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Saro' greve / Rai: il Giro n. 101 tra Cultura e Sport

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Lunedì 4 Dicembre 2017

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di Vanni Lòriga

“Il Giro è Sport e Cultura, la Rai è orgogliosa di raccontarlo” afferma con una certa enfasi il direttore generale Mario Orfeo al termine della presentazione della centunesima edizione della massima manifestazione ciclistica nazionale. Come appassionato di sport, e nella mia qualità di utente del servizio pubblico, mi permetto di esporre cosa mi aspetterei da Rai Sport, partendo proprio dal Giro d’Italia. Cominciamo dalla Cultura. Tutti sappiamo che si tratta del complesso delle conoscenze intellettuali attraverso le quali una persona si forma e si affina intellettualmente e spiritualmente. Seguendo il Giro vorrei appunto incrementare ciò che già mi è noto sulle bellezze, sulla storia e sui segreti del più Bel Paese del mondo. E non solo qualche generica notizia tratta dalla Guida del TCI.

Questo secondo un’ottica che definirei geo-storica. Ma anche dal punto di vista strettamente sportivo non guasterebbe qualche informazione relativa, per esempio, ai metodi di preparazione. Non mi basta sentire per cento volte il tipo di rapporto adottato, la pendenza affrontata e la velocità: so da sempre che in discesa si va più veloci che in salita, …

I riferimenti storici ai Giri passati con immagine d’epoca sarebbero preziosi. Ed allora mi chiedo: come mai lo Sport della Rai non attinge sempre ai suoi archivi, che so essere ricchi e preziosi? Lo verifichiamo sul canale di Rai Storia e ne abbiamo conferma nella fortunatissima trasmissione “Techetechete”. A coloro che son corti di memoria potrei fornire un elenco di ottimi trascorsi televisivi. Come potrei consigliare di accelerare i tempi di digitalizzazione dei filmati in pellicola e nel vecchio formato “bvu”.

Altre domande sorgono spontanee. Come mai Rai Sport ha due canali (57 e 58 +HD) che praticamente trasmettono gli stessi programmi? E perché siamo inondati da novità che si chiamano NO LIMITS, RED BULL, BACK, WORLD FREERIDE OF SPORTS, dedicate agli sport estremi che dovrebbero coinvolgere i giovanissimi i quali, è noto, della TV se ne fregano?

È vero, come molti dicono, che il direttore di Rai Sport si “vergognerebbe di ricorrere ai fondi di magazzino”? È noto che è stato sfiduciato, ma uno sciopero annunciato dalla Redazione (ci lavorano 120 giornalisti più vari collaboratori esterni) è rinviato a data da destinarsi. Intanto si fanno i nomi di possibili sostituti: Andrea Vianello, Marco Franzelli, Jacopo Volpi.

Nel frattempo il predetto D.G. Orfeo annuncia all’Ansa che per i mondiali di calcio si parteciperà all’asta escludendo che si possano spendere cifre folli, mentre nulla sarà intentato per garantire la copertura dei XXIII Giochi invernali di Pyeongchang. Adesso si tratta di servizio pubblico ineludibile; a Sochi tali non furono, …

Si guarda a questa Olimpiade della neve con un certo timore sperando che per allora (9/25 Febbraio 2018) la situazione coreana si sia chiarita. Ricordo che anche prima di Seul 1988 si respirava aria pesante, ma tutto fu allora risolto con concessioni economiche ai nord-coreani. Speriamo che sia così anche adesso come ci auguriamo che al Giro 101 sia sufficiente togliere Ovest al nome di Gerusalemme per poter correre in santa pace …       

 

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