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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

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Giomo

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AUGUSTO GIOMO

giomo

Augusto “Gianni” Giomo, playmaker della Nazionale e della Virtus Bologna dal 1962 al ‘68, ha chiuso gli occhi a Treviso (sua città natale) il 27 gennaio, pochi giorni prima del settantaseiesimo compleanno. Nato il 3 febbraio 1940, solo 1.87 per 82, Giomo arrivò a Bologna dopo una stagione all'Olimpia Milano (1959-60). Nel suo palmares figurano 131 presenze e 647 punti con la “V nera” sul petto, ma anche 50 incontri in azzurro e, soprattutto, una doppia partecipazione olimpica, a Roma ‘60 e a Tokyo quattri anno dopo, per un quarto e quinto posto finali.
Uscito dal campo, dopo essersi laureato in chimica (un’altra laurea, in fisica, sarebbe arrivata in seguito) si distinse come allenatore. Studioso di tecniche legate anche alla musica applicata al basket, iniziò la carriera di tecnico a Mestre, portando la Duco in Serie A nella stagione 1973-74, e soprattutto indicando la strada a un giovane Renato Villalta. Poi l'esperienza alla Auxilium Torino, con una finale di Coppa Korac nel 1975-76, e due ritorni a Montebelluna (nel 1980-83, quando sfiorò la promozione in A sfiorata, e nel 1989-92).
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Un ricordo a caldo lo ha tracciato anche il fratello Giorgio che fece parte della squadra olimpica di Monaco 1972. “Gianni era un genio, avanti nei tempi e proprio per questo non facile da capire. E’ stato proprio Nello Paratore, storico allenatore-filosofo della Nazionale, ad aver condiviso questa illuminata estraneità; fra loro c’era un rapporto empatico, proteso ad approfondire tutti gli aspetti della vita, non solo della pallacanestro. Mio fratello, nell’anno di Montebelluna, fu fra i primi ad inserire lo stretching e la magnetoterapia...”.
 

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