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Londra '17 / Sorpresa: sotto la pioggia Tortu ritrova Makwala

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Mercoledì 9 Agsto 2017

tortu-2017

di Daniele Perboni

“Questa sera è un po’ una palla” … mi scrive, via sms un vecchio e fraterno amico (Sì il classico e quasi abbandonato messaggio, ma lui non ha lo smartphone, semplicemente un vecchissimo cellulare …). Concordo, rispondo. Siamo tutti in attesa delle semifinali dei 200, dove nella prima correrà il giovane Filippo Tortu (foto Colombo/Fidal). E in prima corsia si ritroverà un signore che avrebbe dovuto già incontrare in batteria: quell’Isaac Makwala prima fermato per motivi medici, poi riammesso e costretto, per qualificarsi, a correre da solo. Ma questa è un’altra storia, come direbbe Carlo Lucarelli … Quindi giù il sipario e rimaniamo in attesa.

Si rialza il sipario ed ecco che il giovane Filippo (classe 1998, nel senso che è nato nel 1998, il 15 giugno per esser precisi) si ritrova in pista in una serata forse fra le peggiori dal punto di vista climatico. Pioggia e freddo dominano. Non mostra timore il ragazzo, anche se nelle corsie a fianco si accoccola la crema della velocità mondiale. Alla fine sarà sesto con 20”62, senza affatto sfigurare.

Chiaramente non passa il turno, ma il ragazzo si dimostra ugualmente soddisfatto: «È il più bel 200 della mia vita. Anche se non è arrivato il personale ho pensato a rimanere concentrato. Sono soddisfatto al cento per cento. Questo risultato (l’approdo alle semifinali, ndr) è venuto dopo un anno difficile e questo mi ha dato sicurezza sulle mie capacità e su quelle di papà. Questo 20”62, fatto in queste condizioni vale molto di più del 20”34 di Roma (Golden Gala dell’8 giugno). Ora me ne vado in vacanza al mare, in Sardegna, dove mi aspetta tutta la famiglia». Abbiamo trovato un campione? Forse, ma andiamo con calma. Lasciamolo crescere con serenità.

Bocciata Il resto della truppa azzurra, eccezion fatta per il “vecio”, 39 anni, Marco Lingua. Un solo lancio azzeccato e il martello atterra a 74.41. Sufficiente, però, per essere l’ultimo ripescato. Lo rivedremo così venerdì sera.

La più delusa è Laura Strati, lunghista di Bassano del Grappa che vive e lavora a Madrid. Forte del 6.72 che la colloca al terzo posto delle liste all-time italiane, aveva tutte le carte in regola per atterrare in finale. Così non è stato. Con 6.21 (6.21/+0,9, N, 6.19/+0,3 la serie) finisce 24esima su trenta partecipanti.

Lontana dai giochi anche la modenese Francesca Bertoni nei 3000 siepi. Il suo 10’01”36, dodicesima in batteria, la colloca al 34esimo posto assoluto. Fuori anche il martellista Simone Falloni: 69.90, quasi sei metri meno del personale stagionale (75.73).

Medagliere sempre a secco e classifica a punti inchiodata al sesto posto del maratoneta Meucci. A domani.
 

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