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Roma 2024 / La candidatura romana tra elezioni e mezze verita'

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Martedì 21 Giugno 2016

roma 2024-1

di LUCIANO BARRA

Il 2 giugno ero all’Olimpico per il Golden Gala (che dovrebbe essere intitolato a Primo Nebiolo, e non a Pietro Mennea che con il Golden Gala non c’entra molto: credo vi abbia gareggiato solo una volta, nel 1980) e ho incontrato Erminio Azzaro che era lì assieme a Sara Simeoni. Appena mi ha visto, mi ha detto “Luciano, ma cosa succede, non ti leggo più?” Si, è vero: il mio silenzio è stato un fatto premeditato. Sull’atletica italiana mi pare giusto lasciare l’ambiente, e soprattutto gli atleti, tranquillo in preparazione per Rio. Ci tornerò dopo i Campionati Europei di Amsterdam dove avrò la possibilità di vedere “de visu” le reali potenzialità della nostra squadra. Sull’atletica internazionale ho avuto un intenso scambio con Seb Coe sulla situazione russa, sulle corruzioni ed altro. Molto deve ancora accadere e meriterà tornarci più avanti.

Su Roma 2024 ho preferito non influenzare con i miei commenti i fedeli lettori di www.sportolimpico.it . C’era il rischio di sporcarsi le mani nella cruenta battaglia giocatasi intorno all’elezione del Sindaco. Al riguardo, vi risparmio le citazioni che potrei ricordare sugli errori fatti dalla nostra Candidatura nei rapporti con il Comune di Roma e con la città di Roma.

Le scelte del sindaco di Parigi

Siccome non butto nulla, ho ritrovato un articolo in cui il Sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, esprimeva i suoi forti dubbi, se non
la sua contrarietà, alla Candidatura della Ville Lumiere ai Giochi del 2024. Eravamo ad aprile 2014. Lei disse: “voglio attendere fino a quando i gruppi di lavoro, messi in piedi insieme con il Comitato Olimpico Francese, non termineranno il “feasibility study” loro commissionato.


Quello dello “studio di fattibilità” è sempre stato un mio pallino e confesso che ero interessato a ciò, più che ad occuparmi della Candidatura vera e proprio, per me impossibile per tanti motivi. Per questo girai l’articolo al presidente del CONI, come a sollecitarlo a fare altrettanto per una eventuale candidatura di Roma, che allora non si era ancora esplicitata. La sua risposta, datata 26 aprile 2014 e che conservo, fu: “Dobbiamo avere pazienza, ora non si può fare”, a dimostrazione che quella data nulla era stato fatto (vedi più avanti) e che  comunque, a quella data, non si aveva alcuna intenzione di fare uno studio preliminare.


A differenza di Mario Pescante che è sempre stato convinto che la cosa importante sono i rapporti con i Membri del CIO, io ho sempre creduto che gli stessi sono inutili se prima non esistono tre condizioni: a) una Candidatura di un Paese con una solida economia e con risorse già disponibili; b) una Candidatura di una Paese "unito" nel volere i Giochi; c) una Candidatura sostanziale, non sulla carta, e con "ricadute" reali e concrete.

Questo era scritto nella prima pagina della mia memoria a Giovanni Malagò nell’incontro con lui avuto (presente il Segretario Generale Roberto Fabbricini) a fine settembre 2013.

Tornando all’Hidalgo, la sua scelta - alla luce di quanto accaduto a Roma - è illuminante. L’aver messo in piedi 11 gruppi di lavoro con oltre 120 persone, coinvolgendo tutti, soprattutto quelli che potevano essere contrari, ha permesso che la Candidature avesse una sua forza unitaria e che nascesse dal basso. E così la Hidalgo si è convinta ad andare avanti.

Ciò non sta a significare che Parigi vincerà di certo. Al momento, com'è noto, i loro problemi sono altri. Ma sta ad indicare una strada ben diversa a quella affrontata a Roma che ha invece scelto una strategia “verticistica” basata sulle forza dirompente delle 3M (Malagò & Montezemolo & Matteo). Nonostante l’autorevolezza dei personaggi essa non si sta dimostrando vincente. Oggi una Candidatura è vincente se parte dal basso. E l’aver tagliato fuori la città di Roma è stato un errore in più. Senza voler ripetere che un referendum andava fatto prima ancora di partire. Aver ridotto l’attuale elezione del Sindaco ad un referendum di fatto è stato un gravissimo errore.

Elezioni romane e mozioni capitoline

Aggiungo che in queste ultime settimane, con l’avvicinarsi delle elezioni comunali, ho sentito e letto tante di quelle imprecisioni e falsità che dovrebbero far vergognare chi le ha dette o scritte. Mi limito a ricordarne tre: quella del presidente del CONI quando ha dichiarato, in un’intervista alla Sette, che non è giusto fermare una Candidatura che è al lavoro da tre anni e mezzo. Ma veramente tre anni e mezzo fa Malagò non era ancora presidente del CONI! La nascita formale della Candidatura di Roma va indicata al 18 Dicembre 2014 , dopo l’approvazione da parte del CIO dell’Agenda 2020. Quindi a voler essere concilianti si può dire che la Candidatura ha un’anzianità di circa due anni, non certo di tre anni e mezzo!

Un’altra falsità è continuare a ripetere che Roma 2024 non ha bisogno di una nuova delibera del Comune di Roma perché c’è già stata, a grande maggioranza, da parte del Consiglio Comunale. Tutti sanno che si è trattato di una “mozione di supporto” e non di una delibera sostanziale che testualmente dice:

L'ASSEMBLEA CAPITOLINA
PER I MOTIVI INDICATI NELLE PREMESSE
sostiene e promuove la presentazione della candidatura di Roma ai XXXIII Giochi Olimpici ed ai XVII Giochi Paralimpici del 2024 ed impegna il Sindaco a presentare formalmente la candidatura e rappresentare Roma nel complesso percorso che la candidatura comporta, secondo quanto previsto dalle procedure CIO.
(AC Mozione n. 39 del 25/06/2015)

e, come tale, la mozione non figura nel verbale delle deliberazioni dell’Assemblea Capitolina.

La vera delibera che il Comune di Roma dovrà prendere dovrà contenere altri sostanziali impegni, seguendo quanto dettagliatamente previsto dal CIO nelle oltre trecento pagine dell’Host City Contract. Quindi perché continuamente sventolare questa falsità?

Infine, nella furibonda vigilia elettorale , perché paventare continuamente il rischio di "perdere" il contributo del CIO (mi pare di 1.700 milioni di dollari, cifra che ho visto salire in qualche intervista fino a 2.300, forse causa le innumerevoli piogge di questa ultima settimana, ...). Tale asserzione è stata talmente forzata che Il Messaggero, grande sponsor della Candidatura per ovvi motivi, ha scritto testualmente a commento delle elezioni Comunali appena concluse:


“Il CIO , il Comitato Olimpico Internazionale, destinerà alla città che riuscirà a farsi assegnare i Giochi circa 2 miliardi 'che andranno a modernizzare le strutture cittadine, ossia un aiuto formidabile al bilancio di Roma appesantito da un debito straordinari'.

E’ vero che pur di salvare la Candidatura tutto può/deve essere fatto, ma arrivare al punto di ignorare che il contributo del CIO è destinato alla sola organizzazione dei Giochi e non a rimpinguare il bilancio comunale o, peggio, a “modernizzare le strutture cittadine” spiega come l‘opinione pubblica sia stata drogata da notizie confuse e non veritiere.

D’altronde Malagò, in chiusura all’intervista rilasciata a Carlo Tecce e uscita il 16 giugno sul Fatto Quotidiano, alla domanda “Quante bugie ha detto in questa intervista?”, ha candidamente risposto “Io non mento, ometto la verità” .

Evviva !

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