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Piste&Pedane / Colpiti da improvviso benessere

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Mercoledì 13 Giugno 2018

re-2018 2 


Finalmente pare muoversi qualcosa. Non è ancora l'atletica 3.0 che c'era stata promessa, ma per ora va bene così.

 

di Daniele Perboni

 

Colpiti da improvviso benessere. È così che pare presentarsi l’atletica italiana in questo primo scorcio di stagione. È tutto un fiorire di primati personali, record under qualcosa, migliori prestazioni, vittorie, podi, medaglie, ritorni graditi, conferme. Il tutto accompagnato da qualche contro prestazione. In fondo, però, ci sta anche questo. L’obiettivo, si sa, è Berlino (Campionati Europei), come ampiamente scritto, detto, sussurrato, da tecnici e dirigenti. Confortante, poi leggere nomi nuovi o di giovani e giovanissimi. Vuoi vedere che, finalmente, questo nostro sport, tanto vituperato, sta uscendo dalle sabbie mobili in cui si era cacciato? Forse è troppo presto per cantare l’alleluia ma sognare è sempre di buon auspicio. (Nella foto Colombo/Fidal Davide Re sceso a 45"31 sul giro).

Nella sezione TOP TEN tutti i dati della stagione aggiornati ad oggi.


C’è chi continua a sostenere che dalla Germania torneremo con un buon bottino di medaglie. Almeno una mezza dozzina. Qualcun altro si spinge oltre ma in questo caso è meglio andarci cauti. Inutile porsi traguardi troppo ambiziosi, la malasorte è sempre dietro l’angolo. Per ora godiamoci il bel momento e l’abbondanza di ottime performances.

Qualcosa di diverso, rispetto agli anni passati, pare essere mutato. Ora si notano più nomi italiani in giro per l’Europa, nei vari meeting, in pista o in piazza, sulle strade. Vedi mai che “i nostri” abbiano deciso di uscire dal guscio per affrontare, finalmente, il mondo fuori dalle accoglienti piste casalinghe? Oppure sono i manager che fiutando il momento favorevole han deciso di giocare d’azzardo? Qualunque sia la motivazione ben venga. Per decenni i protagonisti italici sono stati criticati, molto sovente più che giustamente, per non essere dei “giramondo, al pari di altri. Ora che stanno cercando di mettersi alla pari lasciamoli lavorare. Sbaglieranno qualche gara? Non riusciranno a programmare al meglio l’appuntamento finale? Arriveranno agli Europei con meno energie? Ma chi se ne frega! Almeno avranno provato l’ebrezza di essere dei girovaghi dello sport. Questo abbiamo sempre chiesto? Ora non stiamo a lamentarci. Capitolo chiuso.

In tutto questo abbondare di ottime prestazioni c’è sempre un settore che latita: mezzofondo, fondo e maratona. Non è che improvvisamente nelle altre specialità siamo diventati dei giganti, ma almeno stiamo cercando di colmare il gap. Qui invece ... Recentemente SportOlimpico ha pubblicato una lunga intervista a Renato Canova, il guru di queste specialità, nella quale criticava aspramente alcune scelte di atleti e tecnici e la mentalità che regna negli atleti europei e italiani. Avete avuto qualche riscontro? Nessuna voce che si sia espressa pro o contro. Tutti zitti, privi di parole!

L’unico che ha reagito è stato Stefano Baldini, e di questo gliene diamo ampiamente atto, anche se non è intervenuto proprio nel merito della preparazione tecnica ma ha contestato il passaggio dove Canova evidenziava come l’Italia fosse l’unico Paese dove sia stata creata la categoria under 25. In effetti ha ragione, non esiste formalmente, ma questa è un’altra storia e al commissario tecnico giovanile risponderemo su Trekkenfild.

Lasciateci chiudere con un argomento che proprio in questi giorni ci ha triturato gli ammennicoli e che in ogni momento viene riproposto: la mancata partecipazione dell’Italia ai Mondiali di calcio. Sembra che senza gli azzurri in Russia, trascorreremo una estate da disperati. E qui, per rendere l’idea di quanto soffriamo per questa mancata presenza, prendiamo in prestito le parole di un certo Francesco da Pavana (a cui chiediamo scusa anticipatamente): “Secondo voi ma a me cosa mi frega (...)”. E semmai può essere un'opportunità per seguire un po' più d'atletica (e non solo).

 

 

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