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Nuoto / La calda estate di Federica

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Venerdì 26 Agosto 2011

Quando è riemersa dall’acqua dopo il trionfo sui 400 metri ai mondiali cinesi, tre giorni prima di imporsi con una rimonta da favola anche sui 200, la “sua” distanza preferita, nell’aria ha disegnata con le mani un grande cuore. Il proprio? Una dedica per papà Roberto e mamma Cinzia che, col fratello Alessandro, la proteggono da sempre? O, come si sono affrettati ad interpretare gli specialisti in gossip, per la fine di un amore durato tre anni (col compagno di nazionale Luca Marin) e per l’inizio di una nuova storia? E giù ad interpretare. Molto più semplicemente – lo ha spiegato lei stessa – si trattava di un segno d’affetto per il preparatore atletico Andrea Scattolini. L’uomo che le ha permesso di arrivare ai mondiali di Shanghai in condizioni perfette, nella forma della vita, quando tutto riesce facile e ogni azione tecnica, anche la più complessa, sembra la più”normale”. In quanto alla fine della sua storia con Marin, ha preferito annunciarlo lei stessa sul blog che aggiorna personalmente.

 

Solo più tardi, in Italia, se ne è compreso a pieno il motivo. Quando si sono fatte insistenti le voci di una nascente amicizia, diciamo così, con il capitano della squadra di nuoto Filippo Magnini detto “Filo”. Si è partiti da una cena da sogno in un ristorante di via Veneto dove, in un clima da Dolce vita, si è festeggiato il 23° compleanno della quadrupla campionessa mondiale. Si è transitati per le tensioni del Palio di Siena a chiusura di una vacanza in Val di Chiana. Federica che lascia Marin, Filippo che chiude di colpo una storia consolidata da anni e che pareva indirizzata al matrimonio. I due hanno alimentato, loro malgrado, un interesse e molti pettegolezzi con cui la gente dello sport dovrebbe avere poca dimestichezza. Fatti personali e privati, si dirà, ma anche materiale ghiotto per i settimanali “usa-e-getta” da consumare sul lettino da spiaggia.

Ma la calda estate di Federica, non solo per il solleone, aveva in serbo un’altra novità. L’improvviso abbandono, dopo un sodalizio durato otto mesi, di Philippe Lucas, il capelluto allenatore parigino che l’ha sostenuta a Shanghai, e il ritorno al centro di alta specializzazione di Verona (con inevitabili appendici romane) sotto Federico Bonifacenti, un tecnico con il quale aveva già lavorato ai tempi di Castagnetti. Bonifacenti è il quinto allenatore che incrocia i destini della regina del nuoto. Il primo era stato Max Di Mito che l’aveva portata, dall’anonimato, ai primi podi olimpici e mondiali, rimasto con lei fino al 2006. Poi, tra il 2007 e l’ottobre 2009, gli anni della piena consacrazione, l’aveva seguita Alberto Castagnetti. Nella stagione 2010 c’era stato l’intermezzo, segnato da più di un attrito, con Stefano Morini e, quindi, all’inizio del 2011 il difficile trasferimento a Parigi, alla corte dei miracoli di Lucas. Al di là delle battute favorite dall’assonanza dei nomi, si tratta di una scelta determinante per il successo o meno di Londra 2012. Perché se i gossip si dimenticano presto, i risultati olimpici restano per sempre.

Due decisioni importanti che cambiano la vita della “numero uno” dello sport italiano, assunte con testarda determinazione e la speranza diffusa che entrambe vadano nella giusta direzione. Ma anche che non turbino minimamente l’approccio ai Giochi. In ogni caso, scelte decisive che ribadiscono il carattere e la determinazione della ragazza. Infatti, che Federica resti una ragazza “normale”, moderna quanto si conviene, con gli interessi e le tendenze delle sue coetanee – semmai con molte più possibilità delle altre –, stanno a testimoniarlo le 150 paia di scarpe (per lo più con tacco alto o altissimo) e gli abiti di Armani che intasano il suo guardaroba. Oppure quella collezione di sette tatuaggi (ce ne sarà uno da cancellare?) e, soprattutto, quel piercing sul capezzolo sinistro. Un vezzo che le ha suggerito il titolo del primo dei suoi libri – “Mamma, posso farmi il piercing” uscito da Fabbri nel 2007 –, seguito da un secondo dal titolo ancora più profetico: “Io nuoto per amore”, pubblicato da Mondadori due anni più tardi.

Ecco, l’amore, una costante che innerva la vita di Federica, in tutte le sue accezioni. Per quanto riguarda la sua missione di nuotatrice di professione, il legame più solido resta il ricordo di Alberto Castagnetti (“più che un secondo padre”), l’allenatore che l’ha plasmata fino a farne una stella dello sport mondiale. Castagnetti è scomparso nell’autunno 2009 dopo un’operazione al cuore che pareva riuscita, appena conclusi i mondiali romani, dopo che Federica aveva trionfato per la prima volta sotto i suoi occhi nell’accoppiata 200/400. Una perdita che aveva gettato la ragazza di Mirano (cittadina dove è nata il 5 agosto 1988) in fondo a un tunnel di incertezze, spingendola a inattese scelte tecniche. Transitate, dapprima, attraverso un rapporto tormentato con il nuovo mentore indicato dalla federazione nuoto, Stefano Morini, e sfociate poi, nel febbraio 2011, in una decisione insolita, di quelle che cambiano la vita: il trasferimento a Parigi per affidarsi a Lucas, il creatore del mito Laure Manaudou (l’ex fidanzata del suo ex-fidanzato Luca Marin …), ora pronta con fieri propositi al rientro agonistico. Una esperienza breve ed intensa, quella parigina, che ha messo in crisi il rapporto con Marin, ma che ha restituito al nuoto una Federica “nuova”, più determinata, e più cosciente sia in acqua che nella vita. “Tutto ora è più semplice, soprattutto per quello stato di serenità che mi sono costruita da sola”.

All’indomani del doppio trionfo di Shanghai, per la “nuova” Federica – tornata single (fino a quando?) e rientrata a Verona (che le darà la cittadinanza onoraria: “da qui non mi muoverò più”) –, si sono sprecati aggettivi e le immancabili esagerazioni. Non per nulla può ritenersi lei oggi l’italiana più conosciuta, come ammettano i pubblicitari che la tampinano continuamente (ha già sei sponsor personali). Dalla ragazzina che fece sensazione ai Giochi di Atene 2004 (una medaglia d’argento nei 200 a 16 anni appena compiuti) per confermarsi quattro anni dopo a Pechino sulla stessa distanza (oro e record mondiale), è sbocciata una donna che a 23 anni è nel pieno della sua femminilità, bionda e solare, sorridente e seducente, come uscita da un quadro del Settecento veneziano. Ma con una priorità assoluta: il nuoto. Almeno fino a Londra 2012. Poi si vedrà, e ci sarà tutto il tempo anche per il gossip

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