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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

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Sidoti

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Annarita Sidoti

La piccola grande “madre coraggio” dello sport italiano si è spenta a 45 anni, dopo aver lottato contro il male che l’aveva aggredita nel 2009. Ma l’ha fatto senza mai arrendersi, com’era nel suo carattere, quel misto di determinazione e caparbietà che per un decennio l’aveva portava al vertice della marcia mondiale. La sua storia esemplare e commovente l’aveva raccontata lei stessa il 1° dicembre 2013 (l’ultima apparizione in pubblico), con la serenità della consapevolezza e la forza della coscienza, in un convegno organizzato a Lomello da Pietro Pastorini. “Ho scoperto il cancro al settimo mese di gravidanza del mio terzo figlio”, aveva detto. E narrato poi la lunga sequela di operazioni che ne erano seguite (alle ascelle, al seno, al cervelletto, al fegato) e che le avevano martoriato il corpo, ma non placato la grande energia che l’ha sempre animata, né soprattutto spento quel sorriso giovanile che la precedeva ovunque. La piccola grande “madre coraggio” della nostra atletica, scoperta a Patti da Salvatore Colella, era stata accompagnata sul palcoscenico internazionale da Sandro Damilano che ha ricordato: “Era alta solo 1.48 (per poco più di 40 chili), ma nel rapporto gambe-tronco era tra le più dotate al mondo, e soprattutto poteva contare su una frequenza eccezionale”. Quella stessa frequenza che stordì le sue avversarie sui 10 chilometri ai Mondiali di Atene 1997. Oltre al titolo iridato, è stata campionessa europea a Spalato (1990) e a Budapest (1998), con tre presenze olimpiche, dal 1992 (quando fu settima) al 2000, e 47 maglie nazionali. Anche se il suo record restano i 45.000 chilometri macinati tra il 1990 e il ’98, quasi un giro del mondo a passo di marcia. (Come breve parentesi, aveva anche girato da protagonista un film, “Le complici”, con la regista Emanuela Pirovano). Ma la sua storia sportiva scompare a fronte della grande lezione di vita e di caparbia determinazione che ha lasciato scritto. Per questo al lutto dello sport si sono unite le massime autorità dello Stato, a iniziare dal premier e dai presidenti di Camera e Senato. Nata a San Giorgio di Gioiosa Marea, nel messinese, il 25 luglio 1969, Annarita ha chiuso gli occhi nella sua cittadina natale il 21 maggio. Lascia il marito Pietro, un medico, e tre figli maschi: Federico, Edoardo, Alberto.

 

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