- reset +

Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

Direttore: Gianfranco Colasante  -  @ Scrivi al direttore -  - 
Gianfranco Colasante
BRUNO ZAULI
“Il più colto uomo di sport”

GARAGE GROUP SRL - ROMA
ISBN 978-88-90-91661-8
Pag. 500  -  Euro: 20,00




Gianfranco Colasante
MITI E STORIE DEL GIORNALISMO SPORTIVO
La stampa sportiva italiana
dall’ Ottocento al Fascismo
(le oltre 400 testate dimenticate)

GARAGE GROUP SRL - ROMA
ISBN 978-88-909166-0-1
Pag. 352  -  Euro: 20,00




Per acquisti:
Librerie on-line oppure
rimesse intestate a
Garage Group Srl  -  Roma
C/C Postale: 001016765412
Accr. Bancario IBAN:
IT19E0760103200001016765412
(spedizione gratuita)

Per informazioni:
info@garagegroup.it
fax 06-23.32.08.416

Saro' greve / Record: proveranno a cancellare anche Mennea?

PDFPrintE-mail

Lunedì 30 Gennaio 2017

reonsch 2

di VANNI LORIGA

Come al solito “Sarò greve !”. Avrei voluto parlare ancora una volta della “Signora del calcio”, ma prendo tempo perchè di lei, e delle lotte intestine della sua insuperabile Famiglia, si stanno interessando le magistrature ordinaria e sportive. Attendiamo i loro responsi. Nel frattempo mi dedico al “Tumultus Cimbricus”. Chi pensa che voglia trattare dei fatti risalenti agli anni 105-101 a.C. erra. Non mi interessano i Cimbri, popolazione originaria dello Jutland, ma di qualcosa che da quelle nordiche plaghe si origina.   Giorgio Cimbrico, il documentatissimo collega detto appunto Cimbricus, ci segnala (tramite il sempre vigilante Augusto Frasca, che drasticamente la definisce “ impraticabile ed iproponinibile”) una iniziativa della EAA, cioè dell’ Associazione Europea d’atletica.


Il cui Presidente, il norvegese Sven Arne Hansen, ha deciso di affidare ad un apposito Comitato di esperti (ne fa parte anche il collega Gianni Merlo e l’elenco degli altri sapienti è consultabile sul sito della predetta EAA) un impegnativo compito. Che è il seguente.

Premette, l’amico Hansen, che “ un record continentale è una vetta e per questo motivo deve avere credenziali di credibilità”. Pertanto chiede alla Commissione di comunicare, entro il mese di settembre, se gli attuali record europei siano credibili o meno.

Si potrebbe decidere di ripartire da zero, considerato che esistono dei primati che al momento non sembrano più migliorabili. Si porta ad esempio il 76.80 della discobola demo-tedesca Gabriele Reinch (nella foto) che risale al 9 luglio1988. Lo ricordo bene perché quel giorno ero presente a Neubrandeburg e ne scrissi anche su l’Equipe.

E allora, ... abbasso i records!

Cimbrico ci chiede di aprire un dibattito fra amici dell’atletica che si scambiano opinioni, commenti e frizzi su ogni fatto ed argomento che tratti di piste, pedane e dintorni.

Uno dei primi ad entrare nel merito è Franco Fava che ricorda di aver già ampiamente trattato la questione sul Corriere dello Sport, anticipando che Sebastian Coe è stato informato della iniziativa e che la stessa IAAF potrebbe assumere analoga decisione a livello mondiale.

Dal suo canto interviene Giacomo Crosa, sventolando il vessillo che porta scritto : “Abbasso i record!” Denuncia con estrema fermezza che la ossessionante ricerca della prestazione da primato ha praticamente rovinato, ad ogni livello, l’atletica che amavamo e che diventa difficile continuare ad apprezzare.

Sulla stessa linea Gianni Gola (“storia vecchia, xe pejo el tacon del buso” direbbero in Veneto); Gianni Romeo (“ Renato Morino ammoniva che i record vanno registrati senza sprecare troppe parole”); Nicola Roggero (“l’atletica è soprattutto confronto diretto” che in certi casi può però propiziare il grande record).

Da parte mio ho scherzato su un tema, che peraltro ritengo storicamente serio, proponendo di profittare, in caso di riapertura delle liste, del fattore tempo impegnandosi a stabilire nuovi primati nei primi minuti della data di apertura del nuovo corso.

Record vuol dire registrazione

Parlando seriamente (ed evitando quelle che lo Zingarelli elegantemente definisce “frivole chiacchiere”) mi sembra doveroso un discorso concreto su record&primati,

Anzitutto “record” è parola inglese e vuol dire “registrazione”, come esattamente diceva Morino e come Romeo ci ha ricordato. Le prime “registrazioni” dei records italiani avvennero nel 1909, con la pubblicazione di una tabella ufficiale, come certifica R.L.Quercetani nella sua insostituibile “Storia dell’atletica moderna dalle origini ad oggi”. Sempre il Maestro fiorentino sottolinea che solo nel 1914 “apparve la prima lista ufficiale dei records mondiali”.

Da allora, e sono trascorsi quindi circa 103 anni, non sono mancate critiche, proposte, modifiche, aggiornamenti, perfezionamenti formali: ma sono lì e sono la storia dell’atletica. Anzi: sono l’Atletica. Ed anche se si ripartisse da zero, chi li dimenticherebbe? Sappiamo tutti che molti di quei primati sono passibili di dubbi legati al doping, alla evoluzione delle attrezzature, alla misurazione della velocità del vento e chi più ne ha, più ne metta … Ma non si può attuare giustizia retroattiva, è vietato,

Cosa fa il signor S.A,Hansen? Ci cancella i 200 metri di Pietro Paolo Mennea? E se annulla altri record che sono anche primati mondiali (e non sono pochi) cosa avremo? Magari un 6.16 nell’asta che vale come miglior misura iridata ma non continentale … Più che una registrata, sarà opportuno darsi una regolata. Soprattutto se,come ci dice Franco Fava, si dovessero salvare i “record buoni” e condannare “quelli cattivi”…

Non vorrei essere nei panni dei “saggi” !

 

Cerca