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Fatti&Misfatti / Il caso Gentile: tanto per guardare oltre la siepe

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Venerdì 10 Marzo 2017

gentile

di Oscar Eleni

Nascosto sul balcone di Manet al palazzo reale di Milano, una mostra, una storia, una scelta. Da quel punto di vista sembra di vedere meglio cosa rende così debole il basket italiano, anche se qualcuno non lo pensa o, perlomeno, finge di non credere che sia un po’ in basso. Vero che Sassari e Venezia stanno andando avanti nella champions FIBA, ma sappiamo come stanno le cose e dovrebbe saperlo anche Sacripanti che prima dello spareggio perduto con la bella Reyer di De Raffaele aveva dichiarato alla Rai che non gli sembrava così scadente il nostro campionato. Sarà anche vero.

Certo la capolista per distacco, l’Emporio Armani dove adesso sembra meno incredibile il possibile arrivo come manager del Bucchi separatosi da Pesaro sull’orlo dell’abisso, continua a fare figure meschine in Eurolega, perdendo anche tanti soldi: se le prime della classe con 30mila euro per ogni vittoria si godono quasi mezzo milione, per chi sta in coda è un tormento. Sarà per questo che Milano resta così com’è, anche adesso che si trova senza giocatori, scoprendo che avrebbe potuto cambiare tante cose al centro se succede persino con il Simpson prelevato da un Maccabi pieni di tarli e macerie in una squadra dell’est appena eliminata in spareggio controverso da Sassari che stava per fare la fine del PSG pur non avendo contro il Barcellona.

No, Milano resiste sul piano di partenza. Avallato da tutti, pensiamo. Pazienza se le cose sono un po’ cambiate, non fa niente se la Stella Rossa con 6 milioni di budget guarda da lontano i paggetti della corte Armani che costano almeno quattro volte di più.

Per il ragazzo d’oro lacrime dei coccodrilli

Da questo balcone dove senti quelli di Vitoria chiedersi quanti giorni all’anno è disponibile Bargnani, anche se loro vanno a vincere in casa del Fenerbache lasciando a sedere il mago, veniamo al caso del giorno. Il caso Gentile. Sembra che Pasqual e il Panathinaikos, appena cucinato a Kaunas, non siamo d’accordo con gli italioti che considerano Ale Gentile il miglior giocatore italiano. Se fosse così come mai lo ritengono superfluo in una squadra che certo non brilla? Fatti loro. Qui il figliol prodigo sarà accolto come fecero i giudici di Norimberga per il caso Feldstein di Vincitori e Vinti: con una sentenza già scritta prima. Colpa degli altri. Per il ragazzo d’oro lacrime dei coccodrilli nel sistema, mentre il presidente Petrucci che riceve da Denver, troppo spesso, notizie sul Gallo che non sta mai benissimo, ha fatto sapere al suo bomber che deve rimettersi subito al lavoro, guardando con ottimismo al domani.

Niente da dire anche se la ciurma della nave basket petrucciana è tormentata dai cuochi della Lega in cambusa arroccati sulla richiesta di 7 stranieri. Fuffa, ma a loro piace così.

Dicevamo di Gentile. Questa scelta di allenarsi da solo, questa espiazione volontaria a casa, allenandosi sui “ punti deboli”, andando dritto per la sua strada come disse da gallo cedrone quando Milano gli tolse i gradi, una frase davvero inopportuna, dimostra che qualcosa non funziona a livello di conoscenze tecniche. Da solo puoi allenarti se nuoti, fai atletica. Il cronometro dirà la verità. Magari anche se giochi a tennis e paghi un buon sparring come nel pugilato. In uno sport di squadra è meglio frequentare l’agonismo. Allenarsi va bene, ma, come diceva Pop Fisher ai suoi giocatori di baseball, in partita è diverso.

Ora cercare questo rifugio per il campione è la dimostrazione che non ha mai avuto bisogno di compagnia, di misurarsi con chi poteva creargli dei problemi. Estate a casa del guru per migliorare la tecnica di tiro. E’ peggiorata. Poi le tensioni con Repesa. Ma come, ti porto a Milano, ti faccio assumere e tu fai una squadra dove tutti sono importanti e nessuno indispensabile. Neppure io ? Va bene. Guerra sia. Sappiamo come è finita. Non conosciamo la storia vera perché questo non voler cambiare assetto alla macchina, un motore che perde colpi vistosamente al centro, sembra dirci che il pilota del futuro non sarà lo stesso. Immaginiamo.

Ma adesso è aperto il caso Gentile che fa trepidare il mondo di Azzurra tenera. Messina lo preferirebbe in campo. Se è vero che Pianigiani o Djordjevic lo vorrebbero potrebbe essere una buona soluzione per lui, per tutti. Questo desiderio di espiazione in una palestra secondaria sembra il capitolo di una storia sportiva e tecnica con un difetto all’origine: noi siamo noi, voi avete soltanto da guardare e imparare.

Il bravo Bartezzaghi sulla Gazzetta ha pensato al Gentile solitario come il Cassano esiliato nella Sampdoria. Chiarendo la differenza. Il calciatore, a 34 anni, avendo raccolto soltanto briciole e polvere di stelle, può permetterselo. Il cestista forse no.

 

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