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Saro' greve! / Addetti stampa? Imparate da Enzo Ferrari …

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Lunedì 20 Marzo 2017

ferrari-1

di Vanni Lòriga

Sarò, come al solito, “greve” per trattare un argomento piuttosto delicato, quello degli addetti stampa. Si sentono in giro molte lamentele e tutti pensano che fare il cosiddetto “press agent!” sia compito facile. Non lo è. Anzi è impresa difficilissima. Siamo di fronte ad un problema che si può paragonare a quello della incomprimibilità dei liquidi. L’equazione fondamentale dell’idrostatica è universalmente nota e si può tradurre, detto con parole povere, nel concetto che in un recipiente che ha la capacità di un litro non è possibile immetterne due. Hai voglia a spingere …

Il su e giù dell’addetto stampa

L’addetto stampa, come si sa, ha il compito di far conoscere, tramite la comunicazione, attività, pregi e virtù di chi rappresenta. Chi svolge questa attività deve avere ovviamente (e secondo una esplicita definizione) “competenza giornalistica, capacità di mediazione, padronanza assoluta nel perseguire gli scopi, nessuna simpatia o antipatia personale, attenzione al controllo dei costi, assunzione di responsabilità, attitudine a coordinare il lavoro altrui, valorizzazione delle risorse umane a lui affidate”.

Nello svolgimento della sua attività deve evitare di sovrastimare il valore delle notizie che diffonde, di spacciare come notizie informazioni pubblicitarie, di esercitare pressioni di vario tipo sui giornalisti, di ignorare le regole che indicano ai giornali cosa si possa o no pubblicare, di essere eccessivamente insistenti.

Chi comunica deve indurre il gestore degli spazi giornalistici (Tv, radio, stampa scritta ed elettronica) a preferirlo su altri richiedenti, Deve perciò ricordarsi che il messaggio, cioè la Notizia, che si trasmette deve avere un contenuto di rilievo e sicuramente raggiungere il destinatario.

Giunti a questo punto, cito un episodio di vita vissuta che dimostra come si possa eccellere nel campo della comunicazione. Premetto che ho una precisa e personale graduatoria della capacità dei tanti “addetti stampa” che ho conosciuto e frequentato. Non parlo dei viventi, anche se mi tornerebbe facile indicare chi merita il 110 e lode e che viaggia verso lo zero assoluto (-273,15 ° C).

"Pronto, .. sono il Drake!"

Faccio un salto indietro di oltre 30 anni; torno al giorno 4 agosto 1985 e passo al presente storico.

Sono le ore 16.00, Nella mia qualità di capo-servizio degli sport vari del Corriere dello Sport sono da solo al mio posto di lavoro, avendo già ricevuto da Giorgio Tosatti gli spazi da dividere fra una ventina di sport. Scatta la citata legge che impedisce di infilare in 8-10 pagine il materiale che ne richiederebbe almeno il doppio. Mentre tento di moltiplicare i pani ed i pesci sento trillare il telefono di un mio collega, al momento non ancora presente. Una vecchia regola consiglia di non rispondere mai ad un telefono non tuo. Qualcosa ti rimarrà sempre attaccata alle mani. Faccio finta di niente ma al ventesimo squillo mi arrendo.

“Pronto – tuona di là una voce – sono Enzo Ferrari. E’ pronto a scrivere?

"Sì? La vittoria della nostra macchina nel circuito di Nurburgring dimostra la validità del lavoro svolto da tecnici e maestranze a Maranello…ecc… ecc…).”

Per dieci minuti detta la sua dichiarazione. Quando termina gli chiedo se vuole che rilegga quanto ho scritto, ma taglia corto: “No, mi fido”.

Sono sconvolto. Il Drake, il grande ed immenso Enzo Ferrari, ha personalmente dettato il suo comunicato stampa sulla grande vittoria di Michele Alboreto nel Gran Premio di Germania, risalendo dall’ottavo posto in griglia di partenza al primo, battendo anche Prost.

Sono come paralizzato, mi prendo la testa fra le mani e penso: “Un vero addetto stampa deve fare anche il cosiddetto ‘appoggio’. Non basta dare una notizia, è importante che lo sappia soprattutto chi deve pubblicarla”. Questo era Enzo Ferrari, grandissimo anche come comunicatore.

La prossima volta spiegherò perché il cavallino rampante è il simbolo della Ferrari. Lo so perché nel 1953 prestai servizio elettorale a Lugo di Romagna e fui invitato a cena a casa de’ Biancoli Baracca. Questa è la notizia; seguirà il necessario 'appoggio'.
 

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