutto il Porto per la evidente concentrazione di persone), ma solo per uscire dal Centro città. Il destino del percorso completo verso il luogo di gara rimane affidato ai buoni uffici del Santo Patrono. Insomma “San Gennà, facce ‘a grazia!”.

Volontari – Dovrebbero essere i 6000 dichiarati dagli organizzatori (il condizionale è d’obbligo) remunerati a 25 euro al giorno. A questi dovrebbero aggiungersi 1500 unità fornite dalle FSN locali a cui andranno 50 euro giornalieri. Altri 400, esclusivamente studenti universitari, sono stati reclutati per un mese a carico del Budget Regionale con una sorta di Assegno di studio del valore di circa 1500 euro, per una esperienza lavorativa di livello certo.

Per i volontari vale lo stesso discorso dei trasporti ed in generale per l’intera manifestazione. Non mi risulta che il “Modello Napoli 2019” per i Volontari al momento sia già redatto e finalizzato. Loro, i Volontari, sono quelli che un termine inglese definisce come la “backbone” di una organizzazione di qualsiasi dimensione, cioè la vera “spina dorsale” di un evento. La complessità di amministrare un numero di giovani quasi pari a quello dei partecipanti è facilmente comprensibile. Per questo il Settore Volontari quasi più degli altri ha bisogno di tempo per essere articolato in modo organico.

Vanno selezionati, istruiti, instradati. Debbono essere padroni di una lingua straniera, conoscere e riconoscere l’autorità del Coordinatore del Gruppo al quale appartengono, essere capaci di risolvere piccoli problemi in situazioni di emergenza. Sempre coordinandosi con le strutture approntate allo scopo. Qui mi sembra che non ci siamo. La conoscenza della lingua latita abbondantemente, di selezioni non ne ho sentito parlare e tantomeno di “briefing” istruttivi. Quello per Coordinatori si svolgerà la settimana prima dell’inizio delle Universiadi e sarà il primo e forse l’unico quando ne abbisognerebbero almeno una decina: arriva con almeno un anno di ritardo anche considerando la frettolosa assegnazione delle Universiadi alla Citta di Napoli.

Oltre ai quattro settori che ho sommariamente indicato, un aspetto fondamentale per la salvaguardia della manifestazione è costituito dalle necessità che la Sicurezza sia all’altezza dei grandi numeri e dei movimenti derivanti da un evento come le Universiadi. Allo scopo, oltre alle navi per gli alloggi, sarà alla fonda un’altra nave che alloggerà circa 1000 poliziotti addetti a Sicurezza e Servizio d’Ordine. A questi vanno aggiunti gli addetti della Polizia Urbana e circa 500 Vigilantes delle Ditte di Guardiania presenti sul territorio. Uno schieramento che sembrerebbe appagare in buona misura i requisiti di Sicurezza.

Come poi le Universiadi siano di risalto e lustro al Paese ospitante è certamente difficile da giudicare. Basti pensare che a meno d’una decina di giorni dall’inizio, la manifestazione non trova ancora un suo spazio sui media nazionali. Certo Milano-Cortina hanno giustamente assorbito l’attenzione dello sport italiano insieme alle Nazionali di calcio, giovani e ragazze. Ma non avere un riscontro giornalistico seppure minimo appare una mancanza non leggera. Vedremo nei giorni delle Cerimonie e delle gare. Tutt’altra cosa è invece la promozione in sede locale. La Regione ha pensato bene di instaurare rapporti onerosi con quasi tutte le fonti di informazione del territorio e l’accordo appare funzionante. Insomma Napoli 2019 è un fatto decisamente regionale (35 Comuni!): una sorta di tagliando elettorale alla pari degli impianti sportivi usati in passato di cui l’Amministrazione della Campania sentiva il bisogno.     

Infatti il panorama politico ha isolato quasi completamente il Presidente Regionale in perenne conflitto con il Sindaco di Napoli e scaricato dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio che in tempi non sospetti ha dichiarato che chi aveva voluto la bicicletta doveva ora pensare di pedalare in solitario.

Avvicinandosi il giorno dell’inaugurazione, come sempre avviene, le necessità si accavallano. Essendo in linea con le carenze del Paese, si è scoperta ad esempio la forte mancanza di strutture sanitarie adeguate. Si è alla ricerca di medici disponibili al servizio di pronta assistenza. Almeno in questo l’Universiade è perfettamente omologata al livello nazionale anche per quanto riguarda le finanze. Si cercano i medici ma i fondi per pagarli non ci sono e la congrua offerta che viene fatta, a quanto si dice, sia di 10 euro l’ora a medico disponibile. Una specie di Reddito di Cittadinanza specifico.  

“E allora? Come va oggi? Alla stragrandissima Leonardo!” verrebbe da dire mutuando una espressione dalla ormai famosa trasmissione Propaganda live del venerdì sera su La7. Ed è vero! Alla fine andrà tutto bene, sicuramente meglio di altre edizioni delle Universiadi. Nel 1999 alle Universiadi di Palma di Maiorca le camere di albergo predisposte per due persone, ospitarono tutte alla fine persino 8 studenti e dirigenti. E a Sheffield il Villaggio atleti era costituito dalle vecchie case dei minatori che per la loro fatiscenza e pericolosità dovevano essere demolite il più rapidamente possibile. Cosa che avvenne regolarmente ad un mese dalla fine delle Universiadi. Per non parlare di Buffalo dove gli autisti di pullman ed automobili erano stati massimamente reclutati tra i pensionati di citta limitrofe e non. Per cui erano loro che domandavano le indicazioni stradali agli studenti provenienti da lontane contrade del Pianeta!

Queste cose a Napoli non succederanno. Perché i campani hanno dalla loro una componente di nobiltà che pur mettendo in funzione “l’ammuina” qualora ce ne fosse bisogno, lo farebbero in maniera accattivante e con stile, spargendo serenità e simpatia.

Al prossimo agosto, Napoli 2019 sarà un ricordo. Piacevole. Per gli studenti, per i dirigenti, per la burocrazia regionale ormai sazia di un evento interamente fagocitato, per il Presidente Regionale che gonfierà gli addominali per l’impresa compiuta, per il Presidente del CUSI che non ha mai avuto confidenza con le cose sportive ed a cui la FISU ha promesso un posto nel Comitato Esecutivo della Federazione nella prossima Assemblea elettiva di Torino, per il Presidente della FISU che è riuscito ancora una volta a piazzare una Manifestazione che non vuole più nessuno e che anche per questo sta progettando eventi sportivi mondiali universitari di altro livello e caratura.    

Insomma tutto bene, Madama la Marchesa: godetevi le vacanze.

 



 

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