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Saro' greve! / Paolo Racugno: i cent'anni dello sport in Sardegna

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Lunedì 8 Maggio 2017

racugno 2

dall'inviato Vanni Lòriga

Questa volta non sarò greve ma neanche breve. Come annunciato, sono tornato nella mia Isola per una festa contrassegnata dal numero 100. Nell’antica capitale ieri è arrivata la terza tappa del centesimo Giro d’Italia; si è festeggiato il centesimo compleanno di Paolo Racugno e si sono celebrati cento anni di sport olimpico in Sardegna. Paolo Racugno, nato ad Iglesias il 7 maggio 1917, è l’atleta olimpico più anziano di tutta Italia (nella foto, scattata nel dicembre 2014, ancora a cavallo). Fu iscritto ai Giochi Olimpici del 1956 per il “completo” di Equitazione e raggiunse Stoccolma (che ospitò le prove equestri, mentre tutti gli altri sport si disputarono a Melbourne) con i compagni di squadra. All’ultimo momento gli venne affidato il ruolo di riserva, che disciplinatamente rivestì; ma questa scelta non lo privò del diritto di fregiarsi della qualifica di “atleta olimpico”.

E come tale è stato festeggiato qui a Cagliari, in un esaltante incontro con i giovani, organizzato presso la Scuola Professionale per i Servizi Sociali Sandro Pertini di Pirri, dalla Sezione di Cagliari dell’Associazione Nazionale Atleti Olimpici e Azzurri d’Italia. Tutto è nato da una idea del Presidente Sandro Spinetti che ha trovato entusiastica e fattiva collaborazione nell’azzurra Luisa Marci, in suo marito Franco Marcello ed in Laura Caddeo, Dirigente (Preside) del Pertini.

I ragazzi di quattro scuole cagliaritane (Pertini, Martini, Dettori, Convitto Nazionale) hanno partecipato ad un concorso sul tema “Sardegna Olimpica” e di questo si è parlato nell’incontro celebrativo, nobilitato dalla presenza e dagli interventi dei bi-olimpionici Mauro Checcoli e Daniele Masala (radici sarde da Orani) e del nuovo Presidente Nazionale degli Azzurri Stefano Mei.

Ma il vero ed assoluto protagonista è stato Paolo Racugno. Cento anni di invidiabile sorriso, una vita dentro lo sport. Prime gare in atletica leggera, soprattutto lanci: poi di tutto e di più partendo dal Pentathlon Moderno, sport multidisciplinare in cui evidenziò la sua attitudine a tramutarsi in perfetto cavaliere. Ha vinto in carriera oltre 600 gare, ha cavalcato sino a pochi mesi fa con il suo ultimo destriero, di nome Indocile.

"Il mio amico Winston"

Ma il suo cavallo preferito fu Winston, che gareggiò proprio a Stoccolma 1956, affidato a Giancarlo Gutierrez, figlio del generale Antonio, famoso primatista del mondo di elevazione di cui abbiamo parlato la settimana scorsa. Il significato del nome Winston è variamente interpretato: da una parte si vuole che voglia dire “nativo della città antica ed amica”; da altra fonte si garantisce che si tratti di “pietra della gioia”. Per quanto mi riguarda mi vanno bene entrambe le versioni, ma la seconda mi pare la più appropriata.

Lui è stato, come già detto, il cavaliere sempre sorridente e così ha affrontato l’inizio del suo secondo secolo di vita. Ricordando anche una delle sue più preziose attività, quella di preparare i cavalli che parteciparono alla prova di equitazione del pentathlon moderno ai Giochi di Roma 1960.

“Renzo Bonivento – racconta – ci fece notare che si sarebbe potuto puntare sui cavalli argentini (però troppo lontani) e su quelli irlandesi (però troppo cari). Per cui ci dovevamo affidare ai più fruibili anglo-arabo-sardi. Fu una scelta felicissima e fecero una gran bella figura alle Olimpiadi”. Ne furono acquistati un centinaio, preparati a Cagliari ed a Sassari. I migliori 67 furono scelti per i Giochi, e 60 ne vennero impiegati.

Per cui ai settanta atleti olimpici sardi, ricordati nell’incontro al Pertini, bisogna aggiungere questi sessanta quadrupedi, Anche loro onorabili rappresentanti dell’Isola che molto ha dato allo sport nazionale.

Per concludere il discorso su Raccugno va ricordato che fu anche illuminato ed appassionato Dirigente, per lunghissimi anni Presidente del CONI provinciale di Cagliari e per quarantacinque della locale sezione ANAOAI.

Il prestigio sportivo dei Racugno passa ora nelle mani del nipote Francesco, super-laureato in fisica e soprattutto lottatore nello stile libero olimpico, Per migliorarsi si allena spesso in Siberia, dove la lotta è arte. La storia dei Racugno continua …
 

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