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Piste&Pedane / Nessun dubbio che, alla fine, si fara'

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Giovedì 24 Gennaio 2019

 

tortu-6.58 2

 

"Il ragazzo si farĂ  /
Anche se ha le spalle strette
/
Quest'altr'anno correrĂ 
/
In meno di nove e novantasette ...".


Daniele Perboni

I lettori perdoneranno l’ardito, e osceno, accostamento ma il ritornello è da mesi che ronza nella testa, ci sembrava azzeccato per il ragazzo dell’atletica a cui tutti pronosticano un avvenire luminoso, grandioso, straordinario, brillante. Già ne abbiamo avuto sentore con i risultati della scorsa estate (ricordate il famoso 9”99 madrileno?), seguito dalla finale europea. Va bene, conclusa con un quinto posto che, forse, ha lasciato strascichi di delusione, ma si tratta sempre di una finale di gran livello. Poi via in officina a progettare il nuovo motore che dovrà spingerlo nella stratosfera della velocità. Il rombo dei cilindri e le vibrazioni degli stantuffi dicono che sì, il ragazzo è migliorato.

Fanno fede i 60 metri indoor corsi ad Ancona nello scorso week-end. Un lampo da cui è scaturito un buon 6”58 (4 centesimi meglio del 6”62 di un anno fa a Berlino): migliore prestazione nazionale under 23 (precedente: 6"60 di Francesco Scuderi, Valencia 27 febbraio 1998) e sesto italiano assoluto sulla distanza. (foto Colombo/Fidal).


Insomma, pur con le spalle strette il ragazzo corre già veloce incontro a un avvenire garantito. Felici tutti, anche chi scrive naturalmente, padre/allenatore, appassionati, dirigenti federali e di società. Finalmente qualcuno da poter esibire in prima pagina, nelle aperture dei telegiornali, su riviste e giornali di ogni fatta e dimensione. Insomma, una personalità e un fenomeno (così dicono gli esperti e i tecnici) fuori dal comune e che pare abbia le giuste potenzialità per risvegliare quell’interesse verso “la regina” sopito da tanto, troppo tempo. Gloria al ragazzo con le spalle strette.


Bene! Ora che abbiamo dispensato elogi a iosa (e non sono certo encomi elargiti con sarcasmo) lasciateci spazio per esprimere una sensazione non perfettamente in linea con il contesto generale. Di che si tratta? Semplicemente abbiamo la netta impressione che attorno al ragazzo sia stata creata una “macchina” quasi perfetta, più adeguata a un uomo di spettacolo che ad un atleta, seppur in possesso di un enorme talento. Vero che dopo il “meno dieci” del 2018 il ragazzo è stato subissato da richieste di interviste, servizi fotografici, domande su tutto lo scibile umano, e qualcosina oltre ... Un assedio mediatico che il padre ha, giustamente, cercato di arginare per il bene dell’atleta e della persona. Ma il muro costruito a sua difesa sembra anche l’impeccabile trampolino di lancio per avviare una macchina perfettamente oliata atta a capitalizzare il talento del ragazzo con le spalle strette.

E che c’è di male se anche con l’atletica si riesce a guadagnare? Nulla! Ci mancherebbe. Tanto di cappello a chi è in grado di tesaurizzare e trasformare in cospicui guadagni gli sprint del ragazzo più veloce d’Italia (e il suo entourage sembra perfettamente in grado di esserlo). Lo abbiamo già scritto e lo ripetiamo: con questa operazione ne guadagnerà anche la popolarità dell’atletica. Che, senza ombra di dubbio, ne ha assai bisogno. Un bagno di popolarità non fa mai male, se ben gestito. Ciò che ci lascia un poco perplessi è la velocità, tanto per restare in tema, con cui è stato allestito il “circo” (detto senza malignità e cattiveria) mediatico con la complicità di tutta la stampa nostrana, sua detto per inciso. Provate a pensarci.


Il 9”99 a livello mondiale non è certamente un crono che mette i brividi, pur avendo finalmente battuto il trentennale record di Pietro da Barletta. In una lista guidata dallo statunitense Coleman (9”79), il ragazzo è posizionato al 54º posto. E le medaglie vinte? Un oro europeo under 20 e un argento, sempre under 20 iridato. A conti fatti Yeman Crippa può vantare medaglie e riconoscimenti ben maggiori: due ori juniores nel Campionato europeo di cross, un bronzo nei 5000 agli Europei giovanili, un altro primo posto, sempre nei 5000, agli Europei under 23 e per finire il terzo posto nei 10.000 della scorsa estate a Berlino. Fatte le debite proporzioni il ragazzo di Wollo vanta credenziali che lo collocano in cima al ranking nazionale. Eppure ... eppure quasi tutta l’attenzione è stata riservata a chi si farà. E non abbiamo dubbi che, alla fine, il ragazzo con le spalle strette si farà.

Non è mica da questi particolari /
Che si giudica un campione /
Un campione lo vedi dal coraggio /
Dall'altruismo e dalla fantasia.

 

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