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Londra '17 / (10) Fine dei giochi: strapotere USA e riforme virtuali

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Domenica 13 Agosto 2017

londra-edals

di Gianfranco Colasante

Medaglie, quelle che non abbiamo visto. Delle 144 assegnate all'Olympic Park per la XVI edizione dei Mondiali, l'Italia ne ha portata a casa una, il bronzo conquistato (più che meritatamente) da Antonella Palmisano dopo che in vista del traguardo era stata squalificata una delle tre che la precedevano. Un po' poco, se vogliamo, ma se pure consente alla nostra atletica di essere presente nel medagliere (come non era accaduto due anni fa a Pechino), mostra tutti i limiti di un progetto (se mai c'è stato) che risulta difficile condividere. Soprattutto in chiave tecnica, con un "decentramento" che sempre più si va trasformando in una sorta di liberi tutti di fare ciò che aggrada, atleti, allenatori (che non di rado sono parenti), società. Anche se a mio parere il nodo da sciogliere resta quello dei club militari, che molto danno e poco o nulla pretendono (il riferimento a Libania Grenot è puramente voluto).

Con il sorpasso di Lalonde Gordon nei confronti di Fred Kerley, che ha portato Trinidad & Togabo a strappare agli Stati Uniti la vittoria nella 4x400, è calato il sipario su una bella edizione dei Mondiali. Non la migliore in assoluto, come si è sentito dire - ma certo tra le più equilibrate e che ha goduto di un'atmosfera tipicamente britannica quanto ad ambiente e col supporto di un pubblico sempre presente, forse propagine ultima dei Giochi del 2012. Non poche anche le novità.

Nessun record mondiale battuto (se non si vuole considerare quello della 50 di marcia femminile, inopinatamente introdotta), ma un livello tecnico ed agonistico più che apprezzabile. Si è detto della "caduta degli dei". Affermazione non so quanto veritiera, ma certo l'uscita di scena di Usain Bolt - non esageriamo con i rimpianti - costituisce un punto di svolta sul piano della popolarità della disciplina, così come, ma in misura ben ridotta e con molto minor carisma, quella di Mo Farah che dopo la pista andrà a raccogliere successi, e soldi, sulla strada.

STRADA - Ultima frontiera. Non esiste un preciso disegno IAAF di cui si sia al corrente. Ma molti segni vanno nella direzione di immaginare un "mondiale" della strada, maratona e marcia assieme per restituire lo stadio alle sole gare su pista e su pedane. Non se ne sa molto, ma l'aver concentrato le due maratone all'inizio del programma, e per di più di mattina, ed aver accorpato addirittura le quattro gare di marcia in una sola sessione antimeridiana, ha tanto il sapore dell'esperimento. Vedremo se i vertici dell'atletica mondiale riterranno l'idea praticabile e, soprattutto, se televisioni e sponsor la troveranno interessante.

E a proposito di marcia, qualche correttivo va approntato al più presto per salvare l'essenza stessa della specialità e la sua tradizione, con una definizione più chiara del crinale che separa la marcia dalla corsa. Sul circuito allestito a The Mall se ne sono viste di tutti i colori e, nota non secondaria, i giudici sono apparsi impreparati a fronteggiare le violazioni. In particolare nella 20 chilometri: l'essenza della marcia era un optional, ma solo 6 marciatrici sono state squalificate contro le 52 classificate (solo 3 su 58 tra i maschi). Un po' poco. Tanto che in prospettiva, non parrebbe azzardato pensare di fondere le due distanze in una 30 chilometri comune a uomini e donne.

ITALIA - Nella classifica a punti (dal 1° all'8° posto) - quella che, con involontario umorismo, la FIDAL chiama placing table -  siamo al 38° posto, alla pari con Svizzera e Nuova Zelanda, sui 66 paesi che hanno riportato almeno un punto. In regresso rispetto a Pechino 2015 quando avevamo ottenuto la posizione numero 29. A portare i 9 punti finali (due anni fa erano stati 11) hanno contribuito solo la Palmisano, terza, e Meucci, buon sesto nella maratona. Sul fronte piazzamenti si sono solo il nono posto di Marco De Luca nella 50 e il decimo di Marco Lingua nel martello. Nessun altro finalista. Mai così male: non si potrebbe proprio giustificare.

BILANCI - Eppure ci hanno provato Alfio Giomi e Elio Locatelli nella conferenza conclusiva. Quella che nella buona sostanza dovrebbe costituire un manifesto per il futuro. In sintesi, per il presidente Giomo "sono necessari controlli più serrati su tecnici e atleti d'alto livello, ovvero dobbiamo fidarci meno". Per concludere col solito mantra: "a livello giovanile siamo una nazione fra le più forti d'Europa". Ma qui, purtroppo, si parlava di Mondiali al livello assoluto.

Nella medesima direzione la valutazione del C.T. dei "grandi": "Servono allenatori a tempo pieno e quindi risorse dedicate e va rinforzata l'assistenza fisioterapica e medica". Che dire? Non mi sono parse parole che annunciano almeno qualche cambiamento visto che è esclusa la rivoluzione.

STRAPOTERE - Tornano in testa gli Stati Uniti, saliti al record di 30 medaglie dalle 18 di Pechino. Arretra il Kenya che ha molti problemi da risolvere, politici più che sportivi. Si mantiene sempre viva l'atletica polacca. Fa un passo indietro deciso la Giamaica, non solo per Bolt, che dalle 12 medaglie di due anni fa arretra alle quattro di Londra. Che le voci di doping, girate negli ultimi tempi, avessero qualche fondamento?

Medagliere [secondo il totale]

Stati Uniti 30 (10 - 11 - 9)
Kenya 11 (5 - 2 - 4)
Polonia 8 (2 - 2 - 4)
R.P. Cina 7 (2 - 3 - 2)
Sud Africa 6 (3 - 1 - 2)
Gran Bretagna & N.I. 6 (2 - 3 - 1)
ANA [Atleti Autorizzati / Russia] 6 (1 - 5 - 0)
Francia 5 (3 - 0 - 2)
Etiopia 5 (2 - 3 - 0)
Germania 5 (1 - 2 - 2)


XVI CAMPIONATI MONDIALI
Londra, Gbr - 4/13 Agosto 2013

10. Giornata (13 Agosto) - Le finali

Uomini
1500 METRI (21,30)
[RM: 3'26"00 Hicham El Guerrouj, Mar, 1998]
1. Elijah Motonei Manangoi (Ken) 3'33"61
2. Timothy Cheruiyot (Ken) 3'33"99
3. Filip Ingebrigtsen (Nor) 3'34"53
4. Adel Mechaal (Esp) 3'34"71
5. Jakub Holusa (Cze) 3'34"89
6. Sadik Mikhou (Brn) 3'35"81
7. Marcin Lewandowski (Pol) 3'36"02
8. Nicholas Willis (Nzl) 3'36"82

Sf.: I-1. Manangoi 3'40"10, 2. Asbel Kiprop (Ken) 3'40"14, 3. Ingebrigtsen 3'40"23, 4. Mikhou 3'40"52, 5. Mechaal 3'40"60; II-1. Holusa 3'38"05, 2. Cheruiyot 3'38"24, 3. Lewandowski 3'38"32, 4. Chris O'Hare (Gbr) 3'48"59, 5. Fouad Elkaam (Mar) 3'39"64.

4x400 METRI (22,15)
[RM: 2'54"29 Stati Uniti, 1993]
1. Trinidad & Tobago 2'58"12 WL
(Jarrin Salomon, Jereem Richards, Machel Cedenio, Lalonde Gordon)
2. Stati Uniti 2'58"61
(Wilbert London III, Gil Roberts, Michael Cherry, Fred Kerley)
3. Gram Bretagna & N.I. 2'59"00
(Matthew Hudosn-Smith, Dwayne Cowan, Rabah Yousif, Martyn Rooney)
4. Belgio 3'00"04
5. Spagna 3'00"65 RN
6. Cuba 3'01"10
7. Polonia 3'01"59
8. Francia 3'01"79

Sf.: I-1. Spagna 3'01"72, 2. Polonia 3'01"78, 3. Cuba 3'01"88; II-1. Stati Uniti 2'59"23 WL, 2. Trinidad & Tobago 2'59"35, 3. Belgio 2'59"47.

ALTO (20,00)
[RM: 2.45 Javier Sotomayor, Cub, 1993]
1. Mutaz Essa Barshim (Qat) 2.35
2. Danil Lysenko (ANA) 2.32
3. Majd Eddin Ghazal (Syr) 2.29
4. Edgar Rivera (Mex) 2.29
5. Mateusz Przybylko (Ger) 2.29 
=6. Robert Grabarz (Gbr) 2.25
=6. Ilya Ivanyuk (ANA) 2.25
8. Bryan McBride (Usa) 2.25  

Qlf. (2.31): Barshim 2.31, Bohdan Bondarenko (Ukr) 2.31, Tihomir Ivanov (Bul) 2.31, Grabarz 2.31, ... =13. Gianmarco Tamberi 2.29.

MARCIA 20 KM (15,20)
[RM: 1h16'36" Yusuke Suzuki, Jpn, 2015]
1. Eider Arévalo (Col) 1h18'53" RN
2. Sergei Shirobokov (ANA) 1h18'55"
3. Caio Bonfim (Bra) 1h19'04" RN
4. Lebogang Shange (Rsa) 1h19'18" RN
5. Christopher Linke (Ger) 1h19'21"
6. Dane Bird-Smith (Aus) 1h19'28" RP
7. Wang Kaihua (Chn) 1h19'30"
8. Alvaro Martin (Esp) 1h19'41"

16. Giorgio Rubino 1h20'47"; ... 25. Francesco Fortunato 1h22'01" RP; ... 48. Matteo Giupponi 1h25'20".

MARCIA 50 KM (8,45)
[RM: 3h32'33" Yohann Diniz, Fra, 2014]
1. Yohann Diniz (Fra) 3h33'12" RC
2. Hirooki Arai (Jpn) 3h41'17"
3. Kai Kobayashi (Jpn) 3h31'19" RP
4. Igor Glavan (Ukr) 3h41'42"
5. Satoshi Maruo (Jpn) 3h43'03" RP
6. Maté Helebrand (Hun) 3h43'56" RN
7. Rafal Augustyn (Pol) 3h44'18"
8. Robert Heffernan (Irl) 3h44'41"

9. Marco De Luca 3h45'02"; ... rit. Michele Antonelli.

Donne
800 METRI (21,10)
[RM: 1'53"28 Jarmila Kratochvilova, Tch, 1983]
1. Caster Semenya (Rsa) 1'55"16 WL
2. Francine Niyonsaba (Bdi) 1'55"92
3. Ajee Wilson (Usa) 1'56"65
4. Margaret Nyairera Wambui (Ken) 1'57"54
5. Melissa Bishop (Can) 1'57"68
6. Angelika Cìchocka (Pol) 1'58"41 RP
7. Charlene Lipsey (Usa) 1'58"73
8. Lynsey Sharp (Gbr) 1'58"98

Sf.: I-1. Wilson 1'59"21, 2. Bishop 1'59"56; II-1. Semebya 1'58"90, 2. Cichocka 1'59"32, 3. Lipsey 1'59"35, 4. Sharp 1'59"47; III-1. Niyonsaba 2'01"11, 2. Wambui 2'01"19.
  
5000 METRI (20,35)
[RM: 14'11"15 Tirunesh Dibaba, Eth, 2008]
1. Hellen Onsando Obiri (Ken) 14'34"86
2. Almaz Ayana (Eth) 14'40"35
3. Sifan Hassan (Ned) 14'42"73
4. Senbere Teferi (Eth) 14'47"45
5. Margaret Chelimo Kipkemboi (Ken) 14'48"74
6. Laira Miur (Gbr) 14'52"07
7. Sheila Chepkirui Kiprotich (Ken) 14'54"05 RN
8. Susan Krumins (Ned) 14'58"33

Sf: I-1. Obiri 14'56"70, 2. Ayana 14'57"06, 3. Teferi 14'57"23, 4. Krumins 14'57"33, Shannon Rowbury (Usa) 14'57"55; II-1. Letesenbet Gidey (Eth) 14'59"34, 2. Hassan 14'59"85, 3. Shelby Houlihan (Usa) 15'00"37 RP, 4. Kipkemboi 15'00"39.

4x400 METRI (21,55)
[RM: 3'15"17 Unione Sovietica, 1988]
1. Stati Uniti 3'19"02 WL
(Quanera Hayes, Allyson Felix, Shakima Wimbley, Phyllis Francis)
2. Gran Bretagna & N.I. 3'25"00
(Zoey Clark, Laviai Nielsen, Eilidh Doyle, Emily Diamond)
3. Polonia 3'25"41
(Malgorzata Holub, Iga Baumgart, Aleksandra Gaworska, Justyna Swiety)
4. Francia 3'26"56
5. Nigeria 3'26"72
6. Germania 3'27"45
7. Botswana 3'28"00
rit. Giamaica

Sf.: I-1, Stati Uniti 3'21"66 WL, 2. Gran Bretagna & N.I. 3'24"74, 2. Botswana 3'24"90 RN; II-2. Giamaica 3'23"64, 2. Nigeria 3'25"40, 3. Germania 3'26"24, ... 5. Italia (Chigboli, Spacca, Grenot, Folorunso) 3'27"81.

MARCIA 20 KM (13,20)
[RM: 1h24'38" Liu Hong, Chn, 2015]
1. Yang Jiayu (Chn) 1h26'18" RP
2. Maria Guadalupe Gonzalez (Mex) 1h26'19"
3. Antonella Palmisano (Ita) 1h26'36" RP
4. Erica De sena (Bra) 1h26'59" RN
5. Sandra Arenas (Col) 1h28'10" RN
6. Ana Cabecinha (Por) 1h28'57"
7. Kimberly Garcia (Per) 1h29'13" RN
8. Wang Na (Chn) 1h29'36"

14. Eleonora Giorgi 1h30'34"; 15. Valentina Trapletti 1h30'35" RP.

MARCIA 50 KM (8,45)
[RM: 4h08'26" Ines Henriques, Por, 2017]
1. Ines Henriques (Por) 4h05'56" RM
2. Yin Hang (Chn) 4h09'58" RN
3. Yang Shuqing (Chn) 4h20'49" RP
4. Kathleen Burnett (Usa) 4h21'51" RN
5. Nair Da Rosa (Bra) oltre tempo limite
6. Susan Randall (Usa) oltre tempo limite
(solo 7 marciatrici al via, una delle quali squalificata)

DISCO (20,10)
[RM: 76.80 Gabriele Reinsch, Gdr, 1988]
1. Sandra Perkovic (Cro) 70.31
2. Dani Stevens (Aus) 69.64
3. Mélina Robert-Michon (Fra) 66.21
4. Yaimé Pérez (Cub) 64.82
5. Denia Caballero (Cub) 64.37
6. Nadina Muller (Ger) 64.13
7. Su Xinyue (Chn) 63.37
8. Feng Bin (Chn) 61.56

Qlf. (62.50): Perkovic 69.67, Pérez 65.58, Stevens 65.56, Robert-Michon 63.97, Caballero 63.79, Muller 63.25, Su 63.00, Andressa De Morais (Bra) 62.80, Chen Yang (Chn) 62.71.

 

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