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Piste&Pedane / Il lato (non tanto) segreto del gossip

Giovedì 7 Febbraio 2019

 

tortu-pravo 2 

 

I campionati europei al coperto li guarderĂ  dal salotto di casa, prendendo le misure per i 200, la sua annunciata distanza da parata per Doha e poi per Tokyo 2020. Possiamo dormire sonni tranquilli?

 

Daniele Perboni

 

Quanto è lunga la stagione invernale dell’atletica italiana, fra campestri e indoor? Due, tre, quattro mesi? In linea di massima si può tranquillamente affermare che inizia a metà novembre (con le prime campestri al nord) e finisce a metà marzo con la disputa dei campionati nazionali, sempre riservati alla corsa nei prati, quest’anno previsti a Torino nel Parco di Venaria Reale. Nel mezzo ecco febbraio, intasato (per fortuna) di competizioni sottotetto. E per quanto riguarda i match casalinghi la gran parte sono polarizzate ad Ancona. Stop. Ora, esaurite le fatiche nel fango e nella (poca) neve, tutte le attenzioni sono concentrate sulle corte e nervose piste dei palazzetti. Dalle notizie che giungono, visitando il sito della Federazione, sembra che il movimento italico sia in perfetta salute.

Nuove migliori prestazioni assolute, primati personali migliorati, esordi stagionali più che soddisfacenti e via di questo passo. Insomma, possiamo dormire sonni tranquilli. Salvo poi scoprire che, all’uscita dal letargo invernale, anche il resto del mondo sta correndo, saltando, lanciando quasi sempre (il più delle volte ad esser sinceri) meglio dei nostri specialisti. Un film già visto in anni e decenni precedenti. Purtroppo.

Con questo lungo preambolo, sia chiaro, non abbiamo nessuna intenzione di sollevare critiche o rispolverare vecchie problematiche che tutti conosciamo a menadito e che non sono di facile soluzione. Semplicemente cerchiamo di restare con i piedi ben piantati a terra, senza lanciarci in sogni illusori, con l’unico risultato di lasciarci frustrati e delusi.

Qualcosa di diverso, invece, sta accadendo e non propriamente sul versante agonistico e tecnico. Nell’aria si avverte una sorta di primavera, un interesse nuovo, meglio dire rispolverato. Qualche cosa che non accadeva da decenni: il mondo dell’informazione, e non solo quello sportivo, ha riscoperto l’atletica. Tutto merito di un “ragazzo”, come lo abbiamo etichettato nel “Piste&Pedane” precedente, che è riuscito a cancellare (espressione aborrita dal nostro direttore) un certo Pietro Mennea. Si son mosse reti televisive (Mediaset e Rai), canali radiofonici (Radio Italia), testate che mai avresti immaginato avrebbero riservato spazio per qualcosa che non riguardasse il consueto gossip. L’ultima notizia è che “il ragazzo” è riuscito ad incontrare un’icona della musica leggera come Patty Pravo a Sanremo. (foto Radio Italia).

Che dire? Un toccasana per tutto il movimento, una boccata di popolarità che nessuno vagheggiava e sta contagiando sempre più persone e strati diversi di società. Non possiamo che esserne felici. Tutti indifferentemente. Ora permetteteci di uscire dal coro e sollevare un piccolo dubbio (eccolo il solito rompiballe, mormorerà qualche d’uno). Non certo per fare i classici iettatori. In questo paese viviamo di innamoramenti precoci, folgoranti e velocissimi, tanto per restare in tema. Oggi ci sei, domani ti scaravento nel cestino. Sparito. Chi sei? Che vuoi? Ecco, dispiacerebbe assai che tutto si risolvesse nella classica infatuazione che consuma quella cotta in pochi mesi. Per ora non riteniamo essere questo il caso di Filippo. Il ragazzo sembra possedere capacità ideali, oltre che tecniche e fisiche, per districarsi magnificamente in quel mondo che lo ha accolto con simpatia, ergendolo su un piedistallo e additandolo come esempio di “bravo ragazzo dalla faccia pulita, tutto studio, sport e casa”. A quando si aggiungerà anche la chiesa?

Se, come additato dalla maggior parte dei tecnici, Filippo riuscirà a mantenere tutte le promesse che il suo talento promette, l’attenzione nei suoi confronti continuerà ad essere alta e produttiva. Saprà il mondo dell’atletica approfittarne?

 



 

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