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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

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Vuarnet

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Jean VUARNET

vuarnet 2

 

Si è spento nella notte tra il 1° e il 2 gennaio a Sallanches, nelle Alpi, a seguito di un ictus celebrale. Aveva quasi 84 anni. Entra a pieno titolo nella storia dello sci alpino moderno che deve a lui, e alle sue intuizioni, gran parte delle proprie fortune. Una cornucopia alla quale ha attinto a piene mani anche lo sci azzurro che lo ha avuto alla sua guida nel quadriennio 1968-72, negli anni che precedettero la nascita della Valanga Azzurra.

 

Non per nulla sotto di lui s’era formato Mario Cotelli che portò a compimento quel lavoro raccogliendone i frutti. Anzi, va riconosciuto che l’ultimo apporto allo sci italiano Vuarnet lo aveva fornito consigliando e preparando la spedizione azzurra ai Giochi di Sapporo del 1972. Sulle nevi di Teneyama si rivelò il talento di Gustav Thoeni, primo nel Gigante e secondo nello Slalom, e del cugino Rolando, bronzo sempre nello Slalom.

 

Vuarnet è stato di certo un precursore, un istintivo, un intuitivo di genio. Un personaggio a tutto tondo, di quelli che lo sport dei nostri giorni non sa più produrre. Ma anche un uomo segnato dalla tragedia, come avvenne il 22 dicembre 1995 quando sua moglie Edith e uno dei figli, Patrick, si suicidarono sul Plateau di Vercors assieme ad altri 14 aderenti a una setta malefica, l’Ordine del Tempio Solare.

Nato il 18 gennaio 1933 nei sobborghi di Tunisi (allora sotto protettorato francese) ma cresciuto a Morzine, studente di medicina a Grenoble, Vuarnet ha scritto alcuni dei capitoli piĂą importanti dello sci mondiale. Come innovatore, ha inventato la posizione “a uovo” (messa a punto col suo allenatore Georges Joubert) e soprattutto sperimentato con successo i primi sci metallici: il 22 febbraio 1960, ai Giochi di Squaw Valley, con quegli sci vinse il titolo olimpico di discesa toccando la velocitĂ  di 129 km/h. Nella conferenza di fine gara si scusò con le autoritĂ  per aver superato il limite su strada che in California era fissato a 65 km/h, …  

 

Atleta e tecnico, ma anche imprenditore di successo. Subito dopo il trionfo americano si lanciò nella creazione della stazione di sci d’Avoriaz, in Alta Savoia. Porta il suo nome anche una fortunata linea di abbigliamento e di accessori per lo sci, la cui punta trainante è stato un speciale occhiale da gara con particolari trovate ottiche, ancora oggi molto popolari. Un successo planetario. L’ultima sua realizzazione, il complesso Portes du Soleil che raggruppa dodici importanti stazioni sciistiche tra Francia e Svizzera.

 
 

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