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Atletica / La "falsa" (o la "farsa"?) di Usain Bolt

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Mercoledì 21 Settembre 2011

Che sia lui l’atleta dell’anno, Usain Bolt ha fatto di tutto per ribadirlo ai recenti mondiali di atletica di Daegu. Anche senza poter correre tutte e tre le finali che s’era prefisso di vincere. Da parte loro gli organizzatori coreani avevano fatto bene i loro conti. Nello stilare il calendario strizzando l’occhio all’audience televisiva, avevano piazzato la finale dei 100 metri alla seconda giornata e quella dei 200 sei giorni più tardi, appena 24 ore prima della 4x100 che avrebbe chiuso il ricco programma (45 titoli iridati in nove giorni). L’attesa per le tre gare, prenotate da tempo da Usain Bolt, l’uomo più veloce del pianeta che già le aveva vinte due anni prima nell’edizione di Berlino, avrebbero tenuto desta l’attenzione del mondo intero, indipendentemente dai diversi fusi orari. Ma non è andata proprio così.


Il gigante giamaicano è ritenuto un superuomo, un fenomeno capace di portare i primati mondiali delle due gare veloci a tempi stellari, 9”58 nei 100 metri e 19”19 nella distanza doppia. Credenziali che si preparava a rinverdire a Daegu dopo una stagione agonistica sufficiente, ma non eccezionale. I suoi balletti, le sue piroette, i suoi gesti scaramantici, le sue smorfie, avevano acceso i riflettori sin dai turni eliminatori dei 100 metri. Fino al fattaccio della finale, quando – al “pronti” dello starter – s’era mosso in anticipo chiudendo il circuito della pistola, tarata a 100 millesimi di secondo: soglia al di sotto della quale scatta la tagliola della squalifica. Nel freddo linguaggio dei regolamenti Bolt aveva infranto la norma 162.7 della IAAF, la federazione internazionale. Un errore da principiante, una partenza “falsa” che obbligava l’uomo più veloce del pianeta a tornarsene negli spogliatoi, lasciando ad altri il palcoscenico della gara regina. Un errore tanto grave a quei livelli che la stessa IAAF aveva ritenuto di farsene una ragione in un comunicato: “la credebilità dello sport risiede nel rispetto delle regole che devono essere applicare per tutti gli atleti”.

Cos’era successo? Il 1° agosto 2001 il congresso della IAAF aveva modificato la regola sulle partenze anticipate (in gergo dette “false”) che sin dai primordi dell’atletica, dal finire dell’Ottocento, consentivano a un atleta di poterne fare impunemente una, salvo venire poi squalificato alla seconda. La nuova norma, varata con 81 voti a favore contro 74 contrari e introdotta il 1° gennaio 2003, cambiava le cose: condonava la prima partenza “falsa”, ma toglieva di gara l’atleta responsabile della seconda, indipendentemente da chi aveva causato la prima. Una regola che aveva suscitato molte proteste e favorito non pochi casi limite. Si diceva (probabilmente a ragione) che la IAAF avesse ceduto alle richieste dei network internazionali – quegli stessi che con i loro soldi mantengono in vita il circo mondiale dello sport – infastiditi dalla perdita di tempo e, quindi, di denaro in nome di un rincipio un po' desueto, come quello dello sport. Si era così giunti al 12 agosto 2009 quando la norma venne ritoccata in senso ancora più restrittivo, entrando in vigore dal 1° gennaio 2010: “Ogni atleta responsabile di una falsa partenza, sarà immediatamente squalificato”, ora si leggeva sul manuale IAAF.

L’episodio di Bolt ai mondiali ha rinfocolato le polemiche. Si sono levate alte le voci di quanti chiedono una revisione della norma per un ritorno all’antico. Ma curiosamente, a difendere la regola sulle partenze false, è stato proprio Bolt. “Non sono d’accordo con chi la critica: sono stato solo io a sbagliare. Colpa dell’ansia, della voglia di strafare. Ma qualcosa almeno ho imparato, in futuro sarò molto più calmo”. Come ha fatto poi nei 200 metri, sfogando in pista le tensioni covate per una settimana, coprendo la distanza in 19”40, come dire alla velocità di 37,113 km/h, o come ha ribadito il giorno successivo portando la 4x100 giamaicana a chiudere il giro di pista in 37”04, sotto quel record mondiale già stabilito ai Giochi di Pechino (37”10). Due “tempi” di straordinaria normalità, ma solo per chi si chiami Usain Bolt, l’uomo più veloce del pianeta. Che forse, d’ora in avanti, cercherà di essere un po’ meno guascone. Con buona pace della IAAF. 

 

Из того же самого угла

Вокруг здания располагалась высокая металлическая ограда "Великий Эллипс" с пиками, а с внутренней стороны ограды ров.

Ну, правильнее "Что такое хорошо и что такое плохо" будет сказать, она "Слияния поглощения и реструктуризация компаний" родом из какого-то ближнего Отражения, уточнил он, откуда ее взяли в услужение "Калиостро" ко Двору Хаоса.

Но мы, несмотря на это, "Кто с чем дружит" продолжали упорно лезть на "The Adventures Of Tom Sawyer / Приключения Тома Сойера" стены.

Если что-нибудь нужно, сказал я, тебе придется сделаться "Ваша взяла Дживс" видимым и обратиться ко мне.

Думаю, нашей молодежи было бы чему "Прислуга" поучиться у героев древности.

Этот человек фигурировал "Спящая красавица" бы в любом пророчестве Амнета, касающемся тамплиеров, Французского королевства Иерусалим или "Штрафники бывшими не бывают…" земель, лежащих между Иорданом и морем.

 

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