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Giovedì 13 Dicembre 2018

 

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“Era difficile immaginare che potesse andare meglio di così. Brilla l’oro di Nadia ottenuto con una grande prestazione”.

di Daniele Perboni

Come annunciato, la settimana scorsa non sono andato a Tilburg per i Campionati Europei di cross. Non mi sono fatto raccontare quasi nulla dagli amici presenti in loco. Sono però riuscito a seguire le gare grazie alla diretta streaming, stranamente senza nessun disturbo. Immagini nitide e supportate da una ottima regia. La “nuova” Italia del Direttore Tecnico Antonio La Torre è tornata con uno storico oro di Nadia Battocletti, fra le Under 20, e un bronzo a squadre, agguantato grazie al rabbioso sprint finale di un motivatissimo Yeman Crippa (sesto nella classifica individuale).


Gli altri componenti della spedizione? Più che sufficiente, anzi ottimo, Daniele Meucci, al rientro in un cross dopo la polmonite che lo aveva costretto a rinunciare ai Campionati Europei di Berlino. Possiamo dire di averlo ritrovato? Personalmente propendo per il sì.

«Sono contento perché era una scommessa. La condizione è migliorata nelle ultime due settimane, ci ho creduto e ho fatto leva anche sull’esperienza. Davanti sono partiti forte e quei ritmi non potevo tenerli, dopo essere rimasto a casa in estate per la polmonite e aver ripreso solo a settembre. Ma non ho rimpianti e guardo avanti, era importante rientrare».

Il resto della truppa non ha fatto altro che il proprio dovere, chi più e chi meno. Ma questo è quanto passa il convento, per ora. Non ci resta che accontentarci.

Qualcosa, però, lo abbiamo imparato, o almeno dovremmo averlo appreso. Certi appuntamenti non vanno semplicemente messi in calendario. Come ha dimostrato il 22enne bronzo europeo (Crippa junior) serve dedizione, impegno costante, sacrificio, passione, abnegazione. E molte volte tutto questo non è sufficiente. Proprio come ha evidenziato la vicenda Crippa. Un autunno intero trascorso a preparare al meglio l’evento, un mese di allenamenti in altura in Kenia e poi ... Poi ecco un deludente, per Yeman ma non per chi scrive, sesto posto. Come disse un giovane azzurro lo scorso anno sul traguardo di Samorin (sempre Eurocross) «Questo è un altro sport», a sottolineare quanto massacrante può essere una corsa nei prati.


Da persona intelligente quale è, Crippa da questa “frustrazione” ha tratto un’utile lezione per il prossimo anno: «Oggi è stata più dura del previsto – ha sottolineato – Ero venuto qui per una medaglia, ma gli avversari hanno corso più forte. Ho fatto la volata sul traguardo anche per la squadra e sono contento per loro, per me un po’ meno. Non riuscivo praticamente a correre nelle curve nei tratti dove c’era più acqua, poi cercavo di recuperare nelle altre parti, ma gli altri hanno guadagnato. Si impara anche da questo e non c’è niente di facile, c’è solo da lavorare».

La vera, grande, sorpresa è stata lei, Nadia Battocletti. Che fosse un piccolo talento già lo aveva dimostrato nei vari campionati giovanili, nazionali e internazionali, ma che riuscisse a sbancare anche nel cross, in questo cross, non era certo scontato. Con il cipiglio e l’autorevolezza di che è conscio dei propri mezzi non ha mai abbandonato le posizioni di rilievo. Sempre nel gruppo di testa, sempre a controllare la situazione e le avversarie più pericolose. Pochi metri prima del traguardo, con il successo ormai nel sacco, si è pure commossa. Non sembra il classico talento “mordi e fuggi”. Papà Giuliano, che la segue e allena con giudizio, non pare la voglia “usare” come rivincita su quei fasti a lui preclusi quando guerreggiava sulle piste e sulle strade del mondo. Nadia vive, si allena e cresce in un mondo sereno, serio, virtuoso, affidabile e rispettoso dei giusti tempi di crescita per portare a maturazione il giovane fenomeno.

Ecco le dichiarazioni di Antonio La Torre: «Era difficile immaginare che potesse andare meglio di così. Brilla l’oro di Nadia Battocletti ottenuto con una grande prestazione, non solo per la vittoria ma per come è stata padrona della situazione e ha trascinato anche le compagne di team al quinto posto, a soli due punti dal bronzo. Mi è piaciuto molto l’atteggiamento complessivo di tutta la squadra senior maschile, con Yeman Crippa che non solo ha imparato tanto, ma ha dato tanto. Nove mesi fa si ritirava al campionato italiano, oggi è quello che con i suoi compagni è salito sul podio europeo, recuperando una posizione in volata che ha dato la medaglia. Insieme a lui un ritrovato e combattivo Daniele Meucci. Splendidi anche Neka Crippa e Ahmed El Mazoury. Meno bene alcuni Under 23 del team maschile e la formazione senior femminile. Ma possiamo festeggiare due medaglie, che in buona parte mi aspettavo, e giudico comunque positiva la gara di Yeman Crippa, almeno da otto come voto finale».

 

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