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Italian Graffiti / Bocce: neppure col Papa tanto rumore

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Martedì 14 Marzo 2017

bocce

di Gianfranco Colasante

Non avevano mai avuto tanto spazio sui giornali, le bocce. Neppure quando Giovanni Paolo II aveva fatto visita alla "Bocciofila Regina Pacis" intrattendosi coi giocatori. Correva l'anno 1983, proprio quello che portò alla presidenza della federazione Romolo Rizzoli. In sella dal 28 febbraio di quel 1983, il 76.enne Rizzoli, per vent'anni segretario generale della CISL-Federpubblici e assiduo frequentatore del Palazzo H ai tempi di Petrucci, aveva tutte le intenzioni di ripresentare per la settima volta la sua candidatura (sì, avete letto bene). Ma stavolta non era solo. Si era fatto avanti un altro pretendente, Marco Giunio De Sanctis, un fedelissimo di Luca Pancalli, capo carismatico del Comitato Paralimpico (ora autonomo dal CONI).

La faccenda è ormai nota a tutti. E bella proprio non è. Parliamone un po', a bocce ferme. E' vero che non ci si meraviglia più di nulla nel nostro paese, e anche lo sport - diciamo così - non si tira indietro (qualcuno sa dire quante indagini sulla corruzione nel calcio riposano nei cassetti delle Procure?). Perfino lo stesso ministro del settore, lo spettinato Luca Lotti, dovrà vedersela domani con una richiesta di impeachment che sta spaccando il suo stesso partito, il PD.

Ma dalle bocce proprio non ce lo saremmo aspettato. Le cronache parlano di una cena organizzata da Pancalli per trovare un accordo tra i due pretendenti. Presumo del tipo, io do una cosa a te, tu dai 'na cosa a me. Ma la faccenda si è poi complicata quando l'offerta (promessa?, richiesta?, le versioni divergono e gli interessati alzano la voce) è salita a 2500 euro mensili al netto delle ritenute, tutto "pagabili con i soldi della Fondazione CIS (disabili)", di cui fino al 2005 De Sanctis è stato segretario.

Pancalli, convitato di pietra, sminuisce: tutto si sarebbe consumato all'insegna del "cazzeggio" e niente di più. Come dire, una goliardata. Ma purtroppo sono spuntate le registrazioni del colloquio che, come ormai d'obbligo, sono finite su facebook col corollario di esposti a Procura di Roma e CONI presentati da Rizzoli. Un goliardata? Per di più alla vigilia delle elezioni che si sono tenute sabato 11 marzo a Verona: se si voleva turbare l'elettorato, il boccino è stato colpito in pieno. Complimenti.

Richiamati dal chiasso, dalle accuse reciproche e dal potere mediatico delle bocce, nella sala solo posti in piedi, tanto che ci si è dovuti arrangiare cercando in tutta fretta un locale più capiente. Al responso delle urne, lo sfidante De Sanctis ha prevalso col 57% dei consensi, Rizzoli si è fermato poco sotto il 42%. Tutto finito, quindi, con questo cambio epocale?

Non sappiamo. Aspettiamo che a dircelo sia il CONI che, guarda caso, tra i suoi mille compiti avrebbe anche quello di vigilare sul corretto comportamento delle federazioni.  

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