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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

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Saro' greve / Ragazzi, ve lo do io il Tartan!

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Lunedì 5 Novembre 2018

 

smith 2 

Sempre piĂą i progressi dello sport derivano dalle innovazioni tecnologiche, non di rado vere rivoluzioni.

di Vanni Lòriga


Molto spesso rimproveriamo le nuove generazioni con la solita, sconsolata frase: “I giovani d’oggi non sanno che…”, cui segue l’elenco delle infinite cose che essi ignorano. Tutto giusto, ma sorge spontanea una domanda: “E chi dovrebbe insegnarle?” Siamo noi, evidentemente, e visto che negli ultimi tempi si sono celebrati i cinquant’anni del Tartan, voglio parlare proprio di lui e di tutte le superfici in materiale coerente che hanno sostituto le vecchie carbonella e tennisolite. La quale tennisolite era una miscela di terra ed altri materiali e la cui etimologia deriva da tennis (dal francese tenez, beccati la palla) e dal greco litos, pietra. In parole povere “terra per il tennis”.


Il tartan invece è un poliuretano creato dalla 3M-Minnesota (Minnesota Mining and Manafacturing Company) società fondata nel 1902 e che da allora ha lanciato sul mercato oltre 75.000 prodotti, fra cui i famosissimi scotch e post-il.

Nasce il doping tecnologico

Un giorno il presidente della 3M, uno scozzese appassionato di ippica, non tollerando che le corse venissero sospese a causa del terreno fangoso, ordinò ai suoi tecnici di inventare qualcosa. Così nacque il Tartan (a ricordare le stoffe scozzesi con cui si confeziona il kit) su cui l’acqua scorre ed inoltre fornisce risposte di generosa elasticità. Per questo motivo alcuni lo hanno definito un “doping tecnologico”.

Ed infatti nelle prove legate alla velocitĂ  si registrarono progressi sensazionali. In calce a questa disquisizione pongo a confronto i primati mondiali di alcune gare pre-Tartan ed in-Tartan.

Il quale materiale, tanto per la precisione cronistica, fu per la prima volta adottato nella preolimpica 1967 al Messico e posato su quella che sarebbe poi diventata la pista di riscaldamento dello Stadio Olimpico. Gli atleti apprezzarono i vantaggi della nuova pavimentazione, ma qualche problema sorse in fase di allenamento, in particolare per misurare l’ampiezza della falcata (ampiezza e frequenza sono i parametri da valutare nel perseguimento della perfezione). Con le vecchie piste era facile misurare l’ampiezza riferendosi alle tracce lasciate dai chiodini. Ed ora?

Misurazioni al millesimo

Naturalmente si sono fatti enormi passi avanti. Da anni si usano apparecchiature sofisticate. Ho chiesto ragguagli ai miei compatrioti Salvino Tortu e Franesco Garau (oltre ad essere Sardi sono gli allenatori dei campioni italiani assoluto e junior, cioè Filippo e Lorenzo).

Entrambi si avvalgono, come ormai tutti, del notissimo Optojump-next, sistema di rilevamento basato su barre trasmittenti e riceventi che permettono la misurazione dei tempi di volo e di contatto, con una precisione al millesimo di secondo. Con l’ausilio di piccole TV si registrano immagini e dati che vengono memorizzati su utilissimi database.

L’immaginazione al potere

Ma come si faceva quando questi marchingegni non esistevano? Ci si arrangiava. Per esempio Carlo Vittori ottenne dal Corriere dello Sport alcuni rotoli di carta della rotativa e l’attaccò sulla prima corsia della pista di Formia. E con il metro poteva così misurare le falcate di Pietro. Invece Garau cospargeva la pista in rubkor di Oristano con farina o calce … d’altronde erano gli anni de l’imagination au povoir.

Questi racconti hanno molto divertito Filippo con il quale ho a lungo chiacchierato in vista della stagione che sta per scattare, lunghissima sino al Mondiale di Doha in ottobre. Posso dire che ne vedremo delle belle … non ho timore del malocchio legato alle previsioni improntate all’ottimismo. Lo affermava anche Don Benedetto Croce: “Non bisogna essere superstiziosi, porta jella …”.
 

RECORD PRIMA E DOPO IL TARTAN
(senza dimenticare che al Messico influì anche l’altitudine)

100 metri              10”03               9”95
200 metri              20”14             19”83
400 metri              44”93             43”86
Lungo                     8.35               8.90
Triplo                    17.01             17.10/17.22/17.23/17.27/17.35

 

 

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