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Italian Graffiti / Renzi ne fa un'altra, ... Olimpiadi a Napoli!

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Martedì 11 Luglio 2017

renzi

di Gianfranco Colasante

Vuoi veder che ce la fo? A furia di tentare e provocare, ... Come è noto domani sarà disponibile il nuovo libro di Matteo Renzi. Titolo scelto: "Avanti", proprio come il giornale socialista che a Milano era diretto da Benito Mussolini (ma quello aveva un punto esclamativo in più). Non è mia intenzione entrare nel merito, anche perchè in queste ore su Renzi si accaniscono in molti, dai 5 Stelle alla Commissione Europea (sforamento del deficit respinto al mittente). Torniamo invece ai fatti. In questa nuova esternazione del Renzi-pensiero trova posto anche una inedita follia: il lancio della candidatura della città di Napoli ai Giochi Olimpici. Dunque, lo scoop lo ha fatto Il Mattino che nel suo numero di domenica 9 luglio ha titolato in prima pagina: "Renzi: candidiamo Napoli ad ospitare le Olimpiadi 2028". In un altro articolo, sempre in prima: "Malagò: è un'idea affascinante" (e come dubitarne?).

Il quotidiano napoletano l'ha presa molto sul serio (ignorando che per il 2028 è già tutto sistemato). All'interno dedica le intere pagine 6 e 7 alla vicenda, riproducendo anche parte del testo renziano. "Per Napoli ho una passione travolgente - ecco l'incipit -, non ricambiata dall'amministrazione civica del sindaco de Magistris che si autodefinisce 'città derenzizzata'". Come inizio non c'è male, anche perchè - il nuovo spin-doctor di Renzi (il fedelissimo Filippo Sensi è stato mandato a marcare Gentiloni) dovrebbe ben saperlo - è il sindaco a doversi far carico di candidature e consimili. Ma andiamo avanti e leggiamo quanto l'ex-presidente del Consiglio scrive a proposito di Olimpiadi:

"Dopo la figuraccia mondiale che ci ha fatto fare l'amministrazione 5 Stelle con le Olimpiadi 2024, per Roma sarà quasi impossibile riprendere in considerazone la candidatura, per la quale il CONI aveva preparato un dossier perfetto. A questo punto, la città italiana che può davvero giocarsi la carta della candidatura alle Olimpiadi è proprio Napoli". (Scusate, ma non s'era detto di Milano in questa corsa alla candidatura olimpica no-stop?).

Ancora, scrive Renzi: "E per Napoli sarebbe la svolta, come lo fu per Barcellona nel 1992: percorso peraltro simile, considerando che la Barcellona degli anni ottanta [il minuscolo è nel testo] non era come la Barcellona di oggi, e che proprio le Olimpiadi sono state il fattore di svolta. Non sono come una fuga in avanti. Ci sono le Vele di Scampia e c'è la povertà educativa, ci sono le periferie e le strade da risistemare, ma Napoli ha tutte le carte per diventare una capitale mondiale. [...] Grandi eventi e riscossa dal basso, superaziende internazionali e cooperative di giovani: questa la ricetta per riportare Napoli in alto." Ma qualcuno può ricordare che al tempo di Barcellona, tutta la baracca la comandava un certo Samaranch che a Barcellona c'era nato?

Fermiamoci qui. Chi avesse voglia e sta fremendo in attesa del libro, può leggere l'anticipazione completa su www.ilmattino.it. E via a commenti ed esternazioni. Per primo, prudente, il presidente del CONI Giovanni Malagò, del quale si può dire di tutto e il contrario di tutto, ma non negare che le cose del mondo le conosca, il quale sospira: "Ipotesi bellissima e romantica, avrebbe un fascino unico". E di più non fatemi dire. Viene rispolverato perfino un vecchio commento di de Magistris (lo stesso che ha portato a Napoli la Coppa America) il quale, dopo il niet del suo collega Raggi, aveva twittato: "Se Roma dice no alle Olimpiadi del 2024, Napoli e il Sud si candidano. Per lo Sport, il Mediterraneo, per fratellanza e pace. E con le mani pulite. Vi sorprenderemo." Richiamo superfluo, quello alle mani pulite, ma non si può mai sapere: tanto vale metterle avanti.

Ultima chiosa. Come poteva mancare il governatore Vincenzo De Luca? Il quale, non si sa bene come e perchè, si trova a dover garantire l'organizzazione a Napoli e dintorni delle Universiadi del 2019. E già. A furia di candidare, alla fine qualcosa resta. Da Palazzo Santa Lucia taglia così corto De Luca, uno che come è noto tira sempre diritto: "Intanto, però, c'è di mezzo il passaggio delle Universiadi. Potrebbe essere, e di fatto sono, un autentico banco di prova per saggiare la capacità organizzativa di Napoli (e dell'intera Regione)."

Su Giochi e Universiade banco di prova è un po' più preciso Raimondo Pasquino, ex-rettore dell'Università di Salerno (la città di De Luca) e molto altro da ex, oggi a capo dell'Agenzia per le Universiadi: "Le Olimpiadi a Napoli sono una gran bella suggestione, ma per concretizzarla occorre una classe dirigente all'altezza." Non ci avevamo pensato, neppure messiuer de la Palice avrebbe saputo dirla meglio. Ma, tanto per restare in tema, queste benedette Universiadi del 2019 chi le ha richieste alla FISU e, soprattutto, quanto ci costeranno? Se vogliamo, un dettaglio non secondario.  

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