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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

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I sentieri di Cimbricus / Dialogo su un tema che non esiste

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Venerdì 1° Marzo 2019

 

glasgow020

 

Che l'Atletica interessi sempre meno è un fatto acclarato, soprattutto di cultura. Anche in tv. A chi toccherebbe difenderla almeno su queste frontiere. Alla FIDAL? Al CONI e al suo fantasmino Ufficio Stampa? Fate voi. Tanto, Riforma o meno, sappiamo per certo che non cambierà nulla. E' il progresso, bellezza.

 

Giorgio Cimbrico

Vedere l’atletica da Glasgow è diventato un bel problema. Me lo aveva fatto presente un illustre collaboratore di SportOlimpico, Luciano Barra, che, beato lui, è in tribuna alla Emirates Arena.

– Ma cosa dici? Ci sono parecchi streaming, c’è Eurosport Player, c’è Raiweb, c’è …

Fermati un attimo che già ci capisco poco e mi confondi. Vedi, io non chiedo molto: vorrei solo vedere le gare in diretta. La Rai è associata all’Ebu e riceve il segnale, eppure venerdì ha preferito mandare in diretta Foggia-Cosenza, Eurosport ha due canali, eppure …

– Non offenderti ma quando ragioni così denunci tutta la tua età. E magari anche qualcosa di più. Il mondo è cambiato.

Questa l’ho già sentita …

– È cambiato, e tu ti ostini a non rendertene conto.

No, no, io me ne rendo conto. La realtà è che tutto si riduce a una questione di potere e di soldi.

– Cosa vuoi dire?

Quel che ho appena detto. Sky spende un miliardo per i diritti sul calcio e le partite invadono il loro palinsesto, per non parlare dei loro martellanti notiziari dai campi d’allenamento. C’è un verbo orribile, quello che si usa quando stendi sul pane la Nutella o il burro e io mi rifiuto di usarlo. Bene, è quello che hanno fatto: campionato dal venerdì al lunedì, eurocoppe dal martedì al giovedì. Alla Rai hanno lasciato la Coppa Italia, pagata pure cara. Il resto è motori. E poi ci sono gli sport che danno un gettito pubblicitario: lo sci, ad esempio, o il ciclismo che propaganda shampoo, nuovi rivoluzionari metodi di cottura e altre meraviglie.

– Comanda il profitto.

Sin qui ci arrivo anch’io ed è per questo che spesso mi viene voglia di rifugiarmi in un eremo e darmi alla vita monastica o vivere di bacche e radici o dedicarmi alla vita contemplativa. Dormire, morire, sognare forse…

– Questa citazione shakespeariana non me l’aspettavo da te.

L’ho trovata in rete. Citazione per citazione, ne uso una anch’io, ma stravolgendola: una terribile bruttezza è nata. W. B. Yeats mi perdonerà.

– Il solito passatista.

No, il solito innamorato della storia, ora minacciata anche all’esame di maturità. E un sostenitore della semplicità che ci è stata strappata. Ai vecchi tempi vedevamo la Pasqua dell’Atleta, la Coppa Davis, Wimbledon in bianco e nero e senza interruzioni pubblicitarie e un sacco di altre cose, tipo le Olimpiadi e i Mondiali di calcio, Euroindoor compresi che si facevano un anno sì e un anno anche. E sai chi mandava tutto in onda, su quelli che ora chiamano i canali generalisti?

– La Rai.

Sei giovane, sei social, ma sei preparato. Sì, la Rai che come usa dire oggi, aveva una mission. Adesso invece ne ha’altra, una Mission con iniziale maiuscola, proprio come quel bel film con De Niro e Jeremy Irons che finisce con una spaventosa carneficina.

– Esagerato e iperbolico, vecchio.

E voi allora? Apocalittici e disintegrati, adattando al mio scopo un saggio di Umberto Eco, datato ’64 e fresco come una rosellina di maggio. Tutto realizzato, in un’incultura di massa gestito da chi apre ogni giorno la Bibbia della malafede.

– Quando fa il moralista, mi fai pena.

Amen. Guardo i risultati sul sito e mi accontento. Come diceva De André, chissà domani andrà meglio.  

 

 

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