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Focus / Gli ispettori e i corazzieri: lo strano caso della malcapitata Elisa

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Venerdì 24 Giugno 2016

corazzieri

di OSCAR ELENI

Il comico assalto degli ispettori Cluzot dell'antidoping al palazzo presidenziale della nostra Repubblica per avere la preziosa provetta riempita con il liquido organico della marciatrice Elisa Rigaudo ci ha divertito, ma anche allarmato. Potevano incriminarla perchè nella reperibilità aveva scritto che sarebbe stata a Roccaraso. Una sensazione che dovrebbe disturbare tutti, anche quelli che, magari, come è capitato al professor Donati, stavano spesso dalla parte opposta a quella dove siede oggi per difendersi dalla "congiura" contro il suo marciatore preferito.

Alla base di tutti i Giochi, da sempre, c'è stato il desiderio di non farsi prendere. Adesso siamo entrati nella nuova dimensione, quella del film dove il truffatore Leonardo Di Caprio sfugge alle polizie del mondo e, beffardamente, si rivolge agli inseguitori urlando, sussurrando, "Prova a prendermi."

Se è davvero così allora meglio scappare via, altro che rendersi reperibili ad ogni ora per soddisfare i cacciatori di piscio. Che gioco sarebbe questa caccia all'untore? Andare al campo per guardarsi in cagnesco, sospettando l'uno dell'altro. Caro maestro Berra, nobile Alfredo, che farne di quelle preziose pagine di un libro incomprensibile oggi a questi Cluzot come il suo "senza cena"?

Gente in occhiali scuri

Adesso, sui campi, negli spogliatoi, non si ride quasi più. Si, certo, qualcuno resiste, diverte, condivide la felecità del gioco, ma nella maggioranza vedi gente in occhiali scuri. Un po' come la bellissima foto della rappresentativa olimpica per Rio fatta allo stadio romano dei Marmi. Le splendide divise della casa Armani, la luce dell'estate, ma anche gli occhiali scuri creati dagli artisti di re Giorgio. Facce, sensazioni, una bella comitiva, ma nessuno sembrava davvero a proprio agio. Vuoi dire che chi avevo vicino non era davvero pulito? Deve essere così un po' dovunque. Ci raccontano che in una società minore un ragazzino ha colpito proditoriamente il compagno, mandandolo all'ospedale. Davanti alle proteste del padre, l'allenatore ha risposto più o meno così: "Sul campo succede, poi quel ragazzino è fra i più promettenti, non ho potuto intervenire."

Storie esemplari e questi Cluzot alle porte garantiscono inferno a quasi tutti, almeno negli sport dove è più facile tormentare senza scatenare rivolte ultrà. Sono davvero rari i casi di controlli all'alba dove gli affari riconducono alla giustificazione di quell'allenatorino. Segui i soldi, direbbero gli investigatori solerti, ma non nello sport, almeno in tutto lo sport.

Panem et circences

Immaginate come può vivere un nuotatore di buon livello che va ad allenarsi anche se in casa sono contrari. Ve lo immaginate il Cluzot che suona alla porta del delfino promettente, il nuoto è ancora sport dove si può diventare famosi senza essere maggiorenni, in una casa dove i genitori, ogni giorno, minacciano, strepitano, si lamentano per questo baratto fra cloro e studio?

Guardare sport ha un senso. Ancora oggi. Non sai mai come sarà il finale, nulla è replicabile. Il mistero agonistico resiste alle scommesse, ai maghi del nulla, ai trucchi, a chi campa sul talento altrui. Voi direte che il "Prova a prendermi" di oggi valeva anche per Nerone, al tempo del Panem et Circences dove si drogavano cavalli, s vendeva e si comprava l'alloro. Ma adesso siamo in questa fase ridicola dove un vecchio direttore chiedeva ai suoi inviati di scrivere bene, il giusto, ma di aggiungere sempre una postilla al pezzo: "salvo interventi dell'antidoping."

 

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