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Saro’ greve / Radiografia del volo di Filippo Tortu

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Domenica 26 Maggio 2019

tortu-rieti
 

I suoi progressi, anno dopo anno, dimostrano che oltre ad essere già in grado di coprire abitualmente i 100 metri in meno di 10 secondi è pronto a sfidare la barriera dei 20 secondi sulla doppia distanza. Avremo la opportunità di verificarlo presto.

 

Vanni Lóriga

Non sarò “greve” ma sono invece assolutamente lieto di aver trascorso il pomeriggio di venerdì nello Stadio Guidobaldi di Rieti per assistere alla Fastweb Cup organizzata da Sport Academy ed ospitata in quello che fu (e resta) il regno di Andrea Milardi. Superfluo ricordare (molti hanno seguito la diretta TV e letto siti e giornali) che in questo festival della velocità Filippo Tortu ha corso i 100 metri: batteria in 10”08 e finale in 9”97, entrambe le volte con un vento a favore leggermente superiore al consentito, il che  non permette l'omologazione di quello che sarebbe stato il nuovo primato nazionale. E che comunque resta il miglior tempo mai realizzato sulla distanza da un italiano.

A ciò che tutti sanno voglio aggiungere alcuni particolati tecnici e di colore che non sono sfuggiti a coloro che hanno avuto la fortuna di assistere di persona a questa rassegna di donne ed uomini volanti.


Sarebbe piaciuto a Nonno Giacomo

Subito dopo aver tagliato il traguardo Filippo ha abbracciato il fratello Giacomo che proprio lì lo attendeva. E mi è tornato in mente che esattamente tre anni fa, in quel luogo ed al termine della 4x100 dei Campionati Assoluti, i due fratelli si erano abbracciati, primo e secondo, rappresentando Giacomo la vincitrice Atl. Riccardi e Filippo, quasi a spalla, le Fiamme Gialle. Sicuramente saranno stati osservati dall'alto da Giacomo senior, il nonno che fu anche lui, come tutti sanno, uomo velocissimo. Non mi voglio dilungare sulle parentele, ma i Tortu hanno fra i loro ascendenti anche i Baiardo, schiatta di campioni fra cui spicca una loro cugina, quella Rossana che per 222 volte rivestì la maglia azzurra, convocata nella Nazionale di pallavolo quando ancora militava in Serie B con la Silvio Pellico di Sassari.

Quella incredibile rimonta

Nella batteria Filippo ha avuto problemi con i blocchi di partenza, Ha quasi rischiato di cadere ed ha dovuto rincorrere gli avversari. “Si è trattato di una delle più incredibili rimonte che abbia mai visto”, è stato il commento di Gianni Tozzi, una lunga e gloriosa carriera come azzurro e stimato tecnico. “Dai 20 agli 80 metri – ha aggiunto – ha espresso una accelerazione impressionate e il tutto senza perdere eleganza e compostezza. È un velocista che potrà aspirare ad ogni risultato”. I suoi progressi, anno dopo anno, dimostrano che oltre ad essere già in grado di coprire abitualmente i 100 metri in meno di 10 secondi è pronto a sfidare la barriera dei 20 secondi sulla doppia distanza. Avremo la opportunità di verificarlo presto, il 6 giugno al Golden Gala.

Un ettometro, metro per metro

Ed intanto esaminiamo con la necessaria diligenza la gara di Rieti con l’annunciata radiografia della finale. • PARTENZA – Rivedendo il filmato si nota che Filippo è rapido come gli altri. Poco dice il tempo di reazione indicato in 200 millesimi di secondo; più importante sottolineare che il suo primo appoggio è simultaneo a quello degli avversari. • FASE INIZIALE – Nella prima ventina di metri perde sui 50 centimetri sul canadese Aaaron Brown. che percorre la distanza in 12 passi contro gli 11 di Tortu. È evidente che il passo del canadese è più breve ma più frequente. • METÀ GARA - A 50 metri circa i due sono appaiati con il tempo di 5 secondi e 30 secondi. Per raggiungere il traguardo a Pippo servono 21 passi e al canadese 21,4. Impiegano rispettivamente secondi 4”67 e  4”70. Per cui al traguardo sono divisi da 3 centesimi di secondo. Alla velocità di 11,30 metri al secondo ogni centesimo vale centimetri 1,20 per cui 1,20x3 equivale a centimetri 3,60, distanza che divide i due al traguardo. Alla fine Brown ha coperto la distanza con 46,5 passi contro i 43,9 di Tortu.

Cosa dicono le cifre

Cosa dicono questi numeri che dovrebbero essere eloquenti e che invece possono apparire misteriose? Sicuramente che la magistrale corsa di Pippo Tortu ha presentato il suo punto debole nella fase di accelerazione. Non sono un esperto nell’allenamento dei velocisti, ma con i miei ventennali trascorsi nelle truppe corazzate e negli  studi sulla motorizzazione potrei ricordare che fu sempre postulata la necessità di avviarsi con la prima marcia per passare a quelle più alte ... Ma so anche che la migliore partenza è quella che ti consente di vincere. Per cui non metto lingua e taccio, Non senza anticipare che a breve scriverò su quello che mi permetto di definire il “Pianeta Tortu”, cioè di tutto il mondo che attorno al suo mondo si muove. A presto.        
 

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