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Atletica / Europei: il trionfo di Tamberi e altri argomenti

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Domenica 10 Luglio 2016

tamberi-ce

di DANIELE PERBONI
(da Amsterdam)


In prospettiva olimpica, l’Italia chiude i 23esimi Campionati Europei con alcune certezze in più e molte tensioni in meno. Prima di tutto il conto delle medaglie, sette, è decisamente superiore a quello di Zurigo 2014, quando furono tre, senza contare - fattore, questo, assolutamente da non trascurare -, che la squadra presentata in Olanda risulta decisamente più giovane. La media, così affermano le statistiche, che solitamente non mentono, è di 25 anni. Un buon viatico per il futuro e per dare consistenza alla crescita agonistica del movimento.

Certo, in alcune specialità abbiamo presentato anche atleti e atlete ultra trentenni. In un caso anche abbondantemente oltre i 40 anni (Catherine Bertone, schierata nella mezza maratona). Ma, ripetiamo, si tratta di casi e non della regola. Inoltre, circa il 25% dei convocati, lo abbiamo ripetuto sin quasi alla noia, ma è sempre bene ricordarlo ai distratti, è il prodotto dei nuovi fenomeni migratori che stanno portando disordine e sconcerto in molte parti del globo. E non per volontà delle popolazioni che ne sono interessate. Di contro, in pisitivo, immettono nuova linfa al movimento sportivo nazionale.

Il conto delle medaglie

Questi giovani appaiono più determinati, pronti al sacrificio sportivo, poco o per nulla spaventati dalle fatiche che devono affrontare per primeggiare in uno sport individuale, e altamente selettivo, come l’atletica. Ci stanno regalando, e ci hanno donato, grandi soddisfazioni. A parte alcune inevitabili contro prestazioni, quanto visto ad Amsterdam ci ha soddisfatti. Sia chiaro: non è tutto oro e qualche eccellente piazzamento è il frutto di circostanze fortunate e dell’assenza della corazzata russa (aspetto, questo, poco ricordato), bandita dal consesso internazionale per i noti ed eclatanti fattacci legati al doping.

Nel complesso, comunque, per la parte italiana le note positive sovrastano quelle con il segno meno. Un dato su tutti: nel 2014 tornammo dai Campionati di Zurigo con sole tre medaglie (Oro nei 400 con Libania Grenot e Daniele Meucci nella Maratona, argento con Valeria Straneo sempre sui 42 chilometri). Nella capitale "orange" abbiamo raccolto, come detto sopra, sette medaglie: due ori (Grenot nei 400 e Tamberi nell’alto), due argenti (Veronica Inglese nella Mezza individuale e a squadre, con le compagne Anna Incerti, Rosalba Console, Layla Soufyane, Catherine Bertone), tre bronzi (Meucci nella Mezza individuale e a squadre con Stefano La Rosa, Xavier Chevrier, Daniele D’Onofrio e Ruggero Pertile, la 4x400 femminile).

Oltre a questi metalli nobili, diversi i giovani che si sono messi in evidenza. Su tutti il velocista Filippo Tortu e la specialista degli ostacoli bassi Ayomide Folorunso. Non ancora ventenne, è nata il 17 ottobre 1996 a Abeokuta in Nigeria, si è ritrovata quasi di colpo catapultata nella grande atletica internazionale e non ha per nulla sfigurato. Anzi, come ama sottolineare, si è iscritta al «Club dei 55» (intendendo le atlete che corrono la specialità in meno di 56 secondi) e non ha più intenzione di lasciarlo. Anzi, sta seriamente pensando ai meno 55: «Non sono poi così lontani», ha dichiarato dopo la bella prestazione olandese.

Capitolo Olimpiadi Rio

La IAAF (la Federazione Internazionale di atletica) ha stabilito che il tempo utile per ottenere i minimi olimpici terminasse l’11 luglio. Nella conferenza stampa di chiusura dei Campionati continentali, Alfio Giomi, presidente della FIDAL, ha comunicato che nei primi giorni della settimana la dederazione invierà al CONI (il solo soggetto deputato a convocare e iscrivere gli atleti ai Giochi) l’elenco dei nomi che hanno guadagnato il diritto ad essere presenti a Rio.

Un pre-elenco è già stato consegnato: si tratta, dunque, di aggiornarlo con gli ultimi atleti. Compiuto questo passo, tutto finisce nelle mani del CONI che, generalmente, avalla quanto indicato dalle singole federazioni. Quindi per ora non si conoscono i nomi definitivi. Poco male. Si tratta di attendere ancora pochi giorni.

Senza ombra di dubbio, la forza atletica italiana sarà degnamente rappresentata in Brasile da Gianmarco Tamberi (nella foto Colombo/Fidal sul podio), il quale ha letteralmente dominato il salto in alto, portandosi a casa l’oro a quota 2.32. Il ragazzo di Offagna (Ancona), dopo il titolo iridato al coperto di quest'inverno vanta così anche quello europeo outdoor ed ha messo un segno più anche sul titolo olimpico. Nessun dubbio su mezzi e potenzialità. Deve ancora mettere a punto alcuni dettagli tecnici – così ha detto in “mixed zone” dopo la gara – e rifinire la preparazione. Mancano ancora 34 giorni alla gara in Brasile e si è detto più che fiducioso. Per quanto fatto sino ad ora non possiamo che credergli.

Identico discorso per Libania Grenot. La superiorità dimostrata sulle avversarie del vecchio continente lascia aperte le porte per una altrettanto felice avventura, anche se il resto del mondo viaggia a livelli decisamente più alti delle ragazze europee e, almeno in base alle liste stagionali, sono undici quelle che possono vantare tempi migliori della Grenot. È altrettanto vero, però, che ai Giochi potranno partecipare solo tre atlete per nazione e così le avversarie si riducono notevolmente. Troppo presto per fare previsioni. Non ci resta che attendere, ...


23. CAMPIONATI EUROPEI
Amsterdam - 6/10 Luglio 2016

5. Giornata - 10 Luglio

Finali & Finalisti

Uomini
800 - 8. Benedetti 1'47"64.
5000 - 8. Crippa 13'46"30; 11. Chatbi 13'49"93.
Mezza Maratona - 3. Meucci 1h02'38"; 13. La Rosa 1h04'15"; 23. Pertile 1h05'48"; 38. Chevrier 1h05'31"; 65. D'Onofrio 1h08'41".
4x100 - 5. Ferraro, Cattaneo, Momenti, Tortu 38"69.
Alto - 1. Tamberi 2.32.
Martello - 11. Lingua 70.00
 
Donne
1500 - 11. Magnani 4'36"51.
Mezza Maratona - 2. Inglese 1h10'35" RP; 14. Incerti 1h12'51"; 19. Console 1h13'12"; 29. Soufyane 1h13'42"; 38. Bertone 1h15'06".
400 ost. - 4. Folorunso 55"50 RP.
4x100 - 8. Siragusa, Hooper, Amidei, Alloh 43"57.
4x400 - 3. Chigbolu, Spacca, Bazzoni, Grenot 3'27"49.
Triplo - 10. Derkach 13.89/-1,0.  

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