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I sentieri di Cimbricus / Passa per Londra il futuro della Maratona

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Martedì 22 Gennaio 2019

keitany

Il prossimo "mondiale" di Maratona - un gigantesco affare economico - promette di oscurare ogni cimento sulle 26 Miglia. Tanto per dire, la corsa notturna di Doha e la sfida olimpica di Tokyo. Ma più che la caccia ai record, l'interesse è nella sfida tra Kipchoge e Mo Farah.

Giorgio Cimbrico

Il campionato mondiale di maratona è in programma domenica 28 aprile, tra Greenwich e Buckingham Palace. L’uomo e la donna che vinceranno nelle notti arabe di Doha (partenza alle 23,59 per scontati motivi climatici) avranno un rilievo secondario e neppure la maratona olimpica di Tokyo avrà il “campo” di Londra. Hugh Brasher, figlio di Chris, olimpionico nelle siepi a Melbourne ’56, e direttore della corsa si è emozionato e commosso quando ha dato lettura degli iscritti, una lista resa possibile dalla potenza finanziaria di un evento che, tanto per citare un dato, in questi ultimi vent’anni ha distribuito oltre 500 milioni di sterline nelle più svariate iniziative benefiche. La Maratona di Londra è molte cose, anche un lungo momento che blocca una città di 8 milioni e mezzo di abitanti senza che nessuno mugugni: tutto sommato, sono abituati a muoversi più sottoterra che in superficie.

Leggere i nomi riporta al tempo degli antichi professionisti, ai protagonisti del Derby di Maratona di inizio XX secolo o suggerisce il fascino di una compagnia di ventura che può sembrare impossibile riunire. A Londra ci sono riusciti. Pagando, s’intende, e certamente impegnandosi a versare oltre all’ingaggio, sostanziosi bonus in caso di record del percorso. In realtà, traguardi duri da rodere: 2h17’01” di Mary Keitany (il 2h15’25” di Paula Radcliffe, sempre di matrice londinese, è stato ottenuto in gara mista) e 2h03’05” di Eliud Kipchoge.

Il tema centrale della gara uomini sarà il faccia a faccia tra Kipchoge e Mohamed Farah. “Kipchoge è il più grande maratoneta della storia e da quando Mo Farah ha vinto a Chicago il desiderio è stato di vederli l’uno contro l’altro: questo duello ora è realtà e a questo punto vorrei che il tempo corresse veloce”, ha confessato Brasher, impresario degno dei maggiori teatri di Haymarket.

“Nel 2018 ho vinto per la terza volta a Londra, e a Berlino ho portato il record del mondo a 2h01’39”. Spero che il 2019 sia altrettanto fruttuoso e non vedo l’ora di incrociare ancora il mio cammino con quello di sir Mo Farah. Assaporo già il clima del nostro duello. Vincendo a Chicago, ha dimostrato di rappresentare un formidabile avversario”: a meno di 100 giorni dall’appuntamento, Kipchoge, kenyano delle colline Nandi, muove i primi passi sulla strada della sfida. “Non sono spaventato di incontrare Kipchoge e di provare a impensierirlo”, interviene Farah che a Chicago, in 2h05’11”, ha firmato un record europeo da affiancare a quelli dei 1500 e dei 10000, confermando di essere l’uomo per tutte le distanze.

Kipchoge, 34 anni, è alla quarta apparizione a Londra, è imbattuto e punta al poker, ha il record del percorso, 2h03’05” nel 2016, e nell’edizione dell’anno scorso ha chiuso in 2h04’17”, lasciando a due minuti abbondanti, 2h06’21”, il 36enne britannico nativo di Mogadiscio, l’unico, con il finlandese Lasse Viren, ad aver centrato la doppia doppietta 5000/10000 ai Giochi Olimpici. Il faccia a faccia di Londra può esser considerato la prova generale in vista della maratona di Tokyo, quando Kipchoge, oro a Rio, cercherà il bis e Farah proverà a raggiungere Zatopek, il solo ad aver trionfato ai Giochi su pista e su strada. Con una differenza: il moravo lo fece in colpo solo, a Helsinki  ’52, in una settimana memorabile.

Gli stessi contenuti nella gara donne, che vedrà al via le vincitrici di tutte le major 2018 e sarà concentrata sulla sfida tra due donnine che, messe assieme, faticano a raggiungere i 90 chili: Mary Keitany e Vivian Cheruiyot che, come Farah, ha lasciato carica di titoli la pista per la strada, e non per recitare da comparsa.

Per iniziare a gustare quel che accadrà, non resta che offrire il campo dei partenti e delle partenti, con relativi record personali, quasi una lista all time delle 26 miglia e 385 yards.

Uomini

Eliud Kipchoge (Ken) 2h01’39”
Wilson Kipsang (Ken) 2h03’13”
Mosinet Geremew (Eth) 2h04’00”
Leule Gebrselassie (Eth) 2h04’02”
Tamirat Tola (Eth) 2’04’06”
Abraham Kiptum (Ken) 2h04’16”
Mule Wasihun (Eth) 2h04’37”
Tola Shura Kitata (Eth) 2h04’59”
Mo Farah (Gbr) 2h05’11”
Daniel Wanjiru (Ken) 2h05’21”

Donne

Mary Keitany (Ken) 2h17’01”
Tirunesh Dibaba (Eth) 2h17’56”
Gladys Cherono (Ken) 2h18’11”
Vivian Cheruiyot (Ken) 2h18’31”
Brigid Kosgei (Ken) 2h18’35”
Roza Dereje (Eth) 2h19’17”
Birhane Dibaba (Eth) 2h19’51”
Haftamnesh Tesfay (Eth) 2h20’13”
Tadelech Bekele (Eth) 2h21’40”


 

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