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Londra '17 / (8) Stati Uniti: l'impero colpisce ancora

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Venerdì 11 Agosto 2017

siepi-2017

di Gianfranco Colasante

Il venerdì nero dell'atletica italiana si consuma sulla pedana del salto in alto. Leggerete altrove della sfortuna immeritata di Gianmarco Tamberi e dei lucidi rimpianti di Alessia Trost, arenatasi sul limbo di un passato da respingere e un futuro da (ri)costruire. Non solo tecnicamente. Quel che qui preme porre in evidenza è l'impressione che queste vicende si dipanino senza un vero progetto federale, ma seguendo un canovaccio non scritto che vede protagonisti solo gli atleti e i loro allenatori. Singolarmente. Nel bene e nel male. Quando non si mettano di mezzo le società, portate a giustificare fallimenti di atleti che sono un po' l'immagine del proprio fallimento. E da questo punto di vista il pensiero corre alle società militari che oggi costituiscono, praticamente in toto, l'intera atletica italiana.

SIEPI - Ma se a questi Mondiali l'italiano si parla poco, sono molte altre le lingue che vanno per la maggiore. Il colpo di teatro è l'inatteso uno-due sulle siepi delle americane Emma Coburn e Courtney Frerichs, fotocopia l'una dell'altra (foto IAAF). Crolla l'impero kenyano che aveva imposto negli ultimi anni una vera dittatura alla specialità, ai Mondiali introdotta solo nel 2005. Emblema della sconfitta delle africane il quinto posto di Ruth Jebet, campionessa olimpica e primatista mondiale in carica.

Una resa totale che si è consumata sull'ultima riviera, a 150 metri dall'arrivo, quando le statunitensi hanno sferrato l'attacco decisivo ed inatteso. Per trovare un altro americano all'oro delle siepi bisogna risalire al ... 1952 quando Horace Ashenfelter, recentemente scomparso, vinse ai Giochi di Helsinki. A fine serata saranno 23 le medaglie a stelle e strisce: 8 ori, 8 argenti e 7 bronzi. Un raccolto record.

ALTRO - La gara più accesa si è consumata sulla pedana del lungo e sulla linea dei sette metri. Alla fine cinque centimetri hanno separato altre due americane sul podio: Brittney Reese, prima, e Tianna Bartoletta, terza all'ultimo salto. Queste due saltatrici si dividono il titolo mondiale del lungo dal 2009: tre volte di fila ha vinto la Reese, in una (a Pechino) si è imposta Bartoletta. Ad Osaka, nel 2007, Reese fu ottava e Tianna - che da nubile era ancora Madison - decima. 

Sul secondo gradone del podio è salita l'elegante e sottile russa (ma non si potrebbe dire, in ossequio alle disposizioni della IAAF, ottusa guardiana delle proprie cervellotiche decisioni) Darya Klishina, atterrata al quinto salto ai 7 metri tondi. Come si ricorderà, Klishina - che si allenava in Florida - è stata la sola atleta del suo paese ammessa ai Giochi di Rio dopo il via libera dato dall'Agenzia anti-doping USA.

La quarta finale di serata sui 200 metri, appena sopra i 22", se l'è aggiudicata la potente Dafne Schippers sopranzando nel finale la piccola Ta Lou, che ha aggiunto un altro argento a quello conquistato nei 100. Miglior risultato dell'anno per l'olandese, un altro record nazionale per la ragazza della Costa d'Avorio.
 
SESSO - Al "secondo" aveva dato corpo Simone de Beaouvoir, regina dell'esistenzialismo, nel suo libro che fu il primo manifesto del movimento femmista. Era il lontano 1949. Ora, nel nuovo secolo, c'è chi teorizza nuove frontiere da esplorare: un "terzo" sesso accampato sul limite indistinto dell'iperandrogenismo. Si sente dire che la IAAF ha da tempo pronto un suo dossier da sottoporre al vaglio e all'approvazione del TAS e che prevederebbe la reintroduzione di trattamenti ormonali per certe atlete o presunte tali.

Una faccenda molto delicata, della quale si parla a bassa voce e con un certo imbarazzo, sulla quale in passato si sono espressi anche tribunali e corti di giustizia sportiva. Non sempre con sentenze condivisibili. Ma è un tema che va affrontato con realismo dopo quanto si è visto in passato e, in questi giorni a Londra, anche negli 800. Gara che qualche sospetto lo ha ingenerato e la cui prossima finale rischia di dare ragione a chi vorrebbe al più presto un intervento chiarificatore. E drastico.

LINGUA - Alfiere dell'azzurro pallido di moda all'Olympic Park. Marco Lingua è stato finora l'unico finalista di questa sedicesima edizione dei Mondiali. Dopo i fallimenti olimpici - tre nulli sia a Pechino che a Rio, figlie dell'emotività - e dopo una qualificazione sofferta e minacciata dalla pioggia, ha preso a martellate la sfortuna e alla fine ha ben meritato in una finale per tanti versi proibitiva, vinta con merito dal favorito Pawel Fajdek. Altra medaglia appuntata sul capace petto dell'atletica polacca.

Non si poteva chiedere di più, considerato che proprio Lingua - con la sua "4-ever" - è tra i pochi atleti "civili" che la FIDAL ha portato in riva al Tamigi ed è, a suo modo e come tiene a rimarcare, un "semiprofessionista" costretto a ricavare spazi dal lavoro per alimentare la passione per i cinque giri. Anzi, la sua prestazione più che onorevole - un decimo posto alla soglia dei 40 anni - resta un valore aggiunto per l'intero movimento. Semmai, e questo è un dettaglio non va dimenticato, a lui era affidato l'intero settore dei lanci. Un settore da rifondare.


XVI CAMPIONATI MONDIALI
Londra, GBR - 4/13 Agosto 2013
Premi per il podio: 60.000 $, 30.000 $, 20.000 $
Staffette: 80.000 $, 40.000 $, 20.000 $

8. Giornata (11 Agosto 2017) - Le finali

Uomini
MARTELLO (21,30)
[RM: 86.74 Yuriy Syedick, Urs, 1986]
1. Pawel Fajdek (Pol) 79.81
2. Valeriy Pronkin (ANA) 78.16
3. Wojciech Nowicki (Pol) 78.03
4. Quentin Bigot (Fra) 77.67
5. Aleksei Sokyrskii (ANA) 77.50
6. Nick Miller (Gbr) 77.31
7. Dilshod Nazarov (Tjk) 77.22
8. Serghei Marghiev (Mda) 75.67
...
10. Marco Lingua 75.13

Qlf. (75.50): Nowicki 76.85, Fajdek 76.82, Bigot 76.11, Pavel Bareisha (Blr) 75.98, Bence Halasz (Hun) 75.56, Nazarov 75.54, Miller 75.52, Sokyrskii 75.50, ... 12. Lingua 74.41.
 
Donne
200 METRI (22,50) (+0,8)
[RM: 21"34 Florence Griffith-Joyner, Usa, 1988]
1. (6) Dafne Schippers (Ned) 22"05
2. (4) Marie Josée Ta Lou (Civ) 22"08 RN
3. (5) Shaunae Miller-Uibo (Bah) 22"15
4. (8) Dina Asher-Smith (Gbr) 22"22
5. (7) Deajah Stevens (Usa) 22"44
6. (9) Kimberlyn Duncan (Usa) 22"59
7. (2) Crystal Emmanuel (Can) 22"60
8. (3) Tynia Gaither (Bah) 23"07

Sf.: I-(-0,2) 1. Schippers 22"49, 2. Stevens 22"71; II-(-0,2) 1. Miller-Uibo 22"49, 2. Duncan 22"73; III-(-0,2) 1. Ta Lou 22"50, 2. Asher-Smith 22"73, 3. Emmanuel 22"85, 4. Gaither 22"85.

3000 METRI SIEPI (22,25)
[RM: 8'52"78 Ruth Jebet, Brn, 2016]
1. Emma Coburn (Usa) 9'02"58 RC
2. Courtney Frerichs (Usa) 9'03"77 RP
3. Hyvin Kiyeng Jepkemoi (Ken) 9'04"03
4. Beatrice Chepkoech (Ken) 9'10"45
5. Ruth Jebet (Brn) 9'13"96
6. Celliphine Chepteek Chespol (Ken) 9'15"05 RM-Jr
7. Etenesh Diro (Eth) 9'22"46
8. Winfred Mutile Yavi (Brn) 9'22"67 RP 

Sf.: I-1. Gesa F. Krause (Ger) 9'39"86, 2. Jepkemoi 9'39"89, 3. Purity Ch. Kirui (Ken) 9'40"53; II-1. Chepkoech 9'19"03, 2. Jebet 9'19"52, 3. Frerichs 9'25"14, 4. Aisha Praught (Jam) 9'26"37; III-1. Chespol 9'27"35, 2. Coburn 9'27"42, 3. Genevieve Lacaze (Aus) 9'27"53, 4. Yavi 9'28"00.

LUNGO (20,10)
[RM: 7.52 Galina Chistyakova, Urs, 1988]
1. Brittney Reese (Usa) 7.02 (+0,1)
2. Darya Klishina (ANA) 7.00 (-0,3)
3. Tianna Bartoletta (Usa) 6.97 (-0,2)
4. Ivana Spanovic (Srb) 6.95 (+0,1)
5. Lorraine Ugen (Gbr) 6.72 (+0,5)
6. Brooke Stratton (Aus) 6.67 (-0,9)
7. Chantel Malone (Ivb) 6.57 (-0,1)
8. Blessing Okagbare-Ighoteguonr (Ngr) 6.55 (+0,2)

Qlf. (6.70): Klishina 6.66, Bartoletta 6.64, Ugen 6.63, Spanovic 6.62, Lauma Griva (Lat) 6.58.  

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