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Roma 2024 / Ostia: nel nome di Giannattasio si tratta ad oltranza

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Martedì 12 Luglio 2016

ostia

Pasquale Giannattasio è stato tra i nostri maggiori velocisti, anzi uno scattista puro che si esprimeva solo sui 100. E proprio sui 100 è stato il primo italiano a correre in 10"2 quando non c'era il cronometraggio automatico, due volte nello stesso giorno (15 ottobre 1967) nella preolimpica e nell'altura di Città del Messico. Ma ha avuto molti altri meriti, Giannattasio, pur nel corso di una carriera punteggiata da infortuni, come quello che gli impedì di vincere a mani basse il titolo europeo del 1966 dopo essere stato finalista in staffetta a Tokyo '64. Nato a Giffoni, in provincia di Salerno, il 15 gennaio 1941, brevilineo in possesso di un fisico naturalmente muscolato, era arrivato all'atletica piuttosto tardi, mettendosi in luce nelle "leve" che le FFGG allora indicevano tra i nuovi arruolati (oggi avviene il contrario).

Pasquale è morto ancora giovane, poco più che sessantenne, colto da infarto il 2 marzo 2002 mentre faceva jogging assieme alla figlia nella pineta di Ostia. E, per ricordarlo, proprio ad Ostia le Fiamme Gialle gli avevano intitolato lo Stadio della Stella Polare. Un impianto che aveva seguito la sorte di altri impianti della Capitale, specie dopo lo spostamento del club a Castelporziano. Ieri è stato tagliato il nastro della nuova pista in attesa di mettere mano alle tribune e alle altre attrezzature: quindi, una inaugurazione a metà. Ma non priva di significato, per di più nel solo municipio di Roma sciolto per mafia. Per chi fosse interessato ad approfondire l'argomento, tutt'altro che ozioso, consigliamo il libro del magistrato Alfonso Sabella, assessore alla legalità della Giunta Marino, "Capitale infetta" pubblicato recentemente da Rizzoli.

Tutto ciò premesso, l'occasione era guardata come primo incontro tra i promotori di Roma 2024 e la nuova Giunta capitolina di Virginia Raggi. Anzi, in un tweet - il n. 435 dell'8 luglio - lo stesso premier Matteo Renzi che appoggia con forza la candidatura come già il suo predecessore Enrico Letta, aveva rivendicato il finanziamento (100 milioni al CONI per gli impianti periferici, ma dei quali se sono visti molto meno) e annunciato un incontro a tre tra la stessa Raggi, Malagò e il sottosegretario Luca Lotti, cui spetterebbe una delega-sport mai formalmente assegnata.

Gaffe o, al solito, cattiva comunicazione? In ogni caso l'auspicio del premier non si è realizzato, dal momento che il sindaco Raggi ha preferito stare con i cittadini, recandosi a visionare, assieme ai mezzi dell'AMA, il degrado di Tor Bella Monaca, quartiere periferico invaso da topi e pantegane. Così, il vertice si è tenuto senza di lei, comunque rappresentata (con fascia tricolore) dal suo maggior referente, quel Daniele Frongia che è un po' l'ispiratore dei primi atti del Campidoglio. E che, qualcuno lo ha ricordato a mezza voce, per qualche tempo ha gareggiato da quattrocentista con la maglietta giallo-verde delle Fiamme Gialle.

Le risultanze dell'incontro? Nulla di definito. Dipende dalle posizioni e dai punti di vista, ma con l'ipotesi concreta di un incontro più istituzionale da organizzare a breve. Un interrogativo attorno al quale ruota il futuro di Roma 2024. Con una scadenza immediata e irrinunciabile: il 3 agosto, nei saloni extralusso di Casa Italia a Rio, vista oceano mozzafiato, presente Renzi, ci sarà anche il sindaco di Roma? O avrà altro da fare?  

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