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Saro' greve / Mondiali e RAI: vietato sparare sulla Croce Rossa

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Lunedì 11 Giugno 2018

 

fifa-wc-2018

 

La guerra sui diritti TV per Mosca 2018 ha lasciato sul terreno feriti e convalescenti. E gli spettatori?

 

di Vanni Loriga


Giovedì 14 giugno cerimonia inaugurale della XXI edizione della FIFAWORLD CUP, nata nel 1930. Sarà possibile seguire tutte le 31 partite alla Televisione, in chiaro e perciò gratis, sui Canali di Mediaset che promette 100 ore di trasmissione. La RAI, da parte sua, garantisce solo una completa copertura radiofonica. Come mai la emittente pubblica, che incassa il canone da 25 milioni di utenti (fate i calcoli moltiplicando per 90 euro pro capite, andate avanti voi perché a me mi scappa da piangere…) non ha acquistato i diritti? Lo hanno spiegato i supervertici di RAI, asserendo che trattasi di operazione commerciale e perciò non vantaggiosa.


Di altro avviso quelli del “biscione” che evidentemente di economia poco ne masticano, … È certo che la mancata qualificazione dell’Italia toglie molto interesse alla manifestazione, ma il calcio resta lo sport più popolare al mondo e magari qualcuno si può anche divertire a seguire una partita Brasile-Argentina o Spagna-Germania. O a scoprire realtà nuove e insospettabili.

Una cosa è vederle, un’altra ascoltarle. La Radio era affascinante ai tempi di Nicolò Carosio, che tra l’altro commentò i primi due Mondiali (allora Coppa Rimet) del 1934 e del 1938 che l’Italia di Vittorio Pozzo vinse. E Carosio, Pozzo ed, ovviamente e soprattutto, i nostri calciatori, trionfarono anche ai Giochi Olimpici di Berlino 1936. Qualcuno asserì addirittura che Carosio portasse fortuna, Io, più semplicemente e come testimone auricolare, posso affermare che ci aveva fatto innamorare del calcio che nel suo racconto, talora fantasioso, era ancora più bello. Era lui il VAR di quei tempi leggendari quando l’Italia non si accontentava di partecipare ma voleva e poteva vincere.

Arrivati a questo punto dovrei essere “greve” con Mamma RAI? Non me la sento: è vietato sparare sulla Croce Rossa. Che sta attraversando altri brutti momenti. Su tutti i giornali si intona il De Profundis per 90.simo Minuto, che si vede bloccato per l’embargo sino alle ore 22 delle immagini relative alle partite di Serie A. Paolo Valenti, di cui abbiamo recentemente qui parlato, si starà rivoltando nella tomba. A noi non resta che rievocare il monito dei nostri saggi genitori: “Ricordati, chi più spende, meno spende …”

E ribadivano che non si fanno le nozze con i fichi secchi.

PS - Abbiamo usato il termine VAR al maschile. In un recente intervento al Senato un nostro rappresentante nella Camera Alta si è chiesto se si tratti di sigla maschile o femminile. Maschile, signor Senatore: lo ha sancito anche l’Accademia della Crusca in quanto e l’acronimo di Video Assistant Referee, cioè video assistente arbitro. I tre lemmi sono tutti maschili. E’ la prima volta che le donne non possono mettere lingua. Più maschilisti di così non si può proprio!

 

 

 

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