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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

Direttore: Gianfranco Colasante  -  @ Scrivi al direttore -  - 
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Atletica / Nuova struttura tecnica per il prossimo bienno

Mercoledì 12 Novembre 2014

pechino-2015

Chiusa la stagione agonistica, la federazione presieduta da Alfio Giomi ha impostato i suoi programmi per il biennio 2015-2016, Mondiali di Pechino e Olimpiadi di Rio. Anche se i riscontri dell'anno non incoraggiano nel coltivare molte speranze per l'immediato futuro, sono state indicate le linee d'intervento. In un certo senso innovative. Anche alla luce del buon aumento delle risorse per il prossimo anno, intervenute a seguito dei "tagli" del CONI al calcio, che per la FIDAL si sono concretizzate in un +19,35% (in soldoni, la disponibilitĂ  di cassa passa da 5,125 milioni a 6,117). Una iniezione economica che dovrebbe tradursi in un maggior fermento tecnico. Le prime indicazioni (in attesa dell'ufficializzazione da parte del C.F. della prossima settimana) le ha fornite Giomi in occasione di un convegno tenuto domenica scorsa ad Abano Terme.

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Giochi 2024 / Roma: una candidatura tutta da chiarire

Lunedì 10 Novembre 2014

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Nelle ultime ore si sono di nuovo levate le voci su una candidatura di Roma ai Giochi del 2024. Cerchiamo di capire. Dopo le recenti defezioni per le edizioni invernali (Oslo, Monaco di Baviera, Polonia), il vero problema sul tavolo del CIO (e del suo presidente Thomas Bach) resta l’esigenza di ricevere proposte credibili e, se possibile, multiple. Anche se tutti si rendono conto della necessità di introdurre nuove regole d’ingaggio, di una nuova filosofia, che il CIO stesso individua nell’abbattimento dei costi, in una piena informazione e condivisione pubblica e in una politica per gli impianti che guardi più alle gestioni future che alle nuove costruzioni. Il CIO affronterà la materia in dicembre, a Monte Carlo, in una sessione straordinaria dedicata all’argomento. Dopo questa premessa torniamo alla ventilata ipotesi (l’ennesima) di Roma 2024.

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Impianti / Dallo Sblocca Italia via libera ai finanziamenti

Venerdì 7 Novembre 2014


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Il più contento di tutti, a conti fatti, è Carlo Tavecchio che – dopo la sforbiciata gigante subita dal CONI – può gettare nel crogiuolo federale la norma che consente ai Comuni di (ri)mettere mano agli impianti. E quando si parla di impianti finanziati con denaro pubblico, in Italia è sottinteso che si sta parlando di stadi e campi di calcio. In breve sintesi, approvata in via definitiva dal Senato la legge cosiddetta Sblocca Italia, dal ferreo patto di stabilità restano esclusi gli interventi per gli impianti e per l’edilizia scolastica (hanno bisogno di una rapida manutenzione non meno del 40% delle scuole primarie e secondarie). Tavecchio si è così affrettato a ringraziare il Governo, ricordando che lo stallo degli impianti/terreni di calcio (sono oltre 16.000) era per lui la madre di tutti i problemi. Un obiettivo perseguito sin da quando era alla guida della Lega Dilettanti e studiava da presidente federale. Senza lasciarsi sfuggire l’occasione per ricordare, a chi l’avesse dimenticato, che il calcio muove oltre un milione e 300 mila tesserati, “700 mila dei quali al di sotto dei 18 anni”. Con buona pace di Giovanni Malagò che pure qualche parola l’aveva spesa con il sottosegretario Graziano Delrio, cui va la paternità del provvedimento e che resta (fino a quando?) il vero garante a Palazzo Chigi.

 
 

Opinioni / CONI-FIGC: la battaglia del grano

Venerdì 31 Ottobre 2014

LUCIANO BARRA


fifa


La “battaglia del grano” – come dice Wikipedia – fu la campagna lanciata durante il regime fascista da Benito Mussolini allo scopo di perseguire l’autosufficienza produttiva di frumento dell’Italia. Non vi ricorda questa l’attuale battaglia che si è aperta al CONI nella (ri)distribuzione delle risorse messe a disposizione dallo Stato per lo Sport nazionale? Ovviamente Giovanni Malagò non può essere paragonato a Benito Mussolini, ma se la frase di allora (1925) la leggete modificata in “autosufficienza produttiva di sport dell’Italia”, tutto il resto non fa una grinza. Io non condivido molto quanto ha scritto – a commento delle decisioni del CONI – l’amico Colasante: ma il mondo è bello perché il contrasto di idee produce solo aspetti positivi (meno che in politica). Le sue perplessità nascono dalla tempistica, dall’accelerazione, dall’opportunità. Io, a costo di essere considerato “talebano”, dico che la delibera presa dalla Giunta Esecutiva e dal Consiglio Nazionale del CONI è invece incompleta. Essa doveva avere, in chiusura, un breve codicillo che prevedeva, da parte del CONI, il recupero – quello sì dilazionato in molti anni – delle cifre impropriamente incassate dalla Federcalcio negli ultimi 10/15 anni, anche se al limite forfettizzate. E mi spiego, cercando di essere breve perché si dovrebbe trattare dei fatti storici che tutti conoscono, anche se in questi giorni non molto citati.

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CONI / Drastica cura dimagrante per il calcio: a vantaggio di chi?

Giovedì 30 Ottobre 2014

 

Foro Italico

 

TABELLA CONTRIBUTI CONI ALLE FEDERAZIONI PER IL 2015 

(gfc)
Dopo tanto squillar di trombe, il “taglio” dei contributi al Calcio (pari a un pesante 40%) – con una distribuzione delle risorse alle altre federazioni olimpiche (pochi spiccioli per le altre) – minaccia di procurare una frattura nel corpo del Comitato Olimpico che, più che inopportuna, appare antistorica. Senza neanche l’alibi della condivisione da parte dell’opinione pubblica, ammesso che abbia qualche peso in vicende risolte per lo più nel chiuso di poche stanze. Per di più troppo alto appare il rischio insito nel provvedimento e che potrebbe creare anche ritorsioni (la vicenda degli arbitri che rimarranno a casa, è solo la punta dell’iceberg). Col risultato, neppure tanto remoto, che il tutto venga percepito come una “punizione” nei confronti del calcio che – se pure ha molte colpe di cui fare ammenda – è di gran lunga lo sport (lo spettacolo?) più seguito e amato/vituperato dagli italiani. E qui non è solo questione di numeri di tesserati (che comunque per la FIGC si attestano sul milione e mezzo): paiono per fortuna lontani i tempi dei “Numeri dello Sport” che il CONI ammanniva annualmente e che nessuno prendeva sul serio. Ma allora, in epoca di vacche grasse, avevano un qualche senso: ora servono solo i risultati, olimpici e mondiali. Proprio quelli che mancano.

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