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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

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Ongari

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RENATO ONGARI


(Ferruccio Calegari). Si è spento il 12 ottobre a Mantova, la città dov’era nato il 1° luglio 1935. Negli anni Sessanta, per i colori della Canottieri Mincio, Ongari è stato protagonista della iniziale crescita della canoa italiana, allora branca della federazione Canottaggio. I suoi traguardi più appariscenti nella squadra azzurra alle Olimpiadi 1960 a Castelgandolfo, alle quali partecipò nel K-1, staffetta 4x500 metri, assieme a Cesare Zilioli, Alberto Schiavi e Annibale Berton. Era una partecipazione di buona volontà, con il tecnico ungherese Kalman Blaho che da poco aveva aggiornato l'impostazione della selezione azzurra, culminata nella conquista dell'argento nel C-2 di Dezi e La Macchia, prima medaglia olimpica italiana. Quarta in batteria, la staffetta azzurra vinse il ricupero e poi nella semifinale vinta dall'URSS si classificò al quarto posto.

Il primo approccio di Renato Ongari con le barche della Canottieri Mincio avvenne nel 1946, a 11 anni, al timone del “Due con” di Azelio Mondini e Carlo Santini, e in seguito alternando l'impegno tra canottaggio e canoa. Con la guida di Mondini ben presto cominciò a emergere nelle gare di canoa (fu azzurro agli Europei di Gand 1957 e Duisburg 1959, e ai Mondiali di Praga del 1958) e lo si ricorda ai vertici nazionali in K-2 in coppia con Paolo Benetti, con il quale tra il 1957 e il 1959 vinse cinque argenti in altrettante gare di campionato italiano. Entrambi però non dimenticavano anche i remi e, in particolare, Ongari nel periodo accademico a Pavia, dove si laureò in medicina con specializzazione cardiologia: fu importante componente degli equipaggi del Cus Pavia, e per la prima volta salì in un “otto”. Anzi con il suo “otto” fu protagonista con i goliardi pavesi nelle vittorie a Pavia nel 1961 e poi a Pisa nel 1962, nella “Pavia-Pisa”, la storica “Oxford-Cambridge” italiana.

Specialista in cardiologia all'Ospedale “Poma” a Mantova e successivamente primario all'Ospedale di Nogara, è stato anche vice presidente del CONI di Mantova e delegato provinciale della federcanoa. Nel 2012 fu premiato dall'Ordine dei Medici di Mantova per i 50 anni di professione dopo il conseguimento della laurea. E pur nel dovere professionale non dimenticò mai la passione per l'acqua e il suo impegno nella pagaia: quando non si ritrovò più in sintonia con il suo vecchio allenatore Azelio Mondini lasciò la “Mincio” per dare corpo ad un'altra iniziativa sul Lago Inferiore. Creò la sezione canoa al G.S. Vigili del Fuoco di Mantova, in cui si impegnò sul piano tecnico ed organizzativo, realizzando sia l'importante Centro Federale della canoa e concretizzando una competizione internazionale di grande spessore intitolata “Trofeo Sparafucile”.

E quando la struttura dei Vigili del Fuoco non continuò l'attività eccolo ad ideare la sezione canoa della Lega Navale di Mantova, oggi uno dei sodalizi canoistici più importanti. Sportivo di razza, fu sempre attivamente in prima posizione, ma la stanchezza fisica cominciava a farsi sentire e nel giugno 2013, dopo la conclusione del “Trofeo Sparafucile” la decisione di passare la mano, lasciando quanto aveva ideato nelle buone mani di Piero Congiu, anche lui grande appassionato, che con Oreste Perri, attuale presidente del CONI Lombardia, fu protagonista della memorabile finale del K-4 azzurro ai Giochi di Monaco.



 

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