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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

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FuoriOnda / Giochi di Rio: le donne guidano la riscossa

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Lunedì 8 Agosto 2016

giuffrida-1

di FIAMMETTA SCIMONELLI

Quando le donne decidono di vendicarsi non le ferma nessuno. Fanno marameo anche alla sfortuna. Così Elisa Longo Borghesi, nella lunga fatica della prova su strada, ha sfidato la paura e pensando a Vincenzo Nibali è andata a conquistarsi una medaglia di bronzo, che vale molto più del suo colore. Una gara durissima che, come già con Nibali, ha colpito un’altra volta in discesa un’atleta in testa, l’olandese Van Vleuten, caduta di brutto e trasportata un ospedale.

Anche Guendalina Sartori, Lucilla Boari e Claudia Mandia, nella prova a squadre di tiro con l’arco, sono riuscite a far dimenticare la brutta gara degli uomini, superando nei Quarti le ragazze cinesi con una sicurezza disarmante ed una volontà di ferro. In semifinale hanno perso di pochissimi punti il confronto con Cina Taipei ed ora le aspettiamo, pieni di speranze, nella gara individuale.

Dopo tante delusioni e quarti posti Tania Cagnotto e Francesca Dallapè, decise e puntuali in ogni tuffo, hanno ceduto solo alle imbattibili cinesi, conquistando finalmente quella medaglia olimpica tanto sognata e tanto meritata. Sul podio d’argento piangevano, come Mario Pescante che le ha premiate, ma questa volta di gioia autentica, non di amarezza.

Un po’ arrabbiata invece Odette Giuffrida (nella foto), 52 chilogrammi di grinta e bellezza, che nel judo ha perso di poco con Meilinda Kolmendi, una kossovara dagli occhi tristi e piena di orgoglio. Odette ha confessato di aver voluto essere lei a vincere la duecentesima medaglia d’oro per l’Italia, che invece è andata, poco più di un quarto d’ora dopo al suo compagno di squadra Fabio Basile nei 66 kg. Forse, riguardando le immagini del suo incontro, Odette sarà contenta di aver lasciato la vittoria ad una avversaria che deve averne passate tante, che a Rio ha gareggiato come indipendente e che pur interpretando una disciplina di battaglia, rimane pur sempre una donna, dolce e sensibile.

Finalmente l’Italia ha conquistato quel duecentesimo oro, tanto invocato dai media in questi giorni: anzi ne ha ottenuta una di più, nel fioretto maschile, con Daniele Garozzo, che ha confermato una volta di più la splendida tradizione olimpica della scherma azzurra.

Con una squadra azzurra determinata e fiera l’Olimpiade appare più bella che mai. La televisione aiuta, perché ci invita ad interpretare il carattere di questo o quell’altro atleta, lasciandoci individuare i pensieri di tutti nell’impegno gravoso e affascinante che dopo anni di preparazione, stanno portando a termine.

 

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