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Osservatorio / Le amare sorprese dell'uovo pasquale

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Mercoledì 17 Aprile 2019

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Fatte le nomine per la governance di Sport&Salute – la società che dirigerà in futuro lo sport italiano –, si aspetta che vengano diffuse le linee di programma. Augurandosi che non si limitino a quanto annunciato ieri dal Sottosegretario Giorgetti.

Luciano Barra


Non c’è bisogno di essere cattolici osservanti per scandalizzarsi quando si sentono delle bestemmie. Ma quando queste vengono pronunciate – per di più dai nostri politici – nella Settimana Santa che precede la Pasqua, c’è il rischio di convertirsi talebani. Questo è quanto mi è accaduto e che ha ispirato l’attuale intervento, anche se a gamba tesa. Questa è la sensazione che ho provato stamani leggendo sul tablet la Gazzetta dello Sport – come tanti non compro più l’edizione cartacea da tempo, per evitare di incorrere in tutte le baggianate sul calcio – l’articolo dell’attento Valerio Piccioni sul primo incontro fra il Sottosegretario Giancarlo Giorgetti e la Giunta del CONI.

Dal predetto articolo, che ha un titolo self-eplanatory – “Sport Sociale prima delle medaglie” – extrapolo solo alcune frasi virgolettate e quindi non soggette ad alcuna interpretazione: “I contributi devono dipendere dalle grandi politiche che lo sport vuol fare”. Poi “Il contributo andrà a quelle Federazioni che attraverso le loro politiche realizzeranno progetti sui temi come la terza età, scuola, emarginazione e inclusione degli immigrati. In base a questo verranno erogati i contributi.” E ancora: “Se si farà una politica sportiva contro l’obesità e la prevenzione cardiovascolare i contributi premieranno le Federazioni più impegnate”.

Che un politico sottolinei l’importanza dello sport sociale in tutte le sue declinazioni, comprese quelle relative alla salute, è sicuramente un fatto positivo e da applaudire. Ma che lo stesso politico pensi che si possono raggiungere alcuni degli obiettivi enunciati tramite le Federazioni Nazionali e con le medesime risorse, prima dedicate allo sport agonistico, è nel migliore caso una pia illusione o una gran bugia, sul tipo di quelle che in altri settori della vita pubblica stiamo leggendo questi giorni.

La cosa ancor più grave è che, parrebbe, ed uso il condizionale perché ciò non è sufficientemente spiegato, che questa nuova ispirazione avverrebbe dopo “aver studiato il modello Inglese e quello Australiano”. È nota la profonda conoscenza dello sport inglese (con la i minuscola) del sottosegretario (con la s minuscola) grande tifoso della squadra di calcio del Southampton: non so se la sua conoscenza si allarghi anche allo sport della Gran Bretagna (o del Regno Unito) o si limiti solo all’inghilterra (con la i minuscola).

Fa piacere avere letto che Francesco Ricci Bitti, uno dei pochi dirigenti sportivi illuminati oggi in Giunta CONI, sia stato l’unico a controbattere le enunciazioni di cui sopra. E Malagò & Co.? Forse perché Ricci Bitti conosce cosa avviene in Gran Bretagna e in Australia più di tutti gli altri dirigenti sportivi messi insieme.

Dire che la Gran Bretagna si sta riposizionando dopo gli anni dello spietato “soldi solo a chi vince” significa non sapere nulla di quanto fa UK Sport che non finanzia le Federazioni, ma direttamente gli atleti e sta cercando di allargare la sua sfera di azione non solo a quelli che possono vincere le medaglie, ma anche a quelli che possono andare in finale. Con le risorse di UK Sport non si svolge attività per la terza età o per gli obesi. Di questo, almeno nei Paesi civili, se ne occupa lo Stato tramite altri canali, con altre risorse e non certo tramite lo sport. Sull’Australia mi riservo un successivo intervento.

Quello che mi fa poi sorridere è che il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, in teoria, parla di grossi problemi sociali, ma poi in pratica, nei fatti, si occupa del finanziamento per 78 milioni di un torneo di Tennis – le finali dell’ATP a Torino –, torneo che coinvolge in tutto 8 giocatori, fra cui di certo non ci sarà nessun italiano. Senza dover ricordare lo scempio fatto dal precedente Governo con la Ryder Cup di golf del 2022, con non so più quante centinaia di milioni per 24 giocatori e (forse) un solo italiano! Ma tutto questo non meriterebbe una revisione così come viene fatto con la TAV, con tanto di studio d’impatto economico reale?

Ora, secondo quanto riportano i giornali, il Sottosegretario Giorgetti annuncia che una volta in piedi la società Sport&Salute, e il nuovo AD Rocco Sabelli, non si occuperanno più della questione. Meno male: i danni fatti sino ad oggi sono già di per sé irreparabili e quel “le Medaglie? Un problema del CONI” costituisce l’epigrafe tombale su quello che è stata una delle poche immagini positive, insieme al “made in Italy”, del nostro Paese.

Qualcuno dovrebbe ricordare al Sottosegretario Giorgetti che – mentre in Italia, dal dopoguerra ad oggi, cambiavano 65 Governi – le uniche occasioni per cui nel nostro Paese aveva motivo di inorgoglirsi era quando suonava l’Inno nazionale negli stadi e la nostra bandiera saliva sul pennone più alto grazie ai risultati di vertice degli atleti azzurri. In futuro sarà ancora possibile?

 

 

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