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FuoriOnda / Federica, la bandiera dello sport azzurro

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Mercoledì 10 Agosto 2016

fede-rio

di FIAMMETTA SCIMONELLI

Come si fa a non aver fede quando in vasca scende Federica Pellegrini? Come si fa a non guardare la finale olimpica dei 200 stile libero, anche se per colpa del fuso orario sei tutta addormentata, quando la nostra bella e grande campionessa vi partecipa con il terzo tempo? Impossibile. E allora a soffrire per poco meno di due minuti, ma che sembra un tempo eterno, quasi cercando di aiutarla nel suo sforzo terribile, anche se sappiamo che tocca solo a lei regalare allo sport italiano e a sé stessa, un’altra impresa. Ci ha sempre abituato alle irresistibili rimonte negli ultimi 50 metri, portandoci via il respiro: ma questa volta a Rio non è riuscita a trovare la forza di farlo, non ripetendo neppure il tempo della semifinale e alla fine della gara non sapeva neppure lei perché.

Ha concluso al quarto posto, preceduta dalla fortissima americana Katie Ledecki, dalla svedese Sarah Sjostrom e dall’australiana Emma Mc Keon: medaglia di legno, risultato odioso e inaccettabile, con il quale anche Tania Cagnotto sa quanto è brutto convivere.

Dal 2004, quando appena sedicenne Federica Pellegrini vinse, inattesa, l’argento olimpico, il cammino di questa ragazza veneta, ora ventottenne, è stato cosparso di vittorie. Oro olimpico a Pechino, record del mondo sui 200 ed europeo sui 400, 4 ori, 4 argenti e 1 bronzo ai mondiali, 7 titoli europei e tanto altro. Una carriera irripetibile di chi ha saputo abbinare il talento naturale con l’allenamento costante, noioso, faticoso nel silenzio assoluto delle piscine.

Per più di 10 anni si è assunta la responsabilità di rappresentare il nuoto italiano nel mondo, fino a diventare un esempio per tutte le discipline sportive e ha conquistarsi meritatamente l’ambito posto di alfiere azzurro durante la cerimonia di apertura ai Giochi di Rio 2016.

Adesso è delusa, perché quella medaglia, magari non d’oro che sarebbe stato troppo, ma almeno di altri due colori, se la meritava, l’aveva preparata e cercata più che mai: ma sulla sua determinazione ha vinto l’imponderabile, quell’imponderabile che a freddo cercherà di interpretare, ma che, almeno per qualche ora, deve sopportare con rabbia e dolore. La stampa ti tormenterà,Federica, cercherà di sapere, di vuotarti l’anima: ma tu non ascoltarla, vai avanti per la tua strada.

Non è cambiato nulla, Federica. Sei sempre e resti la nostra bandiera. Non perdere quel sorriso irresistibile che tutti amiamo. Continua il tuo cammino a testa alta: se vuoi, ancora e sempre nello sport, ma certamente nella vita, che vorremmo per te bella e ricca di soddisfazioni come quelle che hai sempre vissuto e che hai fatto provare anche a noi che ti vogliamo bene, ti stimiamo e ti ringraziamo di cuore per quello che ci hai saputo offrire.
 

 

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