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Piste&Pedane / Cresce la voglia di Cross (non sprechiamola)

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Mercoledì 13 Marzo 2019

 

venaria-19 2

 

La (breve) stagione delle campestri chiude a Venaria con una notizia incoraggiante: pare tornato l'interesse e cresce la partecipazione. Un segnale di un nuovo interesse da coltivare.

 

Daniele Perboni

 

Si torna da Venaria Reale, splendida reggia che fu dei Savoia, ed ora iscritta alla lista del “Patrimonio dell’umanità” dell’Unesco, con una quasi certezza: la base è viva e vitale. Le società, nonostante continue ristrettezze finanziarie (non tutte), carenze strutturali, pochi tecnici, dirigenti sempre più anziani, difficoltà di reclutamento, impianti inadeguati, hanno prodotto un vero spettacolo, emozionante, e, soprattutto, messo in evidenza grandi numeri. In due giorni di gare (9-10 marzo) oltre duemila atleti (quasi 3000 contando la categoria dei Master) hanno calpestato un percorso dimostratosi all’altezza dell’avvenimento e ampiamente meritevole di ospitare la rassegna europea 2021 per la quale gli organizzatori si sono ufficialmente candidati. Nulla è ancora deciso per quella data (Portogallo e Irlanda le sedi 2019/2020), ma le probabilità di successo sembrano buone. L’assegnazione verrà decisa dalla Federazione Europea a novembre di quest’anno.

In dettaglio le cifre fornite dagli organizzatori per la “Festa del cross - La Mandria 2019”, valido quale Campionato Italiano di corsa campestre a staffetta Assoluti e Master, Campionato Italiano individuale e di società, Campionato Italiano individuale e per Regioni cadetti. Staffette (4x1 giro): 39 maschili, 18 femminili (110 le compagini master); Cadetti, in rappresentanza delle 21 regioni, 147 uomini, 143 donne; Allievi: 313/241; Juniores: 263/140; Promesse: 263/140; Assoluti: 360/273; Cross corto: 156/67. Affermare che l’atletismo italico appare in salute è forse un tantino eccessivo, però ogni tanto è pure bello consolarsi guardando lo spettacolo offerto dalla massa multicolore che per due giorni ha invaso buona parte dei 6.300 ettari che compongono il parco. (foto Colombo/Fidal).

Un’ulteriore iniezione di fiducia ci viene offerta dal “Cross per tutti”, manifestazione in sei tappe che si tiene in Lombardia, nella zona di Monza Brianza, organizzato da sei società sotto l’egida del Comitato Provinciale FIDAL Milano. Quest’anno il circuito ha sfoderato altrettanti numeri da capogiro: 200 le società partecipanti con oltre diecimila atleti-gara totali. Il massimo è stato raggiunto nella tappa di Paderno Dugnano (3 marzo), dove si sono registrati ben 2011 atleti. Festa finale venerdì 15 marzo con la presenza del plurititolato azzurro Gennaro Di Napoli (per maggiori informazioni consultare il sito www.crosspertutti.it). Non per nulla, lo abbiamo già scritto ma è bene ribadirlo ulteriormente, il Comitato di Milano preso a sé stante è la quinta “potenza” regionale. Serve altro?

Alla luce di queste cifre è legittimo chiedersi per quale motivo la casa madre (Roma) abbia dimezzato le prove tricolori, accorpando in un’unica soluzione i Campionati individuali e quelli di società. La voglia di cross è tanta, la base sembra rispondere adeguatamente ... Spese eccessive per le società? Timore di bassa partecipazione? Scarse candidature per ospitare tali eventi? Luoghi non sempre idonei (a Venaria segnale debole e mancanza totale della copertura Wi-Fi)? Ansie legittime, ma nulla che non possa essere superato con un minimo di programmazione. L’esempio ci viene offerto dalla prova del cross “corto”. Sparito dai radar per circa un decennio, eccolo tornato alla ribalta, nonostante le forti critiche piovute. «Ci è stato chiesto da molti allenatori che seguono 800 e 1500», ha chiosato Antonio La Torre. L’azzardo è stato ben ripagato con oltre duecento partecipanti.

Oltre ai “numeri”, sempre importanti quando si tratta di manifestazioni tricolori, a Venaria Reale abbiamo ritrovato una pimpante Marta Zenoni, facile e felice vincitrice del “corto” femminile (3 km). Abbinato al titolo conquistato sotto tetto ad Ancona (3000) ha degnamente festeggiato i freschi 20 anni. La bergamasca, dopo essersi eclissata per oltre diciotto mesi a causa di diversi problemi fisici, ha rispolverato la consueta grinta e sicurezza in gara. Un ritorno, il suo, principalmente dovuto a chi la segue da sempre, Saro Naso, a cui Marta ha pubblicamente dedicato il titolo.

«Attenzione però – sottolinea il tecnico – non siamo ancora completamente fuori dal tunnel. Su una scala da uno a dieci siamo al quarto gradino. Comunque sono ottimista e la voglia di recuperare il tempo perso è tanta. La ragazza è un talento, forse uno dei migliori che l’atletica italiana abbia avuto, non dobbiamo assolutamente perderla».

 

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