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Roma 2020 / I nuovi scenari politici ed economici

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Lunedì 14 novembre 2011

Nel suo libro autobiografico (“Il viaggio”, recentemente uscito da Rizzoli), l’ex-premier inglese Tony Blair riconosce il ruolo attivo avuto da Silvio Berlusconi nell’assegnazione a Londra dei Giochi 2012 (“Quasi tutti i politici promettono, ma poi non combinano molto. Berlusconi non aveva promesso, aveva agito“). Come e in quali modo Berlusconi avesse agito non è dato sapere. Difficile credere che i suoi interventi si siano concretizzati per mano dei quattro/cinque membri italiani del CIO, le cui personalità appaiono molto più corpose nel cortile di casa che sul piano internazionale. Più credibile si sia trattato di un intervento personale: pensiamo, ad esempio, ad un raccordo di interessi tra Londra 2012 (che così avrebbe punito la mai amata Parigi, alla resa dei conti sconfitta per soli quattro voti, 54 a 50) e Sochi 2014 tanto voluta al presidente Putin.

Questi fatti, come noto, risalgono all’estate 2005. Oggi il quadro di riferimento politico si presenta notevolmente mutato. Il governo Berlusconi è stato costretto alle dimissioni e l’Italia – sotto le pressioni della Bce e le fluttuazioni, non casuali, dei mercati internazionali – si appresta a varare un nuovo esecutivo per mano dell’economista Mario Monti. Sarà o meno il suo un governo di tecnici (ma con qualche possibile inserimento “politico”), bisognerà in ogni caso prendere atto della circostanza che a farsi da parte è stato costretto anche il sottosegretario Gianni Letta – sulla cui persona si sono appuntati veti incrociati da parte della sinistra e del cosiddetto terzo polo. Ora, sarà opportuno ricordare che Letta – inizialmente indicato come presidente del Comitato Promotore di Roma 2020 (ma lo era stato anche per la precedente candidatura, mai concretizzatasi, vagheggiata dall’allora sindaco Veltroni) –, senza voler far torto a nessuno, è (stato) da sempre la personalità politica di maggior riferimento per lo sport italiano.

Uscito ora di scena Letta – nativo di Avezzano, proprio come l’attuale presidente di Roma 2020, il deputato berlusconiano Mario Pescante –, considerate le drammatiche condizioni economiche (ma anche sociali e di aggregazione) nelle quali si trova ad operare il governo di emergenza affidato a Monti, ci si chiede se e quando sarà opportuno presentare al Parlamento l’annunciato piano finanziario di Roma 2020, piano coordinato da Franco Carraro, attuale commissario della federazione degli sport invernali (e che tale resterà almeno fino al febbraio 2012). La consegna dell’elaborato finanziario – che i bene informati dicono essersi ormai ridotto a poco più di 5 miliardi dai 12/15 di partenza – doveva avvenire nei primi giorni di novembre. Lo sconquasso politico pare ora averla rinviata sine die. Per di più come riferiscono i giornali meglio informati, la riduzione della cifra raggiunta attraverso il “taglio” di alcune opere di supporto (leggasi tratti della metropolitana romana), non più ritenute indispensabili, ha scatenato nuove frizioni tra il sindaco Gianni Alemanno (già contrariato dal rinvio della legge su Roma Capitale) e lo stesso Pescante. Da semplici osservatori, staremo a vedere gli sviluppi.

Nel frattempo si può ricordare che lo scorso 4 novembre, a Losanna, i delegati delle sei città candidate per il 2020 hanno partecipato a un seminario coordinato dal direttore Gilbert Felli e da Jacqueline Barrett. Nell’occasione è stato ribadito che la prossima scadenza è il 15 febbraio 2012, quando cioè dovranno pervenire al CIO le necessarie lettere di garanzia politica e finanziaria. Nel confuso scenario italiano, è lecito chiedersi: a chi toccherà firmarle, visto che – come ha ieri ricordato il presidente Napolitano – in quel periodo verranno a scadenza 200 miliardi di obbligazioni? Per tali considerazioni appare tanto più imbarazzante quanto dichiarato dall’attuale presidente del CONI, Giovanni Petrucci, che al Corriere della Sera – a proposito di finanziamenti pubblici per Roma 2020 – ha detto, testuale. “Non si tratterà di grandi cifre, noi abbiamo il 70-75% di impianti già finiti”. Comunque si tratterà del doppio almeno del gettito che potrebbe derivare dal ripristino dell’Ici sulla prima casa. Uno dei provvedimenti (tanto per iniziare) attesi dal governo Monti, con buona pace di tutti i cittadini. Che potranno pur sempre consolarsi con i successi di … Roma 2020 e del suo Comitato Promotore.

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