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Saro' greve / Alla scoperta dei segreti dell'Alto Livello

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Lunedì 10 Dicembre 2018

 

locatelli elio


A colloquio con Elio Locatelli: "Filippo Tortu, uomo dell’anno, correrà i 200 in meno di venti secondi".

 

di Vanni Lòriga

Conosco Elio Locatelli da oltre cinquanta anni, da quando era olimpico di pattinaggio sul ghiaccio e pugnace praticante di atletica. Non sempre abbiamo condiviso le nostre idee ma se abbiamo litigato era solo e sempre parlando di Atletica. Mi posso perciò permettere di sottoporlo ad una raffica di domande.

– Elio, quale è esattamente il tuo nuovo incarico in seno alla Federazione?
“Sono High Performance Director e responsabile del Centro Studi”.
– Partiamo da questa fondamentale e storica istituzione. Chi collabora con te?
“Francesco Cuccotti che sostituisce Giorgio Carbonaro giunto alla pensione”.

– Francesco figlio di Giuseppe? Ci auguriamo che sia all’altezza del mitico Peppe …
“Ce lo auguriamo tutti e contiamo su di lui.”

– Ci spieghi cosa significa essere High Performance Director?
“Tradotto in lingua italiana significa Direttore Tecnico Alto Livello”.

– E tradotto in modo che tutti possano intendere?
“Fornire indicazioni basate sulle mie conoscenze tecnico-scientifiche e sulle esperienze sul campo”

Che non sono poche: per chi volesse conoscerle in dettaglio sarà sufficiente consultare su Internet la biografia del Professore.

– Ma tutto questo potrebbe interferire sull’operato del nuovo Direttore Tecnico La Torre o dei responsabili di settore …
“Nessuna invasione di campo. Intervengo solo su precisa richiesta. Come è successo recentemente con Filippo Tortu”.

– Parliamo proprio di lui, eletto “Uomo dell’anno” e dei suoi test a Nizza.
“Con Salvino Tortu, padre ed allenatore di Filippo, abbiamo deciso di rivolgerci, per alcuni necessari accertamenti, a Jean Benoit Morin, docente presso l’Università Sophie Antipolis, di biomeccanica del movimento. È specialista proprio per le corse di velocità (fra i suoi allievi Christophe Lemaitre) ed è ritenuto fra i più preparati al mondo, con studi perfezionati anche alla scuola udinese di Pietro di Prampero.

I test, effettuati sulla pista dello Stadio Nikaia, si sono basati su accelerazioni in rettilineo di 40/60 metri per accertare se i due arti inferiori avessero una simmetria accettabile e vedere come e quanto interferisse il suo leggero strisciare delle punte dei piedi nei primi passi dopo l’uscita dai blocchi. Poi, partendo dai 40 metri della prima curva, ha corso in prima corsia (che sollecita al massimo l’effetto della forza centrifuga) uscendone alla velocità di circa 10,70 metri al secondo. Filippo non ha accusato alcun dolore a livello anche/bacino e la sua tecnica è stata giudicata ottima dai tecnici francesi”.

Puntare sui 200 e sulla 4x100

È chiaro che il futuro di Filippo Tortu va individuato soprattutto sui 200 metri. E Locatelli non ha remore nel rendere note le sue previsioni. Che per il 2019 sono attorno a 9”95 sui 100 e 20 netti sui 200 (10”20 + 4”80 + 5”0) mentre in proiezione Tokio 2020 si punta a 9”90 e a 19”80. Tempo che consentirebbe si salire sul podio.

Parlando di Tortu non si può ignorare la staffetta 4x100 in cui molti lo vedrebbero bene in seconda frazione, la più lunga delle quattro.
“Non voglio entrare nel merito perché il responsabile della velocità Di Mulo sa benissimo cosa fare. Ricordo solo che gli uomini validi ci sono ed a quelli schierati a Tarragona (38”42 battendo la Turchia) e a Berlino si può aggiungere Jacobs, ormai trasferitosi a Roma e che punta a grandi risultati anche nel lungo”.

– Altri Azzurri in grado di ben figurare ai mondiali in Qatar?
“Non sta a me fare nomi, Ma siccome l’Atletica si scrive e si legge con i numeri basta dare una ripassatina alle graduatorie 2018 …”

Lo facciamo e troviamo Vallortigara seconda, Palmisano sesta, Tamberi ottavo, 4x400 donne nona, 4x100 uomini decima, Giorgi dodicesima. Sulla Giorgi si sente parlare di un passaggio alla 50 chilometri. Praticamente il salto che fece Pino Dordoni dopo i 10 km di Londra su suggerimento di Ugo Frigerio che allenava i marciatori a Monza. Dordoni, come tutti sanno, fu poi campione europeo nel 1950 ed olimpionico nel 1952. Ma come vecchio cultore della marcia ritengo che la Giorgi possa fare grandi cose anche sulla venti, a patto di dedicarsi alle dovute rettifiche stilistiche. Impresa non impossibile.

Ci sono anche altri nomi da non dimenticare. Dagli USA giungono confortanti notizie sulla discobola Daisy Osakue mentre si spera nel ritorno del triplista Greco e ci si domanda se il giovane Edoardo Scotti non sarebbe più adatto a correre gli 800. Ma le previsioni vere, visto che i Mondiali di Doha iniziano a fine settembre, si potranno fare a fine luglio. E magari avremo buone notizie dalla marcia, dalle siepi, dagli ostacoli femminili (Pedroso e Folorunso) e maschili (Dal Molin).

Un “decalogo” per provare a vincere

Ultimo suggerimento da Elio Locatelli. Gli chiediamo che ci spieghi cosa sia esattamente il WITT (What it takes to win), cioè cosa bisogna fare per vincere. È una sorta di “ennalogo” che richiede, per avere successi nello sport, Talento, Qualità dei tecnici, Pianificazione allenamenti e competizioni; Recupero (mezzi e metodi fra cui masso-crio terapia); Nutrizione corretta; Test per monitoraggio medico-tecnico (il famoso KPI, cioè Key Performance Indicator); Sostegno psicologico anche con Mental Coach; Sicurezza economica.

A questa specie di decalogo per il successo aggiungerei a titolo personale lo spirito di squadra che si può creare solo vivendo ed allenandosi insieme e con i tecnici a tempo pieno. Sapete quanti insegnanti di Educazione Fisica godono adesso del famoso distacco? Nessuno. Mentre ai tempi d’oro erano più di venti … Riflettete gente: senza Maestri la Scuola non funziona.

Ultim’ora – Mercoledi 12 dicembre, alle ore 12, presso il Comune di Ancona verrà presentato il progetto di ampliamento del PalaIndoor, l’impianto dove si allenano anche Tamberi e la Trost. Due milioni assegnati nel progetto sport e periferie. Ne riparleremo.

 

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