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Piste&Pedane / Atletica e Stampa, un'epopea al contrario

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Sabato 10 Febbraio 2018

dellavalle 2

di Daniele Perboni

Carissimo direttore, tralascio il gentile anche se molte lettere indirizzate ai giornali iniziano proprio così, ho letto il pezzo (articolo) del collega Carlo Santi “Oltre la linea rossa del dopo Bolt” e mi sono (mi passi il termine un poco forte?) girati i cosiddetti. E non poco, specialmente nel passaggio finale che riporto in corsivo: Certo, Bolt è stato un campionissimo, un atleta fantastico, un catalizzatore di simpatia ma troppo spesso ha fatto ombra – anzi: li ha cancellati – agli altri con la complicità degli organizzatori e della stampa. (…) Riappropriamoci dell’atletica, adesso, ridiamo il giusto valore e la giusta considerazione a tutti gli atleti. (…) Torniamo a vivere l’atletica delle sfide e torniamo, soprattutto, a conoscere tutti i protagonisti, gli altri, con le loro storie e le loro ambizioni. Parte da qui il rilancio dell’atletica e i frutti potrebbero presto essere visibili anche nel giardinetto di casa nostra. Nessuna intenzione di polemizzare con Carlo, ci mancherebbe, ma ho la netta sensazione che il “problema” dell’ombra sia stato prima cavalcato ed ora usato a pretesto del mancato spazio dedicato ai personaggi minori.

E la responsabilità maggiore è proprio della stampa, ancor più che degli organizzatori. Chiaro che chi si appresta ad allestire uno spettacolo cerchi sempre i migliori. Specialmente se le risorse economiche lo permettono. Ma dall’altra parte della barricata ci stanno gli organi di informazione che hanno sempre avuto occhi e interesse “solo” per alcuni attori. Gli altri? Chi se ne frega. Così a poco a poco dalle pagine dei giornali e dai video delle TV sono spariti personaggi interessanti, nuove stelle, elementi emergenti con curiose storie degne di essere raccontate.

Abbiamo vissuto in prima persona questa epopea al contrario. Quante volte, noi poveri e bistrattati collaboratori, nel proporre articoli su questa o quella manifestazione o su un determinato atleta ci siamo sentiti rispondere che “Non lo conosce nessuno; non interessa; non c’è spazio; può vincere qualcosa?, aspettiamo che ottenga determinati risultati”. Insomma, spazio ai grandi, zero al resto degli attori. Se provavi a controbattere ti zittivano con l’ultima bordata: “È questo quello che vogliono i lettori”, dimenticando che la funzione di un giornale è anche quella di istruire, formare, insegnare, guidare il pubblico, i lettori, gli appassionati. Insomma, coltivare un pubblico che poi ti resterà fedele. Il risultato?

La devastante perdita di copie vendute. Certo, le cause sono molteplici, in primis la diffusione delle notizie via internet che raggiungono i lettori nell’immediato. Ma la “funzione” dell’inviato è anche quella di “raccontare”, “descrivere”, “trasmettere” emozioni, aneddoti, un dietro le quinte d'attualità che nessun blog potrà mai eguagliare. Se inviti i tuoi ospiti nei ristoranti stellati, è quasi certo che questi storceranno la bocca quando li farai sedere alla sagra della focaccia di ceci. 

La prova del nove, se ancora serviva, l’abbiamo avuta non più tardi della settimana scorsa. Tutti ricorderanno l’eclatante risultato ottenuto dalla figlia quindicenne di Fiona May, Larissa Iapichino. Sabato 3 e domenica 4 febbraio ad Ancona sono andati in scena i Campionati italiani juniores e promesse. Un collega, collaboratore di un quotidiano sportivo, ha chiesto di poter scrivere qualcosa. Ecco, in linea di massima, lo scambio di battute fra il collaboratore e il redattore responsabile: «Ci sono i Campionati, potrebbero uscirne diversi buoni risultati, Che facciamo?».

«Ma in gara ci sarà anche la Iapichino?».

«No, Larissa è ancora allieva, mentre questi sono campionati riservati a juniores e promesse».

«Allora non se ne fa nulla. Qualche breve basta e avanza …».

Occorre aggiungere altro?

Nella foto Colombo/FIDAL il triplista Andrea Dallavalle, neo primatista junior al coperto (16.38i).

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