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Piste&Pedane / La lezione di Panetta e i giochi all'Arena

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Mercoledì 11 Ottobre 2017

arena 2

di Daniele Perboni

Fa male al cuore osservare, fintamente distaccati, quanto sta accadendo davanti a uno dei “templi” dello sport meneghino. E dire che questa città sembra avere l’intenzione di candidarsi per le Olimpiadi. Quali non si sa. Probabilmente quelle invernali. Avete presente neve, ghiaccio, budelli da cui si lanciano bob e slittini? Ecco. Già, invernali perché per quelli estivi non c’è storia. Aveva provato, Milano, a lanciare la propria candidatura alcuni decenni fa. Un flop. Pura campagna elettorale. In questa città forse l’unico impianto che può accogliere degnamente uno sport olimpico (al di fuori del calcio) sembra essere l’Idroscalo. Sempre felici di essere smentiti naturalmente.

Non siamo cittadini della metropoli, quindi possiamo tranquillamente sbagliarci. Comunque, non era questo l’argomento principe del Piste&Pedane odierno. Torniamo alla triste scena d’apertura. Martedì pomeriggio, 10 ottobre. Ore 17. Ingresso dell’Arena napoleonica intitolata a Gianni Brera. Siamo in loco per la presentazione del libro scritto da Francesco Panetta, trent’anni dopo il suo successo mondiale sulle siepi di Roma ’87. Avete letto bene. Panetta! Un tipo a cui non servono presentazioni. Almeno per gli attempati lettori di queste note.

I giovani, se non conoscono Frank, si informino altrove. Conoscere la storia fa bene all’anima. E qui lasciateci aprire un’altra parentesi. L’ultima, parola di giovane lupetto. Il vecchio corsaro finalmente ha deciso di mettere nero su bianco parte della sua vita. Dopo anni di felice isolamento sembra essere ritornato con la mente al primo amore.

E lo ha fatto da par suo. Attaccando, senza usare mezzi termini. Un esempio? Ecco alcune fra le prime righe del libro. Conosco un solo modo per fare le cose, quel modo non lascia spazio a interpretazioni. Arriva al punto e basta, niente scorciatoie, nessun ripensamento. Questa è la mia storia o meglio parte della mia storia. (…) Correre è uno stato d’animo, è un modo di essere. Correre è uno stato di grazia! Io sono stato esattamente questo. Uno stato di grazia! Io sono stato la corsa!

Grinta allo stato puro. Determinazione, volontà. Ci sta tutto in quelle parole: aggressività, carica, risolutezza, forza. Anche faccia tosta, ma sono queste qualità (?) che hanno permesso al migrante Panetta di elevarsi sulle vette del mondo sportivo. Inciso. Il libro verrà presentato anche al CONI di Roma, il 10 novembre. Domanda facile facile. Perché la FIDAL non ha fatto altrettanto? Attendiamo risposte. Chiusa parentesi.

Giovani atleti che si allenano: allunghi, balzi, stretching sotto gli occhi attenti del tecnico. Scena consueta, vista centinaia di volte in uno stadio, su una pista, in un prato. Ma su sentieri polverosi e sassi mai. Almeno non a Milano e dintorni. Eppure sono lì davanti ai nostri occhi. Impegno tanto, serietà altrettanto. “Ma tendini e muscoli non ne risentono?” Mormora qualcuno. Certo niente di più facile. “Ma dentro (l’Arena) non c’è una pista?”, continua l’interlocutore. Certo che c’è. Purtroppo lo spazio è inaccessibile. Pare siano in programma alcune manifestazioni … Finalmente si entra.

Saliamo le scale per ammirare l’opera dell’architetto Luigi Canonica: data di inaugurazione il 18 agosto 1807. Avete letto bene. Effettivamente il campo e la vecchia e usurata pista (sempre meglio dei sopra citati sassi e polvere) sono occupati da materassi e giochi gonfiabili. Precisiamo: è tutto deserto. Non sappiamo perché e a cosa serviranno (per il momento non ci interessa), ma lo spazio sul rettilineo d’arrivo poteva tranquillamente essere usato. Stop. Tutto questo sproloquiare per dire che, semplicemente, l'ex regina dei Giochi è sempre l’ultima ruota del carro. Almeno dalle nostre parti.

Ma quando verranno le Olimpiadi sarĂ  tutta altra storia!

Nella foto, gonfiabili e giochi all'Arena di Milano.
 

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