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Pallavolo / Le pantere azzurre rivincono la World Cup

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Sabato 19 novembre 2011
 costagrande
Se è stato un miracolo, di certo si è trattato del meno atteso. Specie dopo il disastroso risultato dell’Europeo che minacciava di disgregare il gruppo, a fatica riassemblato da Massimo Barbolini. Tanto più che, proprio dopo il flop continentale, per le ragazze italiane del volley le possibilità di andare a giocarsi il riscatto nella World Cup erano legate all’assegnazione di una provvidenziale wild card da parte della federazione internazionale. Siano state o meno le pressioni del presidente Carlo Magri, alla fine il “passi” è arrivato e le azzurre sono partite per il Giappone come titolari della Coppa, già vinta nell’ultima edizione 2007. Un viaggio intrapreso tra uno scetticismo che poneva in dubbio anche il traguardo minimo, la qualificazione olimpica (il torneo a 12 squadre, tutte contro tutte, assegnava infatti i primi tre posti validi per Londra 2012). Essere state ammesse poteva comunque dirsi già un successo. Visto che l’avventura nasceva gravata da una serie di infortuni e rinunce che pareva molto difficile, se non impossibile, poter assorbire. Ma forse proprio per questo la risposta è andata oltre le attese, finendo col portare le 14 azzurre sul gradino più alto del podio.

La nazionale femminile di pallavolo ha così potuto scrivere una delle più belle pagine della sua storia. Che non è molto antica, come si potrebbe ritenere. Il primo a scommettere su una scalata alle prime posizioni internazionali era stato il santone Julio Velasco, in crisi di rigetto dalla “generazione dei fenomeni”. Da allora – eravamo nel 1997 – la pallavolo femminile ha vissuto stagioni altalenanti, sempre in bilico tra risultati di gran pregio (il titolo mondiale del 2002, tanto per dire) e cadute rovinose (tra queste le delusioni e i rimpianti olimpici di Atene e Pechino). Chiuso in maniera turbolenta nel 2006 il matrimonio con Marco Bonitta, la panchina azzurra è stata affidata da Barbolini che, pur tra o soliti alti e bassi, è riuscito a vincere i titoli europei del 2007 e del 2009, la World Cup del 2007, la Grand Champions Cup del del 2009. Ma agli Europei di quest’anno ecco una nuova caduta, con l'esclusione dal podio e la resa un po’ beffarda del quarto posto. Ora il nuovo colpo d’ala che sembra aver cancellato le giornate nere e ridato corpo alle speranze di agguantare, finalmente, quel podio olimpico che alle ragazze è sempre mancato.

Il miracolo in Giappone si è compiuto con una squadra (“che non molla mai”) per forza di cose rinnovata in parte, un miscuglio sapiente e fortunato di esperienza e facce nuove, con ben 9 ragazze all’esordio. La più decisiva delle quali l’ha presentata sul parquet Carolina del Pilar Costagrande, la giramondo venuta dall’Argentina, trasformatasi nel più potente “martello” che abbia indossato la maglietta azzurra e che ora, per prepararsi al meglio per Londra, se ne andrà a giocare in Cina. Poi la sicurezza di Eleonora “Leo” Lo Bianco che, dopo aver vinto un male terribile, con la World Cup ha superato il traguardo delle 500 partite in Nazionale. Due estremi che sono un po’ la metafora di questa squadra che non t’aspetti. E con loro due, alla rinfusa, la qualità e la grinta delle altre pantere: da Antonella Del Core a Simona Gioli, da Valentina Arrighetti a Paola Croce, da Sara Anzanello a Lucia Bosetti. Undici incontri, una sola sconfitta, quella contro gli Stati Uniti (squadra qualificata ai Giochi assieme ad Italia e Cina). La qualificazione – raggiunta nel match contro la Germania affidata a Giovanni Guidetti, rimontando da 0-2 a 3-2 – mette ora nei guai il 47.enne Barbolini (e il suo vice Marco Bracci) che, sulla strada di Londra, si vedrà costretto a ridurre il gruppo di due unità. E che dovrà tenere conto di rientri importanti: dal libero Paola Cardullo (frattura ad una mano) all’infortunata Ortolani. A ben guardare, se miracolo dovrà essere, meglio allora essere chiamati a risolvere un problema di abbondanza. Purché non si inneschino più le liti da spogliatoio e i musi lunghi del mondiale 2010 e dell’europeo 2011. Perché, sia chiaro, stiamo tutti con Barbolini quando dice convinto: “A Londra vogliamo il podio”.

World Cup 2011 – Gli incontri dell’Italia
Italia-Giappone 3-1
Italia-Cina 3-2
Italia-Rep.Dominicana 3-0
Italia-Argentina 3-0
Italia-Algeria 3-0
Italia-Corea del Sud 3-0
Italia-Brasile 3-0
Italia-Serbia 3-0
Italia-Germania 3-2
Italia-Stati Uniti 1-3
Italia-Kenya 3-0

World Cup 2011 – La classifica finale
1. Italia 28 (10-1)
2. Stati Uniti 26 (9-2)
3. Cina 26 (8-3)
4. Giappone 24 (8-3)
5. Brasile 21 (8-3)
6. Germania 20 (6-5)
7. Serbia 18 (5-6)
8. Rep. Dominicana 12 (5-6)
9. Corea del Sud 11 (3-8)
10. Argentina 9 (3-8)
11. Algeria 3 (1-10)
12. Kenya 0 (0-11)

Le schede delle 14 azzurre si trovano nella pagina Londra 2012.

У нас "Особливості формування продуктивності садів"тогда было мало патронов.

Пока сам Аззи "Оспа коров"проводил время в домашних заботах, он отсылал Фрике то в одну, "Оспа птиц"то в другую сторону.

Я "Острый диффузный нефрит"вернусь туда завтра, заявила Эйрадис.

В тот же миг воздух "Острый гломерулонефрит"разорвали вопли, крики и "Острый паренхиматозный гепатит у теленка"вой, и содрогнулись Непостижимые Поля.

Сейджек одним прыжком подскочил к "Осушение лесных земель"самке и вошел в нее; одной рукой сжал грудь, "Острый послеродовой эндометрит у коров"а другой ухватился за волосы, чтобы она "Осушительная мелиорация сельскохозяйственных земель"не сбежала.

Следовательно, она снова косвенным "Отбор в животноводстве"образом поступила в мое распоряжение.

 

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