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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

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Commenti / L'Italia ai Giochi del Mediterraneo di Mersin 2013

Sabato 29 Giugno 2013



LUCIANO BARRA



“Spezzeremo le reni alla Grecia”
diceva Mussolini il 19 novembre 1940, in un famoso discorso ai gerarchi. Ora il sito del CONI, ad un giorno dalla fine dei Giochi del Mediterraneo di Mersin, parafrasando Mussolini, dice pressappoco “abbiamo spezzato le reni alla Turchia ed a tutti gli altri”. Per essere corretti il vero testo dice “Mersin 2013 entra nella storia sportiva dell’Italia. La XVII edizione dei Giochi del Mediterraneo diventa infatti aritmeticamente la manifestazione multidisciplinare più medaglista di sempre all’estero, superando Atene 1991, che si era chiusa a quota 168.” Ma cosa cavolo significa questa affermazione? Che a Mersin abbiamo vinto più medaglie che ai Giochi Olimpici? Ma cosa significa questo trionfalismo, se non si aggiunge che l’Italia è andata Mersin con la squadra più numerosa di sempre (413 atleti) e che gli altri paesi si sono presentati con le squadre meno numerose di sempre? Ma il sito del CONI non era stato criticato nelle pre-elezioni per essere troppo auto referenziale? Qui siamo al “chi si loda si sbroda”.


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Giochi del Mediterraneo / A che servono se si esclude Israele?

Giovedì 20 Giugno 2013

mersinNel disinteresse generale (almeno per la sponda italiana) si apre oggi a Mersin – grossa città agricola dell’Anatolia – la diciassettesima edizione dei Giochi del Mediterraneo. Nella travagliata Turchia di questi giorni, col governo Erdogan che sta mostrando un volto ben diverso da quello che la distratta opinione pubblica internazionale gli riconosceva, la rassegna (che si chiuderà il 30 giugno) doveva servire da prova generale per la candidatura ai Giochi Olimpici 2020. Col timore diffuso che si possa, invece, tradurre in un passo indietro per Istanbul, fino a qualche settimane addietro ritenuta favorita nei confronti di Tokyo e di Madrid, due capitali un po’ malmesse sul piano finanziario. A differenza proprio di Istanbul. Almeno questa era la sensazione diffusasi dopo le audizioni tenute dal CIO nelle riunioni di San Pietroburgo. In attesa delle decisioni finali che saranno prese a Buenos Aires il prossimo 7 settembre. Tutto ciò premesso, torniamo alla vicenda dei Mediterranei e alla domanda che ci siamo fatta nel titolo. Un problema – l’esclusione di Israele – che inficia da sempre ogni credibilità della manifestazione. Senza voler tener conto anche dell’irrisolta questione Palestina. In tali condizioni, che senso hanno queste gare?

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Piste&Pedane (14) / Difficile verifica agli Europei a squadre

Mercoledì 19 Giugno 2013

Alla conclusione dei campionati italiani giovanili (Junior e U-23, con quattro primati di categoria) si può tentare un primo bilancio della stagione iridata. In attesa che più precise indicazioni vengano dagli Europei a squadre di Gateshead (22/23 giugno). Una verifica necessaria, perché va detto che a 53 giorni dall’apertura dei Mondiali di Mosca, sono pochini gli italiani che hanno conseguito il limite “A” di partecipazione (quello “B”, di recupero, ha valore più che altro per le nazioni di seconda fascia). I termini di qualificazione, apertisi il 1° ottobre 2012, scadranno il prossimo 29 luglio, il giorno dopo la conclusione degli Assoluti di Milano. Speriamo di sbagliarci, ma i riscontri del campo sembrano in ritardo rispetto ai rivolgimenti annunciati dal nuovo presidente Alfio Giomi e dal CT Massimo Magnani. Qualcosa pare essersi inceppato e anche i protagonisti dell’inverno – Trost, Tumi, Dal Molin –, per ragioni varie, paiono in ritardo. Anche le uscite americane di Daniele Meucci, il solo superstite del mezzofondo azzurro, non sono state all’altezza. Vediamo meglio nel dettaglio.

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Politica&Sport / Josefa Idem: una storia come tante …

Martedì 18 Giugno 2013

Sarebbe una storia come tante, se la protagonista non fosse la responsabile – per il governo Enrico Letta – della gioventù. Cioè proprio di quella fascia che più avrebbe bisogno di esempi positivi. Senza poi volersi riferire allo sport, ambito del quale è vigilante, dove la prima regola è (o, almeno, dovrebbe essere) la trasparenza e la lealtà. Difficile non sentirsi un po’ traditi per la fiducia riposta. Stiamo parlando della vicenda che – rivelata da fonti di stampa emiliana (La Voce di Romagna) e poi esplosa sulle prime pagine nazionali – riguarda la ministra (brutto neologismo che però ci viene imposto) Josefa Idem, grande e ultralongeva campionessa di canoa, la sola donna ad aver staccato otto partecipazioni olimpiche. Che ti fa allora la signora Idem? Nulla di straordinario, intendiamoci. Nulla che altre migliaia di cittadini italiani non abbiano già fatto, nelle pieghe di norme che pure lo consentono.

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Piste&Pedane (13) / La caduta di Usain Bolt e il ritardo degli italiani

Martedì 11 Giugno 2013

La settimana era incentrata sul Golden Gala del 6 giugno dedicato a Pietro Mennea, quinta tappa della Diamond League, rassegna che stenta a decollare. Che l’atletica abbia bisogno di trovare stimoli diversi, più innovativi, è notorio: che possa riuscire a farlo attraverso il circuito DL, dopo quanto si è visto finora, resta solo una speranza. E’ vero che la stagione è proiettata per tutti verso i Mondiali di Mosca, tra due mesi, ma il menù approntato finora pare piuttosto risicato. L’evento più eclatante della serata romana (50.000 gli spettatori, anche se il Comune aveva distribuito biglietti omaggio per la metà dei posti) è stata la caduta di Usain Bolt – battuto d’un centesimo dal più longevo dei velocisti di vertice, il trentunenne Justin Gatlin, già campione olimpico ad Atene 2004 – che ha fatto più rumore per come si è svolta la corsa, che per la sconfitta in sé. In gara fino a metà gara, il giamaicano è parso incerto nella seconda parte, sparita la sua straordinaria progressione. Si parla di ritardo di preparazione, forse di qualche mini-infortunio tenuto nascosto per via degli ingaggi. Ma qualcosa, almeno per quanto visto all’Olimpico, pare essersi inceppato nel suo motore. Una sconfitta, quella di Bolt (costato agli organizzatori del rientrato Gigi D’Onofrio 350.000 euro), che ha pesato in negativo sulla valutazione complessiva del meeting. Una valutazione sulla quale non incide la solita anonima ondata nera del mezzofondo.

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