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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

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I sentieri di Cimbricus / Lasciate che le strane gare vengano a noi

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Lunedì 12 Marzo 2018

4x400-mista 2

La frenesia dell'insolito sta mandando in soffitta programmi,  tradizione e buon senso. Siamo certi sia la strada giusta?

di Giorgio Cimbrico


Andate e moltiplicatevi, ha detto il Padrone di Tutte le Cose, il Denaro, e molti si sono affrettati a obbedire. I più attivi sono stati gli sport invernali e le discipline natatorie che hanno inventato mini-distanze, gare miste, miste miste, a squadre, raddoppiando, triplicando vecchi programmi in una sete di parcellizzazione, in una fame di atomizzazione fatta di tuffi sincro e di staffette e staffettine per i due generi (una volta li chiamavamo sessi), di forzata coesistenza di specialità diverse, come la piattaforma e il trampolino. Senza contare l’ingresso in scena e la presa di possesso di discipline sempre più gradite per la loro brevità, per la capacità di non annoiare un pubblico sempre più pronto a distrarsi: short track, snowboard, freestyle.

Ma anche le bocce, rivedute e corrette, stanno bussando alla porta olimpica (ma non dovete pensare che sarĂ  ammesso portarsi mezzo litro di bianco) e il mondo equestre ha riportato in vita i carriaggi, come al tempo della distribuzione delle terre in Oklahoma o di “Oregon o morte” scritto sulla copertura di tela grossa.   

A questo punto lord Sebastian Coe, che ha concesso una 4x400 mista per Tokyo 2020, ha l’occasione di imprimere una svolta a uno sport vecchio, immobile, ragnatelizzato come l’atletica e con una serie di iniziative riportarlo al centro dell’attenzione e soprattutto del business. Mi permetto così di dargli alcuni suggerimenti.

La corsa artistica: vince chi corre meglio. Sui 100 falcata classica, sui 400 ammessa qualche figura. Il panel di giudici adotterĂ  le nuove disposizioni e i punteggi propri del pattinaggio. Possibili, oltre alle specialitĂ  singole, anche gare di coppia e coppia mista.

I 100 con un forte soffio d’aria, prodotto da un’apparecchiatura, alle spalle. Asafa Powell è stato l’antesignano, ospite di un demenziale ma seguitissimo programma giapponese. Mi pare avesse corso sui 9”40 con maxi-ventilatori che lo spingevano sugli 8 metri al secondo. Bolt avrebbe di certo fatto meglio.

Il lancio del giavellotto con bersagli mobili: cinghiali, daini. In caso di intervento delle associazioni animaliste, si può ripiegare su credibili automi. Da pensare e da perfezionare, per i discoboli, una caccia al drone.

Il salto in lungo con un ruscello tra l’asse di battuta e la zona ad atterraggio: Per le gare giovanili il ruscello dovrà essere largo 4 metri; per quelle assolute, 6. Ilarità e audience assicurate in caso di esecuzioni maldestre. Splash.

Le lunghe distanze nella marcia non verranno cancellate, tutt’altro, verranno aumentate, ma le competizioni per i titoli olimpici mondiali dovranno andare in scena alternativamente, nella Death Valley o sull’acrocoro dell’Antartide. Ammessi anche tratti di Sahara e distese di taga siberiana.

Come potete notare, si tratta di sensate proposte che possono dare lustro, successo e soprattutto offrire dell’atletica un volto nuovo, molto smart, molto cool, dicono quelli alla moda, ma mi rendo anche conto che sono palliativi e mi affretto a spiegare il perché.

L’unico sport che, sottoposto a interessanti riforme, ha fortissime chances di scalzare il calcio dagli indici di gradimento mondiali, è la scherma, senza giubbetto, senza maschera, con fioretti, spade e sciabole vere: primo sangue per le categorie giovanili, avanti senza quartiere per i più esperti e esperte. Non ci sarebbe paese al mondo senza uno stadio più grande del vecchio Maracanà e i diritti tv scatterebbero oltre ogni frontiera.

 

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