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Londra '17 / (5) Wayne e la malinconia di quella corsia vuota

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Martedì 8 Agosto 2017

400-londra

di Gianfranco Colasante

C'erano tutte le premesse per una grande serata, con quei 400 collocati a chiusura della 5. Giornata, atto conclusivo di altre tre finali di grande spessore agonistico, Siepi e 800, ma soprattutto l'Asta, dove si è battagliato sulla soglia dei 6 metri. Nulla di tutto questo. Certo, Wayde van Niekerk ha fatto diligentemente la sua parte, alla fine il cronometro si è fermato sotto i 44", ma ben lontano dalla storia (foto IAAF). Tanto che alla fine l'attenzione poteva focalizzarsi sui due giovani ventenni che lo hanno accompagnato sul podio, il lungo caribico Steven Gardiner e l'altrettanto poco noto Abdalelah Haroun. Altro prodotto, quest'ultimo, dell'atletica qatariota che si prepara ad accogliere il circo della grande atletica tra due anni.

Ma la gara ha lasciato un retrogusto amaro, non solo per quel mancato meno-43" cui, per la verità, in pochi credevano, quanto per l'assenza di Isaac Makwala, il ragazzo del Botswana che aveva fatto meraviglie qualche settimana prima in DL. Assenza annunciata quando il giorno prima non s'era presentato alla batteria dei 200 dando indirettamente via libera a Filippo Tortu. Ma si pensava che sul "giro" si sarebbe visto: in fondo quella gara era tra i piatti forti di questi Mondiali. E invece le cose hanno preso ben altra piega.

EPIDEMIA - Al momento di entrare allo stadio, Makwala è stato bloccato da un delegato medico secondo la IAAF, da un funzionario del ministero della salute secondo altri. Ufficialmente a causa di un'epidemia di gastro-enterite di cui sarebbe rimasto vittima nelle ore precedenti. Costretto ad allontanarsi, il ragazzo ha fornito le sue spiegazioni sui social accusando, senza mezzi termini, il governo britannico di avergli impedito di correre per favorire il sudafricano: "io sto bene, non mi ha visitato alcun medico, col cuore che mi sanguina ho dovuto rinunciare a correre la finale".

Una brutta storia ancora da chiarire e che neppure il sibillino comunicato emesso dalla IAAF qualche ora prima aiuta a spiegare. Resta il fatto che almeno una trentina di atleti sarebbero stato colpiti da un virus intestinale non meglio definito che ha messo un allarme tutte le delegazioni (gli atleti italiani in arrivo per le gare dei giorni seguenti sono stati dirottati verso altri alberghi). Nelle prossime ore se ne saprà, forse, di più, ma è difficile pensare che quella corsia n. 7 malinconicamente vuota non resti come simbolo che questi Mondiali che Lord Seb Coe aveva voluto a casa propria.

KENDRICKS - Non ha mai vinto un Mondiale, Renaud Lavillenie, e non c'è riuscito neppure questa volta. Ha tentato l'impresa lasciandosi l'ultima prova per i 6.01 che gli avrebbero consentito di battere il sorridente 24enne Sam Kendricks, via via salito senza errori fino a 5.95 dopo una serrata battaglia contro il polacco Piotr Lisek, fisico più da lanciatore che da saltatore con l'asta. Nelle quasi tre ore di gara, ha trovato spazio il razzente cinese Xue, aspetto da ginnasta, miglioratosi due volte fino ai 5.82 del primato asiatico. Per il primastia mondiale, la collezione mondiale si allarga così a un argento e quattro bronzi. Possiamo scommettere che ritenterà.

Proprio mentre Lavillenie provava a scongiurare una nuova sconfitta, i francesi - un po' in ombra finora - portavano a casa il primo oro con Pierre-Ambroise Bosse sugli 800. Una vittoria a sorpresa, quasi quanto la nuova sconfitta del polacco Adam Kszczot, partito troppo tardi all'inseguimento di Bosse che aveva lanciato la sua lunga voltata a 200 metri dall'arrivo dopo un anonimo passaggio a metà gara: sesto in 51"39. Si può solo aggiungere che per trovare un altro europeo sul primo gradino degli 800 è necessario risalire fino al 2001 quando ad imporsi (col maggior distacco della storia, 85/100) fu lo svizzero André Bucher.

ALTRO - Le altre due finali sono andate alla veterana Barbora Spotakova, due volte campionessa olimpica e primatista mondiale, tornata alle gare dopo la maternità per bissare il titolo del 2007. Sulle siepi continua il dominio del Kenia: per trovare un vincitore mondiale che non venga dagli altipiani è necessario risalire al 1987, quando ad imporsi fu un certo Francesco Panetta. Ha vinto il campione olimpico Conseslus Kipruto, ma il vero protagonista della serata è stato il pallido Evan Jager, un americano che spesso si allena a St. Moritz.

AZZURRI - Erano quattro le ragazze impegnate in gara, due nelle batterie dei 200 e due nelle semifinali dei 4H. Per trovarne i risultati bisogna scendere un po' in basso nelle classifiche. Quello che colpisce, e in negativo, è una specie di rassegnazione generale che sta accompagnando la squadra azzurra. Come intervenire? Per ora speriamo in un cambiamento nei prossimi giorni (Antonella Palmisano aiutaci tu).   


XVI CAMPIONATI MONDIALI
Londra, Gbr - 4/13 Agosto 2017

5. Giornata (8 Agosto) - Le finali

Uomini
400 METRI (22,50)
[RM: 43"03 Wayde van Niekerk, Rsa, 2016]
1. Wayde Van Niekerk (Rsa) 43"98
2. Steven Gardiner (Bah) 44"41
3. Abdalelah Haroun (Qat) 44"48
4. Baboloki Thebe (Bot) 44"66
5. Nathon Allen (Jam) 44"88
6. Demish Gaye (Jam) 45"04
7. Fred Kerley (Usa) 45"23
non part.: Isaac Makiwala (Bot)

Sf.: I-1. Gardiner 43"89 RN, 2. Allen 44"19 RP, 3. Kerley 44"51; II-1. Van Niekerk 44"22, 2. Thebe 44"33, 3. Haroun (Qat) 44"64; III-1. Makwala 44"30, 2. Gaye 44"56 RP.

800 METRI (22,35)
[RM: 1'40"91 David Rudisha, Ken, 2012]
1. Pierre-Ambroise Bosse (Fra) 1'44"67
2. Adam Kszczot (Pol) 1'44"95
3. Kipyegon Bett (Ken) 1'45"21
4. Kyle Langford (Gbr) 1'45"25 RP
5. Nijel Amos (Bot) 1'45"83
6. Mohammed Aman (Eth) 1'46"06
7. Thiago Andrè (Bra) 1'46"30
8. Brandon McBride (Can) 1'47"09

Sf.: I-1. Kszczot 1'46"24, 2. Amos 1'46"29; II-1. McBride 1'45"53, 2. Langford 1'45"81; III-1. Bett 1'45"02, 2. Aman 1'45"40, 3. Bosse 1'45"63 4. Andrè 1'45"83. 

3000 METRI SIEPI (22,10)
[RM: 7'53"63 Said Shaheen, Qat, 2004]
1. Conseslus Kipruto (Ken) 8'14"12
2. Soufiane Elbakkali (Mar) 8'14"49
3. Evan Jager (Usa) 8'15"53
4. Mahiedine Mekhissi (Fra) 8'15"80
5. Stanley Kipkoech Kebenei (Usa) 8'21"09
6. Matthew Hughes (Can) 9'21"84
7. Tesfaye Deriba (Eth) 8'22"12
8. Tafese Seboka (Eth) 8'23"02

Bt.: I-1. Elbakkali 8'22"60, 2. Mekhissi 8'22"83, 3. Getnet Wale (Eth) 8'23"00; II-1. Jager 8'20"36, 2. Seboka 8'20"48, 3. Yoann Kowal (Fra) 8'20"60; III-1. Kipruto 8'23"80, 2. Kebenei 8'24219, 3. Hughes 8'24"79.

ASTA (20,35)
[RM: 6.16 Renaud Lavillenie, Fra, 2014]
1. Sam Kendricks (Usa) 5.95
2. Piotr Lisek (Pol) 5.89
3. Renaud Lavillenie (Fra) 5.89
4. Xue Changrui (Chn) 5.82 RN
5. Pawel Wojciechowski (Pol) 5.75
6. Axel Chapelle (Fra) 5.65
7. Kurtis Marschall (Aus) 5.65
8. Shawnacy Barber (Can) 5.65

Qlf. (5.75): Lavillenie e Lisek 5.70, Kendricks 5.70, Barber 5.70, Chapelle e Raphael M. Holzoeppe (Ger) 5.70, Wojciechowski 5.70, Armand Duplantis (Swe) 5.70.

Donne
GIAVELLOTTO (20,20)
[RM: 72.28 Barbora Spotakova, Cze, 2008]
1. Barbora Spotakova (Cze) 66.76
2. Li Lingwei (Chn) 66.25 RP
3. Lyu Huihui (Chn) 65.26
4. Sara Kolak (Cro) 64.95
5. Eda Tugsuz (Tur) 64.52
6. Tatsiana Khaladovich (Blr) 64.05
7. Katharina Molitor (Ger) 63.75
8. Liu Shiying (Chn) 62.84

Qlf. (63.50): Lyu 67.59 RN, Martina Ratej (Slo) 65.64, Molitor 65.37, Liu 64.72, Spotakova 64.32, Tugsuz 63.87, Kelsey-Lee Roberts (Aus) 63.70.  


 

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